Un dolce pasquale tipico: “L’ v’scotta di Acquaviva d’Isernia

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a cura di Flora Delli Quadri con il contributo di Silga Panzera e Ida Di Ianni 

“L’ v’scotta” è un dolce che caratterizza la tradizione pasquale di tutti paesi della Valle del Volturno, in particolare di Acquaviva d’Isernia.

Dolce povero ma appariscente nella leggera consistenza della pasta, che si avvolge a grossa ciambella, cotta dapprima in acqua, poi messa ad asciugare su canovaccio e quindi cotta nel forno a legno. Le venature in superficie e la sua doratura sono segno della bontà del prodotto.

Un tempo si produceva in gran quantità in tutte le case. Lo trovavi adagiato in grossi canestri accompagnato da altri dolci della tradizione (fiadoni dolci e salati, biscotti al vino, savoiardi, pigne, pastiera con riso e crema).
Dolce preferito del lunedì dell’Angelo, basta un prato tempestato da margherite, una bevuta alla fonte e qualche “v’scotta” per dare serenità agli animi nel giorno di Pasquetta. Quanta prosa elegiaca per celebrare un dolce così apparentemente insignificante e quelle fantastiche ceste ricolme di dolci profumati di semplicità. Ecco la loro magia: muovere ricordi e sentimenti che – al di là delle vocali – accomunano le tradizioni ed i tratti identitari di una comunità.

Oggi, nel vedere tanti usci chiusi e forni domestici per lo più serrati, ci assale il ricordo di quel delizioso profumo che in questi giorni serpeggiava per i vicoli dei paesi e di quel vociare delle massaie che, affacciate sull’uscio, discutevano sulla riuscita delle loro “v’scotta”… Allora il cuore si stringe, inevitabilmente, nel rimembrare quel profumo distinto di dolci che parlava un tempo “solo” di Pasqua, perché solo a Pasqua si producevano ed era gioia nel farli più belli e più buoni…

Ed ecco la ricetta delle “v’scotta” (di Silga Panzera)
Per ogni uovo utilizzato aggiungere un cucchiaio d’olio (extra vergine delle nostre terre) e un cucchiaio di zucchero;
farina 00 q.b;
semi di anice q.b;
un’idea di sale.

In una ciotola montare le uova con lo zucchero, aggiungere l’olio, i semi di anice, il sale e parte della farina.
Quando si sarà ottenuto un impasto cremoso versarlo sulla spianatoia ed aggiungere ancora farina fino a ottenere la consistenza adatta a modellare “l’ v’scotta” a forma di ciambella.
Lessare in acqua con l’aggiunta di poco olio.
Farle asciugare su un telo e cuocere nel forno a legna. Rendono bene anche i moderni forni elettrici delle nostre cucine. Sono da provare!!!

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