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Un confronto franco e genuino ma anche un risultato certo e serio.

Ieri sera, presso la Biblioteca Comunale di Agnone si è discusso della desertificazione del nostro territorio.

Francescopaolo Tanzi

Va detto subito che il confronto è stato decisamento franco ma ha avuto il pregio, proprio per la sua franchezza, di far “registrare una sostanziale unità d’intenti ed il superamento di anacronistici sospetti e distinguo”.

Erano presenti in tanti. E in tanti hanno voluto intervenire per apportare un mattone di verità e di analisi.

Dopo l’introduzione di Francesco Paolo Tanzi e la presentazione del Progetto ALMOSAVA da parte mia e l’evidenziazione del disastro demografico (una popolazione passata da 161.000 residenti a poco più di 60.000), del disastro patrimoniale immobiliare e fondiario (stanno andando in fumo fino a 28 miliardi di euro), del disastro morale (i vecchi sempre più soli ed i giovani costretti ad emigrare), del disastro economico (la gente di montagna ha meno servizi ma maggiori spese per energia ed

Marcella Amicone

assistenza),  e dopo la evidenziazione di una strategia di uscita da questa critica situazione, identificabile con una richiesta di riconoscimento per  tutti i paesi dell’ALMOSAVA di area a fiscalità agevolata e burocrazia zero, come dicevo, sono stati tanti coloro che hanno preso la parola per un confronto serio e franco.

Danilo di Nucci ha messo in evidenza come i numeri dello spopolamento non vadano presi solo in termini assoluti, ma in termini relativi perché, a fronte di uno spopolamento di oltre 100.000 residenti, la popolazione italiana è, nel frattempo, quasi raddoppiata.

Maurizio Cacciavillani

Maurizio Cacciavillani, assessore ai lavori pubblici, ha giustamente calcato la mano facendo presente come non sia sufficiente fermarsi ai dati assoluti e relativi, ma occorra soffermarsi sulla struttura demografica della popolazione attuale, mettendo in risalto 2 fattori: il primo è quello del saldo negativo annuale tra mortalità e natalità pari a circa 130 persone anno, nel solo Alto Molise; il secondo è quello della età media di detta popolazione che ha raggiunto livelli di criticità molto seri, raggiunti i quali è facile la previsione di un definitivo collassamento demografico. Giocoforza un giovane, seppur desideroso di continuare a vivere nel suo territorio, è costretto ad interrogarsi se non sia giunto il momento di prendere la decisione di andar via dai suoi luoghi.

Michele Carosella

Michele Carosella, sindaco di Agnone, pur condividendo le ragione di fondo del Progetto ALMOSAVA, ha dissentito sulle ragioni proprie dello spopolamento, affermando che la situazione economica della popolazione locale, negli anni 50, era di una tale disperazione da giustificare il loro desiderio di abbandonare la loro terra alla ricerca di un maggior benessere. Peraltro, la popolazione, accalcata nel centro storico del Comune, non avrebbe potuto continuare a vivere in quelle condizione. Ha anche rivendicato l’importanza dell’autonomia delle Regioni, delle Provincie e dei Comuni. Infine ha messo in dubbio che il Governo possa mettere a disposizione del nostro territorio finanziamenti particolari per agevolazioni fiscali.

Armando Sammartino

Sono intervenuto per fargli presente come quella situazione disperante degli anni 50 fosse il frutto di una Guerra Mondiale persa e di una condizione economica nazionale tipica di una nazione a maggioranza contadina. Quando si è appalesato il miracolo economico, in tante zone italiane si è sviluppato il LAVORO, nel nostro territorio si è mitizzato il POSTO. Quanto all’autonomia è sotto gli occhi di tutti come essa sia stata gestita e utilizzata male, seppur in buona fede; in ogni caso non si può pretendere che l’autonomia sia estesa anche ai piccoli agglomerati o piccoli borghi: occorrono gli amministratori, ma è più importante che aumentino i lavoratori. In quanto alle difficoltà di ottenere, in questo momento, agevolazioni fiscali, siamo tutti d’accordo, ma è pur vero che non si può non partecipare alla competizione territoriale che vede un gran fermento da parte di tante zone italiane in previsione della definitiva cancellazione delle Provincie e della oramai inevitabile unione dei piccoli Comuni.

Giovanni Giaccio e Francescopaolo Tanzi

Francesco Paolo Tanzj ha tenuto a sottolineare che il reale senso dell’autonomia è da intendersi nella capacità di autodeterminazione della popolazione di un territorio, ed è questo, secondo lui, il vero messaggio che ALMOSAVA deve comunicare. “Uniti nalla diversità“, come recita lo slogan dell’Unione Europea. Non bisogna rendere complicato ciò che è semplice, cominciando a dialogare e a porre le basi per una politica comune interterritoriale.

Decio Galasso

E’ quindi intervenuto Decio Galasso per associarsi a chi vede difficoltà nel perseguimento del Progetto ALMOSAVA, ma anche per evidenziare come la situazione sia di tale gravità che non si può non tentare un percorso nuovo, rivoluzionario come quello di aggregare tanti comuni dell’ALMOSAVA, seppur nelle difficoltà normative procedurali che questo percorso comporta.

E’ seguito l’intervento di Ida Cimmino del Centro Studi Alto Molise la quale ha messo l’accento sulle difficoltà che i giovani rimasti a vivere sul territorio devono affrontare giornalmente. Pertanto è convinta che occorra una forte inversione di tendenza della situazione attuale, ma senza dimenticare chi è alle prese con le problematiche quotidiane.

Barbara De Paola e Enzo Di Pasquo

Don Francesco Martino ha poi parlato a nome della Diocesi di Trivento, confermando l’adesione al progetto da parte del Vescovo Scotti e ribadendo la necessità di unirsi per sopravvivere, evitando di focalizzare l’attenzione su unione dei Comuni o quant’altro ma guardando alla sostanza di una Associazione che sappia chiedere a chi di dovere il riconoscimento di Area a fiscalità agevolata e burocrazia zero.

La discussione è proseguita a una, due e più voci alla fine della quale Francesco Paolo Tanzi, padrone di casa in qualità di Presidente del Centro Studi Dell’Alto Molise ha potuto affermare: “Anche noi del CSAM siamo rimasti soddisfatti dell’andamento della serata che ha registrato una sostanziale unità d’intenti ed il superamento di anacronistici sospetti e distinguo… Bisogna continuare così, passo dopo passo, ed evitare riferimenti a politici locali e/o nazionali che non siano i sindaci dell’area. L’obiettivo iniziale è comunque quello di superare i campanilismi ed operare per il bene comune del territorio, al di là dei confini istituzionali e lavorando insieme sui progetti comuni”

Enzo C. Delli Quadri e Nicoletta Fulgaro
Enzo C. Delli Quadri e Fabrizio Fusco

Al di là delle parole il fatto conclusivo importante del convegno, che mette fine a distinguo e sospetti, è stata l’indicazione da parte del Sindaco (che si è sostanzialmente mostrato d’accordo con le risultanze del dibattito) di indicare Nunzia Zarlenga e Maurizio Cacciavillani come delegati del Comune nei lavori della Struttura ALMOSAVA. Nunzia Zarlenga fa già parte del Coordinamento dei 63 Comuni. Maurizio Cacciavillani ha accettato l’indicazione del Sindaco e entrerà nel Gruppo di Lavoro di ALMOSAVA per portare il suo contributo di esperienza nei campi dell’Energia, dei Rifiuti, della Viabilità e delle Comunicazioni.

About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

4 commenti

  1. Flora Delli Quadri

    Avrei voluto esserci. Un applauso, anche se da lontano.

  2. ESTHER DELLI QUADRI

    Sono felice di apprendere che siè raggiunta un’unità d’intenti.Tifo ALMOSAVA!!!!!

  3. Litterio Domenicangelo

    Benvenuto al collega Maurizio Cacciavillani nel gruppo di lavoro; il contributo di Agnone è un punto di forza del progetto Almosava non solo per il ruolo che può utilmente svolgere per la sua strategica collocazione geografica Alto Molise – Alto Vastese, ma soprattutto per la vivacità culturale che la contraddistingue da sempre; il dibattito, di cui leggo il resoconto, ne è una ulteriore prova.
    Arrivederci a Casteldisangro.

  4. Gent.mo Dott. Delli Quadri
    sono stata molto onorata di fare la sua conoscenza e di apprezzare quanto sta facendo per il nostro territorio e con quanta passione, senso di appartenenza alla propria terra e profusa convinzione trasmette il suo pensiero al popolo “almosaviano”, pensiero che trova la mia approvazione e condivisione, data la disastrosa condizione economica, sociale e ambientale in cui riversa oggi giorno il nostro territorio.
    L’impressione che ho avvertito è stata molto positiva nonostante qualche franca diatriba già del tutto risolta, a quanto pare, e credo si stia andando nella direzione giusta.
    Per quanto riguarda l’unione dei comuni nonostante abbia percepito qualche parere discordante, le cui motivazioni credo non siano del tutto infondate, penso che in queste condizioni se bisogna sacrificare qualcosa lo si debba fare per il bene del territorio ovvero della gente, che ancora credendo in esso lo abita e lo “vive”, pur negli stenti. Mi ha colpito pertanto la sua frase quando dice che “è più importante che aumentino i lavoratori” piuttosto che avere tanti amministratori.
    Inoltre condivido appieno il concetto di autodeterminazione, come dice il prof. Tanzj, è ciò che veramente deve spingere ciascun territorio ad essere autonomo.
    Nonostante si fosse messo in dubbio l’ottenimento dei finanziamenti per le agevolazioni fiscali a disposizione del territorio, sono del parere che sia necessario tentare a tutti i costi, guai a non reagire, adagiandosi e crogiolandosi dei propri mali, almeno alla fine si potrà dire di avercela messa tutta senza rimpianti.
    Infine trovo molto interessante anche la proposta del museo naturalistico indicata nel suo progetto, del quale mi piacerebbe approfondire un giorno con lei l’argomento, mi chiedo tuttavia perché nominarlo “dell’alto vastese” e non “almosaviano”?!
    Con questa mia provocazione, la ringrazio e le invio i miei migliori saluti anche a nome di tutti i soci della cooperativa MadreNatura che rappresento.
    Nicoletta Fulgaro

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