Turlundane, turlundane lu rutte porte lu sane.

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di Enzo C. Delli Quadri, Benedetto di Sciullo e Giovanni Mariano
Turlundane, turlundane il rotto trasporta il sano.

Questo proverbio, che mi viene ricordato dal grande Benedetto di Sciullo e dal suo amico fraterno Giovanni Mariano, non è tipico solo di Fallo perchè è praticato in quasi tutto il territorio almosaviano e il significato è praticamente universale. Non solo, esso è risultato valido in tutte le epoche storiche e, forse, alla luce del novello Decreto MONTI, oggi è più attuale che mai, se è vero, com’è vero, che i pensionati, con quel decreto, sono chiamati a reggere le sorti delle banche.

Benedetto ci ricorda che, tecnicamente, Il proverbio è usato per indicare una situazione in cui una persona in condizioni fisiche non ottimali aiuta qualcuno più in forma di lui. Ma il motto è applicabile anche con riferimento ad una situazione economica dove chi è più male in arnese tenta di risollevare le sorti di chi  è più fortunato.

C’è da aggiungere che il nome “turlundane” probabilmente non è usato soltanto per una questione di metrica. Durlindana è, infatti, la spada di Orlando, paladino del re dei franchi Carlo Magno. In particolare la spada è anche citata nell’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto, poema in cui c’è un ordine delle cose capovolto e questo spiega probabilmente il proverbio fallese. in sostanza è come dire “le spade stanno appese e i foderi combattono”, che è poi un detto partenopeo.

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