Sorte

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Poesia di Rita Cerimele

Sorte

Non fissarmi così
con sguardo morto e grave.
Mi pesa sentirmi osservata
nel corso delle lunghe giornate
in cui è dolce far niente.
Mi stringe il cuore pensare
a chi soffre e spera.
Non sindacare dalle prime sembianze
che si spiegano candide
dinanzi ai tuoi occhi.
Non essere imparziale nei giudizi che dai
nelle conclusioni che imponi.
Non voglio fuggire dal tuo dominio
ma non posso accettarlo
e allora resterò
ancora per poco.
E tu ancora mi guardi sorte mia
e mi pesa
questo sguardo
mi pesa
e non riesco a staccarmene.

Agnone 1980

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[1] Rita Cerimele, Molisana di Agnone (IS), ama i racconti ma soprattutto la poesia in tutte le sue forme, da quelle tradizionali a quelle più innovative (haiku, senryu ed haiga).

Copyright Altosannio Magazine
Editing: Enzo C. Delli Quadri 

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