Trebbiano d’Abruzzo chiamato anche Bombino.

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a cura di Enzo C. Delli Quadri

Estate: un bel bicchiere di Trebbiano d’Abruzzo al fresco dei nostri prati riconcilia con la vita, ma, a saperne di più  di questo vino,  si degusta meglio.

  trebbiano
 

Il Trebbiano è un vitigno a bacca bianca. Il prodotto che ne deriva è un vino leggero da consumarsi preferibilmente entro l’anno successivo della vendemmia.

Si pensa che sia originario del periodo etrusco-romano e la sua primaria diffusione si ebbe sui colli romagnoli. Con il trascorrere degli anni nacquero, dal ceppo del Trebbiano, una serie di differenti vitigni, tutti simili tra loro e coltivati su tutto lo stivale.

Le sue caratteristiche positive di adattamento alle diverse zone climatiche e territoriali gli hanno consentito una forte diffusione su buona parte del nostro territorio, oltre che in alcune regioni francesi e californiane.

La sua produzione per ettaro è abbastanza alta: ciò potrebbe gravare in termini di profumi e qualità del prodotto finito, anche se ciò lo rende particolarmente commerciabile.

Analizziamo ora le diverse tipologie di Trebbiano che possiamo trovare nel nostro territorio:

–          TREBBIANO DI SOAVE: questo vitigno è diffuso nella provincia di Verona e Brescia e in particolare sulle sponde meridionali del lago di Garda. Il grappolo, come la foglia, hanno una grandezza media. L’acino è di dimensioni né troppe piccole né troppo grandi e ha forma sferica. La buccia è abbastanza spessa e consistente.

La maturazione dell’uva e la successiva vendemmia avvengono nei primi giorni di Ottobre.

Lo si può trovare citato anche con i seguenti sinonimi: Trebbiano di Lugana, Trebbiano di Verona, Turbiana ecc.

–          TREBBIANO GIALLO: questo vitigno sembra derivare dall’antica zona dei Castelli Romani ed è particolarmente diffuso nella provincia di Roma.

La foglia, abbastanza grande, ha forma pentagonale. Il grappolo è mediamente grande e composto da acini sferici con buccia molto pruinosa, di colore giallo dorato e spesso con macchie marroni.

Alcuni dei sinonimi che lo identificano sono: Tosterello, Trebbiano dei Castelli, Trebbiano di Frascati ecc…

–          TREBBIANO ROMAGNOLO: ha origini antichissime e attualmente è il vitigno più coltivato in Romagna. Trova la sua massima diffusione in provincia di Ravenna, minore invece la sua presenza sui colli emiliani.

Grappolo, foglia e acino sono di medie dimensioni. La buccia è pruinosa, consistente, di colore verde-giallognolo e talvolta leggermente ambrata.

I sinonimi usati per la sua identificazione sono:Trebbiano della Fiamma e Trebbiano di Romagna.

–          TREBBIANO TOSCANO: tra i Trebbiani descritti risulta essere forse il più diffuso a livello nazionale, con una maggiore concentrazione in Umbria, Lazio Toscana.

Foglia e grappolo sono di medio-grandi dimensioni. L’acino ha forma discoidale, con buccia più o meno pruinosa, di media consistenza e di colore giallo-verde o giallo-rosato.

Lo si trova talvolta anche citato con il nome di Albano, Bobiano, Biancame ecc…

–          TREBBIANO D’ABRUZZO: originario del XVI secolo, questo vitigno lo si può trovare in tutto il territorio abruzzese con  una buona diffusione in tutte le province (Pescara, Chieti, l’Aquila e Teramo).

Preferisce crescere in zone moderatamente collinari (500-600 m s.l.m.) e le condizioni climatiche abruzzesi sono ideali per risaltare al massimo le peculiarità di questo vitigno.

Si presenta con grappoli e acini mediamente grandi e lo si può trovare citato anche con il termine Bombino”.

Trebbiano 3Zona di produzione: Il Trebbiano d’Abruzzo DOC è realizzato con l’omonima uva per l’85% e da altri vitigni a bacca bianca per il restante 15%. E’ l’unico vino bianco dell’Abruzzo ad essere regolamentato da una DOC. La stessa DOC impone che “Le uve destinate alla produzione dei vini a denominazione di origine controllata Trebbiano d’Abruzzo devono essere ottenute unicamente da vigneti situati su terreni vocati alla qualità, ubicati in zone collinari la cui altitudine non sia superiore ai 500 m.s.l. ed eccezionalmente ai 600 metri per quelli esposti a mezzogiorno. Sono da escludere i terreni non sufficientemente soleggiati e quelli siti nei fondo valle umidi”.

Metodo di vinificazione : Differenti sono i metodi di fermentazione ed affinamento adottati dalle varie aziende vinicole locali per produrre il Trebbiano d’Abruzzo DOC ; la maggior parte utilizza le vasche di acciaio mentre, soprattutto nel caso delle riserve, vengono preferite le botti di legno (sia grandi di rovere che le barrique) anche per la prima fermentazione dove il vino rimane a fermentare per un anno prima di essere imbottigliato.

La storia: La prime fonti storiche che parlano del Trebbiano d’Abruzzo risalgono al XVI secolo quando si parla di un vino bianco chiamato Trebulanum d’Abruzzo. Il Trebbiano ha avuto una nuova evoluzione dagli anni Sessanta del secolo scorso con l’arrivo della DOC e la prima concreta valorizzazione qualitativa del prodotto. Da allora questo vino abruzzese ha avuto un successo crescente anche grazie alla vetrina messa a disposizione da un’importante cooperativa.

Proprietà organolettiche: E’ un vino dal colore giallo paglierino; all’olfatto risulta essere delicato, vinoso con note in particolare di mela golden matura e frutta secca. Il sapore è secco, sapido, con un retrogusto lievemente amarognolo.

Abbinamenti consigliati: Il Trebbiano d’Abruzzo va servito fresco, 8-10°C; è ottimo per accompagnare antipasti di mare e di verdure tipici del territorio abruzzese. Si sposa bene con minestre e pastasciutte locali, con piatti a base di uova, pesce e carni bianche (ex il tacchino alla canzanese, ricetta tipica teramese)

Epoca di vendemmia: Prima settimana di ottobre.

Vinificazione: Pressatura soffice delle uve e fermentazione a temperatura controllata.

Esame Visivo: Si presenta di colore giallo paglierino tenue con leggeri riflessi verdacei, cristallino e con una buona consistenza.

Esame olfattivo: Intenso e avvolgente, in primis si percepiscono profumi floreali con fiori di ginestra, acacia e sambuco,  successivamente si percepiscono profumi fruttati di frutta bianca giovane come pesca e albicocca.

Esame gustativo: Al palato è fresco con note ammandorlate finali, buona la persistenza.

Abbinamento: Eccellente con il pesce, ma anche sul pollo.

Temperatura di servizio: 10°C- 12°C.

Trebbiano 4

Glossario del vino – la terminologia

A

 
Abboccato vino con leggero residuo zuccherino
Acerbo vino non ancora pronto , con acidita’ in eccesso
Acidita’ fissa acidita’ determinata dagli acidi fissi (non volatili)
Acidita’ totale somma dell’acidità, sia volatile che fissa – componente fondamentale di un vino
Acidulo vino con acidità in eccesso
Allappante vino aspro, astringente,dovuto ad eccesso di tannino
Alcoolico Vino con elevato titolo alcolometrico (15- 18 gradi), generalmente si tratta di vini speciali ottenuti con particolari tecniche enologiche
Amabile vino dolce
Ambrato colore di un vino bianco, in genere vini passiti,liquorosi
Ampio caratteristica del profumo di un vino ricco e complesso
Armonico vino con gli elementi che lo compongono in giuste proporzioni
Aroma sensazione olfattiva, dovuta ai profumi del vino dati dalla presenza di sostanze aromatiche
Aromatico Vino ricco di sostanze aromatiche, spesso tali profumi ci riconducono ai componenti aromatici naturali del vitigno di provenienza
Astringente vino che asciuga la bocca, dovuto all’eccesso di tannino
Austero vino imponente, con bouquet ben definito leggermente amarognolo
 

B

 
Barrique botte in rovere con la caratteristica di essere fatta con doghe piegate a fuoco diretto e quindi con la superficie interna con diversi livelli di tostatura a secondo del tempo di permanenza a contatto col fuoco. Generalmente ha la capacita’ di 225 litri. Dona un aroma caratteristico di vaniglia ai vini che vi maturano.
Botritizzato vino derivante da uve colpite una muffa nobile (da cui si ottengono anche vini passiti naturalmente).
Bouquet insieme dei profumi che un vino acquista con la maturazione (in botte ed in seguito in bottiglia).
 

C

 
Caldo vino ricco di alcool e glicerina che fanno percepire una senzazione calorica
Caratteristico vino in cui risulta evidente la provenienza da un determinati vitigno
Corpo insieme degli elementi che compongono un vino, tolti alcool ed acqua
Corto vino poco persistente in bocca
Cuvée operazioni di taglio di vari vini di diverse provenienze ed annate
 

D

 
Disarmonico vino in cui e’ presente un forte squilibrio nei suoi componenti
D.O.C denominazione di origine controllata
D.O.C.G.. denominazione di origine controllata e garantita
Dorato colore di vini bianchi di corpo o passati in barrique
 

E

 
Effervescenza Presenza di anidride carbonica che si manifesta con la presenza di bollicine più o meno grandi (più sono fini e persistenti, migliore è la qualità)
Elegante vino equilibrato, fine , delicato
Equilibrato vino in cui  le componenti principali sono in equilibrio fra di loro
Erbaceo sentore vegetale tipico di alcuni vitigni (cabernet e merlot), di vini giovani o fatti con uve non perfettamente mature
Etereo sentore dei vini di lungo affinamento in botte e bottiglia dovuto, appunto, agli eteri
 

F

 
Feccioso vino con odore sgradevole di feccia
Fermentazione alcolica processo chimico ad opera di lieviti per il quale gli zuccheri vengono trasformati in alcool e anidride carbonica
Fermentazione malolattica avviene dopo quella primaria (alcolica), e’ la trasformazione dell’acido malico in acido lattico sotto l’azione di batteri. In genere si sviluppa con i primi caldi in primavera e determina una perdita’ di acidita’ totale
Floreale Profumo dato da un’insieme di note fiori
Fluido Vino inconsistente, versandolo nel bicchiere scorre come se fosse acqua
Fine elegante nei profumi e armonico nel gusto
Fragrante riferito al profumo, intenso fine ed elegante
Fresco di gradevole acidita’
Fruttato con sentore di frutta
 

G

 
Giovane Vino che non presenta ancora senzazioni ben equilibrate tra loro, che ha bisogno di affinamento
Goudron (catrame) profumo tipico di grandi vini rossi invecchiati
Granato colore tipico di grandi vini rossi da invecchiamento
 

I

 
I.G.T. indicazione geografica tipica
Intenso nel colore indica la tonalita’,nel profumo l’ampiezza, nel gusto l’intensità
 

L

 
Leggero vino di bassa gradazione alcolica
Liquoroso somigliante ad un liquore per struttura e dolcezza. Puo’ essere addizionato ad alcool o comunque di gradazione superiore a 15°
 

M

 
Maderizzato vino ossidato, in alcuni vini e’ una caratteristica (madera,marsala)
Magro debole povero di corpo
Mattonato colore di rossi molto invecchiati
Morbido vino equilibrato e con una certa rotondita‘ dovuta all’abbondanza di alcool e glicerina
 

N

 
Netto profumo o gusto pulito, senza difetti
 

O

 
Ossidato a causa del contatto con l’aria, il vino ha perso freschezza ed ha assunto un colore piu’ scuro ed opaco
 

P

 
Paglierino colore giallo che somiglia alla paglia
Passito

vino ottenuto da uve appassite (naturalmente sulla pianta o su graticci),con elevato contenuto alcolico e zuccherino

Pastoso ricco di zuccheri e glicerina
Penetrante odore acuto talvolta sgradevole
Persistenza durata delle sensazione gustose ed olfattive. Direttamente proporzionale alla qualita’
Pesante troppo ricco di alcool
Pieno ricco di corpo e struttura,equilibrato
Porpora classico colore dei vini rossi giovani e leggeri (vino novello)
Pronto vino adatto ad essere bevuto senza ulteriore invecchiamento
 

R

 
Retrogusto sensazioni che si provano dopo aver deglutito il vino
Robusto ricco di alcool, strutturato
Rotondo si dice di vino morbido,con moderata acidita’, e corpo
Rubino classico colore dei vini rossi giovani
 

S

 
Sapido ricco di sali minerali
Spunto eccesso di componenti volatili sgradevoli (ricorda quello dell’aceto)
Struttura l’insieme delle componenti del vino
Svanito si dice di un vino restato eccessivamente esposto all’aria, con perdita delle caratteristiche
 

T

 
Taglio mescolanza di vini diversi
Tannino sostanza ceduta al vino dalla buccia dell’uva prima e dalle botti di legno poi, importante per il colore e per la conservazione.Da un gusto astringente e ruvido che si attenua con l’invecchiamento
Terroir insieme di territorio, vitigno e tecniche di vinificazione che determinano il carattere unico di un vino
Tranquillo vino che ha terminato la fermentazione e non presenta tracce di anidride carbonica
 

V

 
Vecchio Vino con evidenti cedimenti, di una o più, delle sue caratteristiche
Velato poco limpido, che presenta accentuata opalescenza
Vellutato vino armonico e morbido
Vinoso si dice di vino giovane con profumo che ricorda il mosto
Vitigno tipo di pianta (esistono una molteplicità di vitigni, ognuno dona al vino determinate caratteristiche)
Viscoso Vino che scende nel bicchiere in modo pesante quasi fosse una sostanza sciropposa
Vivace presenza tracce di anidride carbonica
V.Q.P.R.D. Vini di qualità prodotti in regioni determinate – classificazione europea per i vini D.O.C. e D.O.C.G.
 
 

Fonti:  enotecalecantinedeidogi, corriere della sera, vinostore.

Editing: Enzo C. Delli Quadri
Copyright Altosannio Magazine

https://www.youtube.com/watch?v=Cykqh6syTrU

 

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