Si rafforza l’ Asse Tirrenico. La riaggregazione dell’Alto Sannio resta una chimera.

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Testo di Enzo C. Delli Quadri seguito da un Video di Fabrizio Fusco

Schermata 2016-04-13 alle 10.35.55Si allontana il sogno di una riaggregazione dell’ ALTO SANNIO, si allontana il sogno di una ripresa economica dell’ ALMOSAVA. Altre aggregazioni si affacciano all’orizzonte, altri accrocchi disomogenei ad uso e consumo di galoppini e politicanti.

Sfuma l’ Asse ADRIATICO, si rafforza l’ Asse Tirrenico

Più di 20 anni fa, quando, guardando allo sviluppo economico futuro dell’alto molise, creai l’ARAM, l’Associazione per il Risveglio dell’Alto Molise, scrivevo:

L’Alto Molise, con la creazione della Provincia di Isernia, pende verso il versante tirrenico, il versante dove il fiume delle conoscenze è molto ridotto rispetto a quello adriatico. Si usa dire, tra gli economisti, che il Nord dell’Italia è rappresentato da Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Marche, Abruzzo, Puglie, il Sud è rappresentato da Liguria, Toscana, Lazio, Campania, Calabria, Basilicata….Insomma, sono gli Appennini che disegnano il Nord e il Sud dell’Italia. Non a caso, le regioni che sono al di là degli Appennini sono le regioni che stanno meglio, le altre stanno peggio, molto peggio.

Asse Adriatico: dall’Alto Sangro verso la Valle del Trigno

Pertanto, non mi è mai sfuggito che i paesi di montagna ai confini tra Abruzzo e Molise, che costituiscono l’Alto Sannio e che rappresentano l’  Asse Adriatico, quali Agnone, Pietrabbondante, Pescopennataro, Capracotta, San P. Avellana, Belmonte del Sannio, Vastogirardi, Sant’Angelo del Pesco, Trivento, Bagnoli del Trigno e altri, da parte molisana, e Castiglione M.M., Schiavi d’Abruzzo, Rosello, Roio del Sangro, Fraine, Torrebruna, e altri, da parte abruzzese, sarebbero sempre rimasti nel limbo, tipo  una sacca di torrente dove l’acqua scorre meno veloce o per niente. I disastri demografico, economico, patrimoniale e morale, che ne sono seguiti, sono sotto gli occhi di tutti.

Asse Tirrenico, dall’Alto Sangro verso Venafro e Napoli

Né mi sfuggivano le grosse occasioni che si creavano con l’ asse automobilistico Napoli-Isernia-Roccaraso o ferroviaria con la Isernia-Carpinone-Sulmona, Asse  Tirrenico, che io consideravo e considero nefasto per quei Comuni.

Purtuttavia, con l’ottimismo della ragione, di fronte ai prevedibilissimi sconvolgimenti  territoriali che sono seguiti alla crisi finanziaria mondiale e che saranno sempre più accentuati nei prossimi anni, più di un anno fa riproposi il problema con la creazione dell’Associazione Almosava, la quale ha assunto il compito di rivendicare la riaggregazione dell’ Alto Sannio, tentando, quindi, la ricostruzione dell’ Asse Adriatico, con il ribaltamento della impostazione territoriale avvenuta con la creazione della Provincia di Isernia, collegando l’ Alto Sangro con la Valle del Trigno, partendo dall’altopiano delle 5 miglia, attraversando la zona di Agnone-Castglione M.M., per giungere a Trivento- Montefalcone del Sangro.

A fine agosto di questo anno 2012, i 13 Comuni dell’ Alto Sangro e dell’ Altopiano delle 5 Miglia, deliberarono di dare mandato al dr. Patitucci di costituire l’  ALTA ALMOSAVA, una Associazione Libera Territoriale dell’Ambito ALMOSAVA. Con questa delibera nelle mani, il dr. Patitucci ha cercato in vari modi di coinvolgere i paesi suddetti. Salvo casi isolati, i più hanno snobbato l’iniziativa o, forse, hanno pensato che ci fosse ancora tempo  e modo per allacciare le alleanze in un secondo momento.

Ma non hanno ancora capito o non vogliono capire, per interessi particolari, che oggi non è più il tempo del carretto, ma di internet: tutto viaggia alla luce del sole.

Asse Adriatico e Asse Tirrenico, a confronto

Ne consegue che l’  Asse Adriatico torna in secondo piano o viene addirittura accantonato e con esso viene accantonato anche il sogno di una riaggregazione dell’ Alto Sannio e quello che per i Comun i interessati era un limbo rischia di diventare un deserto.

Viceversa, di fronte anche a questo auto isolarsi di alcuni paesi dell’ Alto Molise e dell’ Alto Vastese, si rafforza l’ Asse Tirrenico.

Lo dimostrano tanti fatti che si succedono giorno dopo giorno

  1. Gli accordi sul trattamento dei rifiuti tra Castel di Sangro e Isernia
  2. La costituzione di comitati per l’allargamento del bacino sanitario di Isernia verso l’Alto Sangro per dare la possibilità a Isernia di avere un ospedale di primo livello.
  3. La difesa ad oltranza della ferrovia Sulmona Isernia, verso Napoli

A questo proposito è molto eloquente il video di Fabrizio Fuscocliccare QUI)

Copyright Altosannio Magazine
Editing: Enzo C. Delli Quadri 

1 COMMENTO

  1. Sto seguendo l’evolversi degli eventi attraverso le mail e il tuo sito. Non so dov’è la ‘buccia di banana’ per Almosava. So solo  che una resa sbriciola tutto un lavoro fin’ora svolto. Pareri discordanti esistono ma non ho mai approfondito. Come ben sai credo fermamente nella riunificazione dell’Abruzzo e del Molise attraverso la cultura, l’enogastronomia ed il turismo e non ti nascondo che le difficoltà esistono e ,mio malgrado, devo asserire che il ‘dominio’ della politica è presente anche nei piccoli/grandi eventi di località dell’altomolise. Basterebbe poco per creare sinergia tra comuni, associazioni, produttori, accorciando le filiere, le spese,….eliminando l’interesse di bottega, guardando verso un futuro all’insegna di un turismo fruibile e ad una ripresa economica reale. Basta poco!  (Vasco Rossi) saluti.

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