“Tradizioni popolari di Agnone” Lucia Amicarelli e “Folklore di Agnone” Michele Di Ciero – Libro curato da Domenico Meo

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Un nuovo importante e bel libro curato da Domenico Meo 

Verrà presentato il 16 maggio prossimo nella Sala Convegni “Oratorio chiesa dei Cappuccini” di Agnone, a partire dalle ore 17.30, il volume Tradizioni popolari di Agnone Lucia Amicarelli e Folklore di Agnone Michele Di Ciero a cura dello studioso molisano di tradizioni popolari Domenico Meo.

“Due autori un libro” Dialetto e folklore, ricerche di ieri, valori di oggi. É il progetto di recupero e valorizzazione di contributi di dialetto e folklore che hanno lasciato gli autori agnonesi.

Il lavoro della Amicarelli si snoda secondo il metodo proposto da Toschi nel libro Il folklore (1951), una sorta di guida pratica che ha per temi: il ciclo dell’uomo secondo cui la vita dell’individuo si svolge in una successione di tappe che vanno dalla nascita alla morte; il ciclo dell’anno o ciclo delle feste ci introduce in una molteplicità complessa di funzioni e cerimoniali che hanno da sempre interessato gli uomini. Le arti popolari: legno, oro, bronzo e rame per cui Agnone, nel corso dei secoli, si è sempre distinta. 

Nella seconda parte Michele Di Ciero offre proverbi, cantilene, filastrocche, alcuni rimedi di medicina popolare, usi e credenze e cantilene religiose.

Il curatore Domenico Meo, seppur a grandi linee, nell’introduzione ha voluto accennare alla storia dell’antropologia culturale e fare il punto sui contributi folklorici e di lingua dialettale riguardanti Agnone dalla fine dell’Ottocento ad oggi. Meo, inoltre, ha contribuito con un sostegno bibliografico che rimanda a letture di scritti locali, nonché a opere specifiche per ulteriori approfondimenti. Il lavoro svolto, nel suo piccolo, si propone di rievocare e attualizzare perché tradizione e modernità non sono alternative. La tradizione vive sempre nella modernità e le sue espressioni e quelle “moderne” devono convivere in una costante trasformazione. Si aggiunga che il sistema globale e la rapidità della comunicazione fra gli uomini tendono a spostare gli elementi simbolici da un ambito culturale all’altro mutandoli e creandone di nuovi.

Prenderanno parte all’evento il Sindaco di Agnone Michele Carosella, il presidente della Pro Loco della cittadina altomolisana Giuseppe Marinelli, il Prof. Vincenzo Speradocente di Storia delle Tradizioni Popolari dell’Università degli Studi del Molise, il Presidente del Centro Studi Alto Molise Ida Cimmino, i familiari di Michele Di Ciero e il curatore del volume Domenico Meo. Il libro di formato A5 (cm 14,8 x 21)  è di 184 pagine. In copertina, cartonata plastificata lucida, si può ammirare il dipinto di Ugo Martino Giornata di pane.

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Prezzo di copertina € 15,00 escluso spese postali
La sera della presentazione il libro sarà venduto a 10 euro
Per l’acquisto rivolgersi a Libreria Vittoria Agnone (IS) 
Prenotazione sig. Domenico Meo, mail: meo1961@alice.it; cell. 331-4907476.

 

  Recensione del Libro

Tradizioni popolari di AgnoneLucia Amicarelli   Folklore di AgnoneMichele Di Ciero

  a cura di Domenico Meo

“Due autori un libro”

Dialetto e folklore, ricerche di ieri, valori di oggi

É il progetto di recupero e valorizzazione di contributi di dialetto e folklore che hanno lasciato gli autori agnonesi.

La tesi di laurea intitolata Tradizioni popolari di Agnone discussa all’università La Sapienza di Roma il 18 marzo 1953 da Lucia Amicarelli (Agnone 1915 – Genova 2001) e Folklore di Agnone di Michele Di Ciero (Agnone 1932-1970) pubblicato su Lares nel 1970 sono i primi scritti che si è cercato di attualizzare e valorizzare.

I due lavori sono legati a Paolo Toschi, noto antropologo italiano del secolo passato, che fu relatore della tesi di Amicarelli e direttore della rivista Lares allorquando fu pubblicato Folklore di Agnone. Visto che gli studi riproposti si collocano in una particolare epoca dell’antropologia culturale italiana, seppur a grandi linee, nell’introduzione il curatore ha voluto riproporre il cammino della disciplina che è nata verso la metà del 1800. Ciò per mettere in evidenza i passaggi più significativi che sono intervenuti e capire meglio dove si sta andando agli albori del terzo millennio. A seguire si è colta l’occasione per sintetizzare e fare il punto sui contributi folklorici e di lingua dialettale riguardanti Agnone dalla fine dell’Ottocento fino ad oggi.

Il lavoro della Amicarelli si snoda secondo il metodo proposto da Toschi nel libro Il folklore (1951), una sorta di guida pratica che ha per temi: il ciclo dell’uomo, il ciclo dell’anno e le arti popolari. Lo studioso sostiene che alla base della fitta trama delle forme tradizionali ci sono i cosiddetti riti di passaggio che fanno pensare alla grande opera di Van Gennep secondo cui la vita dell’individuo si svolge in una successione di tappe che vanno dalla nascita alla morte. Il ciclo annuale delle feste ci introduce in una molteplicità complessa di funzioni e cerimoniali che hanno da sempre interessato gli uomini. Una riproposizione di «pratiche simboliche immutate e collaudate, fonti di sicurezze e di certezze che derivano dal passato, dalla ripetitività; un ancoraggio ad un tempo costituito da miti e da esperienze millenarie». Nel capitolo dedicato alle arti popolari: legno, oro, bronzo e rame l’autrice asserisce che per le molteplici forme di attività artigiana Agnone si è sempre distinta e i lavori, spesso, risultano artistici ed ingegnosi. Le sue testimonianze rappresentano il richiamo alla tradizione che proviene da una comunità lontana dai grandi flussi cittadini che riesce a conservare qualche ingrediente cerimoniale per fruirne, riproporlo e offrirlo agli altri.

Michele Di Ciero, invece, riporta proverbi, cantilene, filastrocche, alcuni rimedi di medicina popolare, usi e credenze e cantilene religiose. I proverbi li divide in meteorologici, seguendo il corso dei mesi e delle stagioni, e vari, quelli che hanno i significati più disparati. Brevi usi e credenze ci raccontano le tradizioni legate al solstizio d’estate e alla figura santorale di Giovanni Battista. Qui, il Di Ciero, descrive le consuetudini riguardanti il piombo fuso, i cardi nel bicchiere e la testa di San Giovanni. Poi si occupa di un rituale in cui i morti lasciano l’aldilà e, per concludere, evidenzia il rapporto tra uomini e animali secondo principi e dettami popolari. Per quanto concerne le pratiche di medicina popolare parla di malocchio, mal d’orecchi, parotite e dell’infestazione intestinale da parte del verme. Offre testimonianze di cause e rimedi; chi lo pratica, come si toglie e varie formule e scongiuri che, il più delle volte, si affidavano ad una radicata religiosità popolare. Conte, rime e filastrocche sono state rese note da Di Ciero e di ognuna ne spiega brevemente le dinamiche e le movenze. Infine ci offre alcune canzoni narrative di argomento religioso.

Il curatore Domenico Meo, oltre ad occuparsi delle introduzioni ai capitoli, ha contribuito con un sostegno bibliografico che rimanda a letture di scritti locali, nonché a opere specifiche per ulteriori approfondimenti e la [N.d.C.], abbastanza frequente, segnala notizie o libri scritti dalla pubblicazione della tesi di Amicarelli fino ad oggi.

Il lavoro svolto, nel suo piccolo, si propone di rievocare e attualizzare perché tradizione e modernità non sono alternative. La tradizione vive sempre nella modernità e le sue espressioni e quelle “moderne” devono convivere in una costante trasformazione.

Si aggiunga che il sistema globale e la rapidità della comunicazione fra gli uomini tendono a spostare gli elementi simbolici da un ambito culturale all’altro mutandoli e creandone di nuovi.

Il libro di formato A5 (cm 14,8 x 21)  è di 184 pagine. In copertina, cartonata plastificata lucida, si può ammirare il dipinto di Ugo Martino Giornata di pane.  Prezzo di copertina € 15,00.

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