Tesori dell’Altosannio

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Decine di luoghi, situazioni e personaggi
che fanno dell’ALTOSANNIO un territorio eccezionale

A cura di Enzo C. Delli Quadri

  1. VITELIÙ – Il nome della Libertà
Sito Archeologico di Pietrabbondante 9
Sito Archeologico di Pietrabbondante
  • Come oramai noto a moltissimi, Viteliù è il romanzo storico scritto da Nicola Mastronardi nel quale viene narrata la storia dei Sanniti, dei popoli Italici e, in particolare, dell’Altosannio, attraverso le vicende del condottiero dei Sanniti Gaio Papio Mutilo il quale, prima di morire, chiede al suo incredulo e diffidente nipote Marzio (vissuto fino a 17 anni, da romano) di accompagnarlo nel suo viaggio da Roma fin su in Altosannio, la sua patria. Marzio conoscerà verità che la Storia scritta dai Romani e rimbalzata, grazie anche al Fascismo, fino ai giorni d’oggi, ha seppellito sotto una coltre di inesattezze e dimenticanze. Con questo romanzo viene strappato il velo su secoli di storia dei Sanniti e vengono messi in evidenza i luoghi sacri, quelli di tante battaglie combattute e quelli dei tanti eccidi commessi dai Romani, prima della definitiva riconciliazione tra gli stessi Romani e i Sanniti, tutti luoghi dell’Altosannio: Pietrabbondante, Schiavi d’Abruzzo, Capracotta, Contrada Macchia, Monte Cavallerizzo, Monte Caraceno, Monte Capraro, ecc..
  • http://www.altosannio.it/2021-giu-2015-viaggio-in-altosannio-nei-luoghi-di-viteliu/

  1. La fauna del Parco Nazionale d’Abruzzo.
Camosciara 1
La Camosciara
  • In questo luogo, con un pò di fortuna, si possono osservare diverse specie di animali:  i lupi a Civitella Alfedena, l’orso a Scanno, i cervi in piazza a Villetta Barrea, i camosci a Civitella Alfedena e, poi, si possono seguire le orme della lince lungo la stessa Camosciara e ci si ritrova ad essere sorvolati da un nibbio reale sui monti meno elevati dell’ Altosannio o da un aquila su quelli elevati della Majella
  • http://www.camosciara.com/
  • http://www.parcoabruzzo.it/

  1. Le Campane di Agnone.  
2015-06-20 Viaggio nei luoghi di Viteliù - Fonderia Delle Campane di Agnone 6
Fonderia delle campane
  • La Pontificia Fonderia Marinelli di Agnone ha saputo, nei secoli, raccogliere, conservare e valorizzare l’enorme valore di amore, passione e capacità manuali insite nella costruzione delle campane. I Marinelli e i loro artigiani, veri maestri d’arte, hanno fuso migliaia di campane che squillano dall’alto dei campanili delle maestose cattedrali e delle chiese dell’Abruzzo, del Molise, della Puglia, del Lazio e della Campania, in Italia ed all’estero, nelle Americhe, in Russia e persino nel Vietnam.
  • http://www.altosannio.it/agnone-la-fabbrica-delle-campane-in-un-video-di-alberto-angela/

  1. Le gole di Fara San Martino.
Gole Fara San Martino
Gole Fara San Martino

  1. La Transiberiana d’Italia, la  Sulmona-Carpinone, il treno dell’Altosannio.
Transiberiana dItalia Foto-di-Lorenzo-Fosco)
Transiberiana dItalia Foto-di-Lorenzo-Fosco)
  • È la linea ferroviaria dell’Abruzzo e del Molise che collega la città di Sulmone a Carpinone. Dal 2010-11 è priva di traffico. È lunga 128,7 km. Alla stazione di Rivisondoli_Pescocostanzo la linea raggiunge i 1268,82 m sul livello del mare che ne fanno la seconda stazione più alta della rete italiana FS a scartamento ordinario dopo Brennero (1371 m s.l.m.) [1] e la terza se si considerano oltre alle linee della rete FS anche quelle in concessione e quelle a scartamento ridotto. Il tratto Sulmona-Carpinone è, oggi, percorso da treni turistici e individuato, a tale scopo, da Fondazione FS nell’ambito del progetto “Binari Senza Tempo”. Essa è soprannominata “La Transiberiana d’Italia” per il suggestivo panorama che si può ammirare percorrendola.
  • http://www.altosannio.it/suggestivo-dire-transiberiana-ditalia-sarebbe-giusto-dal-punto-vista-storico-geografico-dire-treno-dellaltosannio/

  1. Il bosco di Pescocostanzo, in autunno.
Bosco di Sant'Antonio
Bosco di Sant’Antonio

  1. Il presepe vivente a Rivisondoli.
Rivisondoli Presepe Vivente
Rivisondoli Presepe Vivente

  1. Le ‘ndocce di Agnone, alla Concezione e a Natale. 
'Ndocciata di Agnone Foto di Vittorio Labanca)
‘Ndocciata di Agnone (Foto di Vittorio Labanca)
  • Al di là della sua spettacolarità, la Ndocciata (sfilata di torce) di Agnone è una festa tradizionale, permeata di religiosità popolare, che è rimasta sostanzialmente invariata nei secoli, malgrado il disfacimento della società agro-pastorale che l’aveva prodotta. L’8 dicembre e alla Vigilia di Natale, all’imbrunire, quando suona il campanone di Sant’Antonio, i protagonisti, radunati dal pomeriggio nella periferia nord del paese, accendono le 1000  ndòcce accuratamente preparate nei mesi precedenti e s’incamminano lungo il corso principale di Agnone che, al loro passaggio, diventa simile ad un gigantesco fiume di fuoco.
  • http://www.altosannio.it/fuoco-sacro-propiziatorio-le-ndocce-agnone/

  1. La fiaccolata di Civitella Alfedena. 
Fiaccolata di fine anno a Civitella Alfedena
Fiaccolata di fine anno a Civitella Alfedena
  • Durante gli ultimi giorni dell’anno, a Civitella Alfedena si svolge una tradizione particolare che, insieme alla Ndocciata di Agnone, è una delle piùdell’Altosannio, ma anche dell’Abruzzo e Molise e dell’Italia tutta: la fiaccolata. Per l’evento, centinaia di figuranti invadono la montagna circostante, armati di sole torce infuocate. Con esse riproducono dei disegni, il più delle volte riguardanti tematiche regionali (come la salvaguardia dell’orso). Successivamente le torce vengono portate in piazza e fra vin brûlé e canti viene festeggiato l’imminente arrivo dell’anno nuovo.
  • http://www.comune.civitellaalfedena.aq.it/eventi/fiaccolata.php

  1. la Pezzata a Capracotta.
Pezzata di Capracotta
Pezzata di Capracotta
  • La prima domenica di agosto, a Capracotta, localià Prato Gentile, circa 1600 m di altitudine, si svolge la pezzata, fantasiosa sagra della carne di agnello cotto alla brace e di quella di pecora cucinata secondo le antiche ricette dei pastori transumanti, in grossi caldai posti sul fuoco. Gli uomini, numerosi, sono addetti alla cottura; indossano grossi grembiuli e sono lì dall’alba per  accendere e custodire i falò. Rimestano nei pentoloni  con forchettoni e schiumarole; ci vogliono almeno cinque ore e più per la cottura. Poi la carne è pronta e fin dalle undici comincia la fila dei buongustai, serviti questa volta da ragazze in costume.
  • http://www.altosannio.it/la-pezzata-di-maria-delli-quadri/

  1. Il presepe subacqueo di Villalago.
Presepe subacqueo di Villalago (foto di Mario Caranfa)
Presepe subacqueo di Villalago (foto di Mario Caranfa)
  • La manifestazione si svolge nel periodo natalizio, solitamente il 26 dicembre, appena dopo il tramonto nelle acque del Lago di S. Domenico. Il Tortuga Club Teramo organizza presso il Lago di S.Domenico di Villalago un pittoresco Presepe Subacqueo, con la collaborazione del Comune di Villalago, e del MSP Italia. Partecipano quale “supporto” ed assistenza la Croce Rossa Italiana ed il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. La stupenda manifestazione consiste in una scenografica processione, sulla superficie del lago, di sub che, per mezzo di apposite zattere, trasportano le statue in ceramica di Castelli fino al punto dove esse verranno posizionate su una zona del fondale del lago. Il Presepe è costituito da sei statue realizzate dall’Istituto d’Arte di Castelli (Teramo) in ceramica e rappresentano i Re Magi (3), San Giuseppe, La Madonna e Gesù bambino. Ogni anno i sub provvedono a riposizionare le statue raffiguranti San Giuseppe, La Madonna e Gesù bambino nel loro sito “subacqueo”. Il tutto in uno scenario di fiaccole, ceri accesi tutto intorno al lago e fuoci d’artificio.
  • http://www.comune.villalago.aq.it/eventi/presepe_subacqueo.htm

  1. I confetti di Sulmona e di Agnone.
Confetti ricci
Confetti ricci

  1. La serenata prematrimoniale.
Agnone, Serenata Prematrimoniale
Agnone, Serenata Prematrimoniale
  • In mote località dell’Altosannio, in particolare ad Agnone, è stata ripresa la tradizione di portare la serenata alla propria amata, per ottenere il suo assenso al matrimonio, ricalcando vecchie usanze e cantando vecchie canzoni.
  • clicca qui per saperne di più

  1. Il Blockhaus, sulle tracce dei briganti. 
sulle tracce dei briganti
Sulle tracce dei briganti
  • La storia dei briganti d’Abruzzo è una fra le più affascinanti della Regione. Combatterono, dal 1861 al 1867, contro i Savoia e l’Italia che allora si stava formando. Si nascondevano sulle montagne, una su tutte quella del Blockhaus, nome assunto dall’omonimo avamposto militare costruito dal Governo Italiano per combatterli. Di questi briganti ma anche di pastori restano delle tracce lasciate sulle rocce calcaree della montagna, dette Tavola dei Briganti: sono firme, incisioni e disegni realizzati sulla roccia. Un piacevole tuffo nella storia.
  • http://www.altosannio.it/sulle-tracce-dei-briganti-sul-blockhaus/

  1. La passeggiata da Pescopennataro all’Eremo di S Luca.
Pescopennataro, Eremo di San Luca
Pescopennataro, Eremo di San Luca (Foto di Franco Valente, ripresa con l’aiuto di un elicottero)
  • La visione, dall’alto della bellezza che l’Eremo di S. Luca ci dona, apre il nostro animo alla contemplazione. Il paesaggio che si snoda davanti e a destra del nostro sguardo è incantevole. Un’ampia, straordinaria distesa di cime di alberi è ai nostri piedi. Protagonisti sono anzitutto gli abeti bianchi, alberi rari a trovarsi e che costituiscono l’attrattiva fondamentale di questa zona. Sono detti anche soprani perché con i loro lunghi tronchi e le loro larghe chiome  vivono dall’ alto come re e dominano ogni altra creatura silvestre del bosco, come il faggio o l’acero. Questi abeti  rendono l’aria così ossigenata da farci avvertire il sollievo e il piacere del respiro. Ma sotto questo ampio e nascosto mare di verde c’è una vita che non vediamo: vi sono scoiattoli, donnole,  volpi,  e tante altre creature che da qui ignoriamo. Davanti a noi, al di là della vasta e silente distesa della cima del bosco, che invita alla pace,  si scorge Pescopennataro con i suoi picchi rocciosi, poi a fianco e al di là di essa la lunga e ampia vallata del Sangro.
  • http://www.altosannio.it/da-pescopennataro-all-eremo-di-s-luca/

  1. L’eremo di Sant’Onofrio al Morrone 
Eremo_di_Sant'Onofrio_al_Morrone
Eremo_di_Sant’Onofrio_al_Morrone
  • E’ un edificio religioso posto sulle pendici dell’omonimo monte, nei pressi di Sulmona, risalente al XIII secolo; custodisce la memoria di Pietro Angelerio (o Pietro da Morrone), il frate eremita che qui visse e che divenne Papa nel 1924 con il nome di Celestino V, il papa che fece la gran rinuncia. Il complesso è raggiungibile attraverso uno scosceso sentiero sebbene di facile percorribilità che conduce dalla frazione Badia, al margine orientale della Valle Peligna sino alla quota di 620 metri dove è posto l’eremo.

  1. I Covoni di Sant’Anna a Pescolanciano.
Tesori dell'Altosannio Pescolanciano - Festa di Sant'Anna - Sfilata dei Covoni 6 copia
Pescolanciano – Festa di Sant’Anna – Sfilata dei Covoni
  • Le società coltivatorie hanno sempre creduto nell’esistenza d’un rapporto tra fecondità femminile e fertilità agraria. Sant’Anna, modello di miracolosa maternità e protettrice delle partorienti, è assunta anche a simbolo dell’ubertà del suolo e della prosperità della produzione cerealicola, quale garante del potere fecondante della terra. Per le comunità contadine, Sant’Anna è la Magna Mater Frumenti. A Pescolanciano il 25 luglio, la vigilia di Sant’Anna, la popolazione partecipa alla sfilata dei Covoni, in suo onore.
  • http://www.altosannio.it/pescolanciano-festa-di-santanna-sfilata-dei-covon/

  1. La Cripta della Cattedrale di Trivento.
Cripta-della-Cattedrale-Trivento
Cripta-della-Cattedrale-Trivento
  • La Cripta è divisa in sette piccole navate, con archi a tutto sesto, e con volte a crociera sorrette da sedici colonne, di cui otto monolitiche, e da due grossi pilastri quadrangolari disposti in tre file e a distanza irregolare tra loro.
  • http://www.altosannio.it/trivento-cripta-cattedrale/

  1. Il Convento di San Francesco in Agnone. 
Canvento di San Francesco in Agnone
Canvento di San Francesco in Agnone
  • L’ex Convento di San Francesco è attiguo all’omonima chiesa risalente al XIV secolo e considerata monumento nazionale. Presenta un magnifico chiostro (alle cui pareti si trovano affreschi rappresentanti la vita di S. Francesco) ed è oggi sede della Biblioteca Comunale e della Mostra Permanente del Libro Antico con volumi rarissimi, come un’antica copia dell’Opera Omnia di Platone, risalenti al XVI secolo.
  • http://www.altosannio.it/il-convento-di-san-francesco-e-la-libreria-comunale-in-agnone-in-virtual-tour/

  1. I vicoli di una cittadella fortificata.
civitella alfedena
Civitella Alfedena
  • Il borgo di Civitella Alfedenaè, con ogni probabilità, il luogo in cui era edificata anche la Civitella di epoca romana. Le costruzioni del borgo non sono antiche quanto la Torre trecentesca che è racchiusa al suo interno,  ma, strutturalmente, il Borgo ha mantenuto l’assetto di una cittadella fortificata: infatti le abitazioni hanno aperture quasi esclusivamente sul lato interno delle vie, molto strette e caratterizzate da rampe di scalini in selciato bianco.
  • http://www.altosannio.it/il-centro-storico-di-civitella-anfedena-in-virtual-tour/

  1. Il Teatro Italico (Sannitico) di Pietrabbondante.
Teatro Italico di Pietrabbondante
Teatro Italico (sannitico) di Pietrabbondante
  • In una contrada di questo paesino è situata una delle aree archeologiche più importanti d’ Italia e della massima importanza per la storia dei Sanniti. Vi si possono osservare i ruderi di due templi “A” e “B” ma un vero teatro, con sedili in pietra dalla caratteristica forma anatomica, utilizzato come luogo di riunione. Nel periodo estivo vi si svolgono importanti manifestazioni teatrali classiche. Il Prof. Adriano La Regina, Presidente dell’Istituto Nazionale di Archeologia e Storia dell’Arte di Roma, che dagli anni Settanta si occupa degli scavi archeologici di Pietrabbondante, ha individuato la “domus publica”, edificio che rappresenta un vero e proprio unicum in Italia ed ha recentemente definito il sito come “luogo fulcro di religiosità e di politica del Sannio”.
  • http://www.altosannio.it/relazione-prof-regina-aspetti-santuario-sannitico-pietrabbondante/
  • http://www.altosannio.it/12-i-sacrati-ver-sacrum-arrivano-pietrabbondante/

I maccheroni alla chitarra.

chitarra per i maccheroni
chitarra per i maccheroni
  • La chitarra la forma di una “lira” a telaio rettangolare, di legno di faggio evaporato e stabilizzato, dotata di tanti fili di acciaio, posti uno accanto all’altro alla distanza di poco più di un millimetro, corrispondenti chiavi per tenere i fili sempre tesi e, infine, un piano sul quale cade la pasta: questa è la “chitarra” che consente la produzione di maccheroni a sezione quadrata.
  • http://www.altosannio.it/chitarra-per-i-maccheroni/
  • http://www.altosannio.it/chitarra/

  1. I tratturi. 
Tratturo
Tratturo

  1. Le Riserve Naturali di Collemeluccio e Montedimezzo

Riserva Naturale Monte di Mezzo e Coolemeluccio

  • I due nuclei storici della Riserva MAB contano mediamente 23.000 visitatori annui. I principali fruitori sono le scolaresche (di ogni ordine e grado), ad aprile e maggio, e i visitatori occasionali, soprattutto d’estate. Oltre a essere importanti aree per la conservazione della biodiversità, sono anche luoghi ideali per educare le giovani generazioni al rispetto della natura e all’uso oculato delle risorse del territorio, fungendo da aule all’aperto, nonché siti privilegiati per attivare ricerche scientifiche su flora e fauna, grazie a rapporti di collaborazione con università italiane e straniere. Le due aree sono fruibili grazie a un’ampia rete sentieristica (in particolare, il sentiero Colle San Biagio, a Montedimezzo, garantisce l’accessibilità ai portatori di handicap), lungo la quale periodicamente si organizzano anche gare di orienteering, corsa podistica e mountain bike, ad aree pic-nic e a zone adibite a campeggi su richiesta. Inoltre, a Montedimezzo è presente il Centro visitatori, con sezioni dedicate alla geologia, ai legni e alla fauna, una sala proiezioni, recinti faunistici e voliere che ospitano la fauna selvatica in difficoltà recuperata sul territorio (tratto dal sito web delle Riserva MAB Molise) .
  • http://www.riservamabaltomolise.it/

  1. Il Tempietto di Vastogirardi
Tempietto di Vastogirardi (foto www.sanniti.it)
Tempietto di Vastogirardi (foto www.sanniti.it)
  • In contrada Sant’Angelo, a poca distanza da Vastogirardi, il territorio si arricchisce per la presenza dei resti di un tempietto e di un edificio di epoca sannita. Incantevole è il luogo immerso nella tipica vegetazione delle montagne del Matese, nelle immediate adiacenze delle Fonti del Trigno. Il periodo di edificazione risale al II secolo a. C., ma reperti archeologici rinvenuti in zona testimoniano frequentazioni più antiche, riferite al IV sec. a. C. Dai reperti trovati non è possibile tuttavia accertare con precisione la divinità a cui era dedicato il tempio: le ipotesi più accreditate parlano della dea Diana o del dio Ercole (tratto dal sito della Comunità Montana dell’Alto Molise)..
  • http://www.cmaltomolise.it/territorio/storia/il-tempietto-di-vastogirardi

  1. La Valle del lago di Barrea 
Barrea
Barrea e il suo lago
  • Nella valle giace il magnifico lago artificiale ricavato nel 1951 dallo sbarramento del fiume Sangro presso la foce di Barrea. E’ situato all’interno del Parco Nazionale d’Abruzzo. Una spettacolare finestra sulla natura verde del Parco Nazionale d’Abruzzo, tra le incontaminate vette dei monti e l’azzurro lago, su cui si affacciano tre magnifici borghi antichi: Barrea, Civitella Alfedena, Villetta Barrea, ricchi di storia e scorci suggestivi.
  • http://www.altosannio.it/la-valle-del-lago-di-barrea/

  1. Le Cascate del Rio Verde.

Cascate del Rio Verde

  • Un Paese che bisognerebbe visitare almeno una volta nella vita è Borrello, in provincia di Chieti, nell’alto-medio Sangro, a pochi km. da Agnone. Molto note sono le Cascate del Rio Verde che si trovano in questo luogo incantato… Sono Cascate Naturali formate da un triplice salto che complessivamente misura 200 metri. Si possono ammirare nella loro forma e nella loro bellezza durante tutto l’arco dell’anno. Queste cascate naturali sono di grande rilevanza scientifica, per posizione e per il microclima esistente. Sono le più alte dell’Appennino, seconde in Italia e tra le più alte in Europa e nel Mondo.
  • http://www.altosannio.it/cascate-del-rio-verde/

  1. L’infiorata di Pescasseroli

Infiorata di Pescasseroli - zona in fase di ultimazione

  • L’ Infiorata è una manifestazione consistente nel realizzare tappeti con mezzo di fiori o parti di essi, generalmente in occasione della festività cattolica del Corpus Domini. La tradizione delle decorazioni floreali è nata a Roma nella prima metà del XVII secolo come espressione della cosiddetta festa barocca. Si è sviluppata in molte zone del centro-Italia. In Altosannio si può godere della Infiorata di Pescasseroli. Molta parte della cittadinanza, nei mesi e nei giorni precedenti l’evento, provvede alla raccolta dei fiori, delle foglie di mortella e della posa del caffè; provvede, altresì a colorare la sabbia e il risultato è sorprendente: l’infiorata illumina vicoli, piazzette e vialoni, partendo dalla chiesa madre della cittadina.
  • http://www.altosannio.it/linfiorata-di-pescasseroli-di-enzo-c-delli-quadri/

  1. I fuochi di Sant’Antonio Abate

fuoco di Sant'Antonio Abate


  1. La Tavola degli Dei – Tavola Osca- Tavola di Agnone

tavola osca

  • La Tavola Osca”, conosciuta nel mondo scientifico come “Tavola di Agnone” risalente al secondo secolo avanti Cristo, trovata nel 1848 presso la fonte del Romito in agro di Capracotta è una tavoletta di bronzo conservata dal 1873 presso il British Museum di Londra. Oggetto di innumerevoli studi da parte di archeologi e epigrafisti di tutto il mondo, è giudicata fra i più importanti reperti linguistici dell’etnia italica; senza dubbio il più importante mai trovato per la lingua osca e la religione dei Sanniti dei quali svela una gran parte del Pantheon agreste.
  • Una “seconda Tavola” è stata rintracciata presso i discendenti della famiglia di Vincenzo Paolo D’Onofrio l’orafo agnonese che nel 1863 vendette l’esemplare all’antiquario Castellani di Roma il quale a sua volta la cedette al museo londinese nel 1873. Questa seconda tavola, in mostra in Agnone dal 1 agosto 2015 al 31 luglio 2016, è oggetto di analisi…… La domanda, alla quale sono chiamati a rispondere gli esperti, è se l’orafo agnonese vendette a Roma una copia fatta nel suo laboratorio trattenendo per sé l’originale, gelosamente conservato da quattro generazioni dei suoi discendenti, oppure il contrario. Ma l’ipotesi è anche un’altra: che la tavola messa in mostra in Agnone, viste le condizioni e gli studi preliminari già effettuati, possa essere un secondo originale. Il giallo, dunque, è tutto aperto.
  • http://www.sanniti.info/smagnon.html
  • http://www.terraecuore.net/cultura-turismo-abruzzo-molise/tradizioni-abruzzo-molise/3/la-tavola-osca
  • http://www.altosannio.it/il-mistero-della-tavola-degli-dei/
  • http://www.altosannio.it/la-tavola-osca-ad-agnone-viaggi-e-misteri/

  1. La Pinacoteca Teofilo Patini a Castel di Sangro
Pinacoteca Patiniana
Pinacoteca Patiniana
  • La Pinacoteca raccoglie opere molto significative del grande nostro pittore di fine 800: Teofilo Patini. Da profondo e puro socialista qual era, dipinse quadri ritraenti la civiltà contadina abruzzese di fine ‘800 e primi del secolo scorso, rendendo evidente la condizione di povertà della regione e la capacità di resistenza e di sacrificio della popolazione; la pittura fu, oltre che la sua profonda passione, il megafono con il quale urlava al mondo le misere condizioni del suo popolo: megafono che idealmente consegnerà a Ignazio Silone, lo scrittore di Fontamara.
  • Per una visione di alcuni suoi quadri clicca QUI
  • Per saperne di più, clicca QUI
  • per un giro in pinacoteca, clicca QUI

  1. Juvanum, sito archeologico romano in territorio dei Sanniti Carricini
Sito archeologico Juvanum
Sito archeologico Juvanum

  1. Il Museo archeologico di Schiavi d’Abruzzo
Sito dell'Area Sacra di Schiavi d'Abruzzo
Sito dell’Area Sacra di Schiavi d’Abruzzo
  • Il Museo archeologico di Schiavi d’Abruzzo ricomprende sia il sito dell’Area Sacra, sia il Museo vero e proprio. Il sito dell’Area Sacra è ubicato nel settore orientale dell’antico Sannio Pentro, ad un’altitudine di poco inferiore ai 1000 m s.l.m., a circa 3 km dall’abitato moderno (1127 m s.l.m.) ed è noto nella letteratura archeologica per i resti di due templi sannitici e, in generale, per gli interessanti ritrovamenti qui effettuati negli ultimi decenni. Il Museo, invece, è ospitato nel centro storico del paese. Attraverso un percorso ad anello il visitatore può approfondire due tematiche principali: – l’Area Sacra, con un’analisi delle soluzioni architettoniche adottate nei due templi ed i rituali ad essi collegati; – le sepolture ed i riti funerari, con i ricchi corredi di prima età imperiale provenienti dalle tombe a inumazione e a incinerazione rinvenute nella vicina necropoli.
  • Per saperne di più sull’area sacra CLICCA QUI
  • Per saperne di più sul Museo CLICCA QUI

  1. Fiadoni e Panettoni – Ostie e Ferratelle
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Fiadone
panettone
Panettone
ostie
Ostie
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Ferratelle o Pizzelle

  1. il Tartufo

Tartufo di APAvellana

  • Si può dire che l’Altosannio è il Regno del Tartufo, senza tema di confronto con il tartufo piemontese. Nella zona abruzzese dell’Altosannio, molto importante è la produzione di Tartufo Bianco Pregiato della  Val di Sangro (a sud della Maiella) dal comune di Castel di Sangro, in provincia de l’Aquila, a scendere lungo i corsi dei fiumi Sangro e Trigno toccando i comuni di Rosello, Borrello, Pizzoferrato, Quadri, Torrebruna, questi ultimi in provincia di Chieti. Nella zona molisana dell’Altosannio è possibile raccogliere Tuber Aestivum (scorzone), Tuber Borchii (bianchetto), Tuber  Brumale e Moscatum e il prezioso Tuber Magnatum Pico. I centri più importanti sono San Pietro Avellana Capracotta, Carovilli.
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  1. La Pulsatilla, fiore-gioiello-dolce
La pulsatilla
La pulsatilla
  • La Pulsatilla-fiore ha candidi petali che si schiudono orgogliosi e fieri facendo capolino tra le rocce ancora fredde, quando la primavera sonnecchia sulle cime dell’Appennino abruzzese; un piccolo dono della natura. Viene anche detta erba del diavolo, tanto infida quanto straordinaria per le sue doti particolari. Nel 2009, in occasione dei primi 100 anni di sci a Roccaraso, la Pulsatilla-gioiello, creato da Franco Coccopalmeri è diventata il simbolo della manifestazione. Il 25 febbraio 2010, giorno del centenario dello sci roccolano, è stata presentata per la prima volta la Pulsatilla-dolce, dal sapore delicato, realizzato con gli ingredienti semplici e genuini della tradizione abruzzese, come il classico ciambellone fatto in casa dalla nonna: zucchero, farina, uova, margarina e la pasta di mandorla ad arricchirne il profumo ed impreziosirne l’aspetto
  • per saperne di più CLICCA QUI

  1. Santuario della Madonna del Canneto, a Roccavivara

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  • Lungo la Fondovalle del Trigno, in un contesto ambientale davvero suggestivo, si erge il maestoso complesso del Santuario della Madonna del Canneto (o di Santa Maria di Canneto), nel comune di Roccavivara (CB). La Chiesa attuale risale ai secoli XI – XII, ma il luogo era già abitato in epoca molto più antica.  A Canneto, fin dall’epoca romana, esisteva un centro abitato, i cui resti sono emersi nel corso dagli scavi effettuati di fianco al Santuario di Canneto. Emergono, ben conservati, i resti di una villa romana e di un’azienda agricola. La Chiesa della Madonan del Canneto ha una semplice facciata a spioventi, un portone romanico con lunetta a rilievo. Nei muri esterni della chiesa sono inserite iscrizioni varie di epoca romana e medioevale. Sulla parte destra della chiesa si leva una possente torre campanaria, ultimata nel 1329 dall’Abate Nicola. Nella parte inferiore vi sono cippi e pietre, più in alto due leoni stilofori di epoca romana. Ancora più in alto vi sono strette monofore e un doppio ordine di trifore.
  • Per saperne di più, cliccare QUI

 

Editing: Enzo C. Delli Quadri
Copyright Altosannio Magazine 

 

5 Commenti

  1. Vorrei inserire il tempio italico di Vastogirardi. Il tempietto, di grandissima importanza archeologica, si trova nella mia terra, anzi quella dei miei avi Marracino. Mia madre Medora Marracino (Figlia del senatorei Alessandro) fece di tutto per segnalare all’allora sovrintendente alle Belle arti dell’Abbruzzo e del Molise Dr. Cianfarani, la presenza di ruderi nella sua terra. Alla fine si deve al prof. Adriano LaRegina (Sovrintendnete del Molise) se negli anni 70 si dette corso alla campagna di scavi con i risultati di ritrovare quel piccolo gioiello del 200 a.c.
    Conosco tutta la storia di quel tempio, e vorrei venisse elencato fra i tesori dell’Altosannio. la ringrazio e la ossequio

  2. UNA COSA ANCORA RESTA DA SEGNALARE : è IL CUORE DEI SANNITI- FORTI E GENTILI COME
    ANCHE GLI ABRUZZESI. LA POPOLAZIONE SANNITA OGGI FORTEMENTE IN DECREMENTO NUMERICAMENTE, MA CRESCIUTA IN QUALITA’, ANZI MOLTIPLICATA, SA ACCOGLIERE ANCORA TURISTI E VISITATORI E SOPRATTUTTO I SUOI FIGLI “LONTANI”, CHE AVENDO LASCIATO SOGNI E TESORI : PAESAGGISTICI , FISICI E DI ALTRA NATURA, TORNANO CON COMMOSSA E RINNOVATA ATTENZIONE ALLE RADICI, NELL ’ALTOSANNIO.

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