Sogni (quando le mele profumavano…)

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di Marisa Gallo [1]

frutta_mele

Quando le mele profumavano…
magra la cena, più magro l’affetto…
Due mele “prese sotto il letto grande”
impolverate,ma odorose e gialle
-noi le chiamavamo mele “a tinella”-
mangiate adagio, per non far rumore,
nel piccolo letto fresco, di paglia:
i nostri corpi stretti l’uno all’altro,
si scaldano, per dormire e sognare…

Sogni belli di crescita, d’amore,
di lavoro piacevole e sicuro
e di voli lontani e fortunati…

Breve il sogno, dura la realtà!

Ma col tempo, pur se tristi, i ricordi
si stemperano, non son più cattivi.

Oggi pensieri diversi e speranze
nuove si celano, furtive, in cuore …

Anche a sessant’anni è lecito sognare !

 


[1] Marisa Gallo, molisana di Montefalcone nel Sannio, insegnante, amante e cultrice della Poesia, più per hobby che per professione, impegnata a restare al passo dei tempi, ma con animo caldo, non sclerotizzato dai media aggressivi.

Copyright Altosannio Magazine
Editing: Enzo C. Delli Quadri 

 

 

 

9 Commenti

  1. ciao Enzo, GRAZIE, basterebbe solo dirti grazie, ma a volte la penna scorre da sola ed oggi fa proprio questo. Ho riletto con piacere ( nascisistico se vuoi), la mia poesia di 14 anni fa x l’esattezza: erano i 60 anni di mia sorella! 10 agosto 72, ed era x lei un ulteriore periodo magro d’affetto e poiché noi siamo molto legate-orfane di madre a 6 e 3 anni- la poesia è scritta non con la mente, ma con l’anima.
    Non dovrei commentarla io la mia poesia; “la BANDE DE L’ATESSE,nn’à chi la vant’ ze vante da se stesse!! ?? Toccherebbe ad altri esprimere la sensazione provata nella lettura… Io posso solo dire che sei stato bravo come sempre a coniugare la musica e l’immagine alla stessa. La musica di Listz la suona anche mia figlia al pianoforte, motivo x cui doppiamente azzeccata. Per inciso: Spesso infatti io riservando a me le faccende domestiche, sottraggo qualche impegno a mia figlia ( stendere i panni, stirare ecc) e le dico: suona, tu mamma, suona ché mi diletta di più!.
    Bene tornando al periodo ormai lontano,veramente “al tempo delle mele” c’era al mio paese quella qualità di mele di cui papà faceva la provvista e si conservavano in soffitta o sotto al letto grande dei genitori …e specie quando ormai raggiungevano il maggior grado di maturazione PROFUMAVANO: il profumo invitante e forse la cena non abbastanza appagante— la nostra matrigna ci diceva:-ma che tenete u’ veme sulitarie ch’avete sempre fame…—ci invitava a fare il “furtarello” si xché si trattava proprio di questo e se proprio devo dire tutta la verità e nient’altro che la verità, ne rubavamo UNA dico UNA ogni volta , perché il letto non era certo una piazza d’armi e le mele si consumavano…
    Nella poesia ho scritto DUE MELE x QUESTIONE di METRICA: U-NA forma due sillabe; DUE una sillaba sola; ed io dovevo fare in quel caso l’endecasillabo..mi sono autoaccusata del furto maggiore x questione di STILE poetico..mi viene in mente LINO BANFI: una parola è troppo e due sono poche…
    Quindi quando tempo fa ho letto l’articolo della prof MARIA Delli QUADRI sulle mele a “LIMONCELLE sono stata felice di sapere che altri hanno gustato quelle mele, che anche nelle altre famiglie si conservassero in soffitta, -dove guarda caso sempre ai bambini toccava di andarle a prendere e mi è sommamente piaciuto il commovente pensiero che se le accadeva di trovarne qualcuna fradicia, impaurita la scaraventava lontano nella soffitta…L’IMMAGINARIO COLLETTIVO: La paura di un mostro in quel caso.
    Talvolta accadeva anche a mia sorella più piccola di incappare in una mela un po’ mezza, con suo e mio dispiacere nonché disappunto.

    Ma quando le mele profumavano ed erano poche …io avevo la vita avanti. ORA le mele sono tante, belle, colorate, delle nostre zone o della VAL di NON, ma meno profumate e la mia vita è dietro le spalle e inutilmente mi giro a guardare.
    Stamattina ha suonato un’altra campana: forse tu Enzo, sai da quale chiesa di AGNONE proviene!?

    • Ciao, scrivi divinamente bene, sono contenta di trovarti tra gli scrittori di Altosannio, continua e deliziaci con altri scritti, mi raccomando!

    • Come dice Flora Delli Quadri, scrivi molto bene (salvo quella x al posto di per, per me non molto piacevole).
      Deliziaci con dei racconti che puoi benissimo trarre dal tuo romanzo, eliminando gli aspetti intimistici.

  2. Gentili Signori, quando ero piccolo e vivevo a Chieti, mangiavo con molto piacere delle piccole mele che chiamavamo “melelle”; avevano la particolarità di gelarsi in alcuni punti e dove gelavano erano più zuccherine. Ricordi alterati dal tempo (tanto) trascorso? Si trova ancora quella qualità di frutto? Grazie

  3. GRAZIE sig flora dei complimenti e grazie anche a te Enzo; ti accontenterò eliminando quel x- stavolta non posso scriverlo diversamente – ma per la scrittura non sempre ditta dentro o non sempre s’accordano le campane per un gradito intervento che prima di tutto soddisfa me e poi comunico ad altri. “Ma,zitte, ca se coijee lu mumente / capace che l’accucchie ‘na sunate” così si esprime MODESTO DELLA PORTA poeta di Guardiagrele in “SERENATE A MAMME” …ed io no sarò avara con voi. Però c’è anche qualche altra espressione di DELLA PORTA che mi frena, e che svelerò in altra occasione.

    • Cara Marisa, ho sempre apprezzato la tua poesia e i tuoi scritti , dovresti dedicarti di piu a queste attivitá piuttosto che alle faccende domestiche, visto la buona inclinazione alla scrittura, é ció che rimane di noi dopo il passaggio ad altra vita. un caro saluto da Ezio ora in Brasile

  4. E’ sempre un piacere leggerti, Marisa, e conosco la tua inclinazione dalle medie. Brava, congratulazioni. Hai detto tutto nel tuo commento. Colgo la metafora e i primi sono emozionanti.

  5. ALLA RICERCA DEL TEMPO PERDUTO

    /TEMPO passato, ahimè !In fondo solo tre anni dalla pubblicazione di questa mia poesia su Altosannio, ma quante cose accadute nel frattempo e dentro Altosannio:tra cui non posso fare a meno di ricordare la scomparsa della compianta amica Maria Delli Quadri ! E non solo lei! RICORDO: leggevo e commentavo i suoi scritti prima ancora di iscrivermi al blog ,direttamente su fb. Fu Enzo Delli Quadri che mi invitò a commentare direttamente gli articoli che leggevo: fb è un TRITACARNE!SUL NS BLOG I COMMENTI RESTANO .AVEVA PERFETTAMENTE RAGIONE ED ANCORA LO RINGRAZIO. Devo confessare che nel frattempo io sono diventata più vecchia -ahah, che scoperta sciocca!- sono “cresciuta” confrontandomi con tanti altri amici, ma son diventata meno spontanea, più oculata e più ritrosa.

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