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Semi di Carruba ovvero “Le Vainelle”

A cura di Enzo C. Delli Quadri [1]

carruba

Nell’alimetazione

La carruba o caruba è il frutto del carrubo, un albero sempreverde originario dell’Arabia e diffuso nelle regioni mediterranee più calde. I frutti prodotti da questa pianta sono legumi indeiscenti lunghi circa 15 centimetri e contenenti semi durissimi, rotondi ed appaiatiti. Rappresentano l’alimentazione naturale per i cavalli, ma negli anni 40 del secolo scorso rappresentavano anche la merenda per noi ragazzi.

Dagli anni 60 continuarono ad essere l’alimentazione per i cavalli, mentre agli umani venne riservata la farina ottenuta dalla macinazione dei semi. Essa trova impiego soprattutto nell’industria dolciaria e delle conserve alimentari. Questo ingrediente, talvolta indicato con la sigla E410, ha infatti la capacità di assorbire acqua per 50-100 volte il suo peso. Per questo motivo la farina dei semi di carrube viene utilizzata comeaddensante in molte preparazioni alimentari, comprese le carni in scatola. In particolari situazioni, proprio grazie a questa sua capacità di assorbire acqua, la farina di carrube è un eccellenteantidiarroico. Al contrario, il consumo di polpa fresca ha una blanda azione lassativa.

Il carrubo viene coltivato soprattutto in Spagna, Portogallo, Africa settentrionale ed in alcuni Paesi del Medio Oriente. In Italia piantagioni di carrubi impreziosiscono l’ambiente dei territori costieri della Liguria e di un po’ tutto il Centrosud.

Al di là del contesto prettamente industriale, oggi la carruba è “un frutto dimenticato” e come tale di difficile reperibilità. Generalmente viene venduta insieme alla frutta fresca o a prodotti tipici del Centrosud, talvolta con costi proibitivi.

Nella Tradizione

La festa di San Filippo (Agnone – 26 maggio), sia nella seconda metà dell’ 800 che nei primi anni del ’900, veniva vissuta con grande fervore religioso. Era annunciata da un triduo di preghiera e si concludeva con una particolare processione, che costituiva la gioia dei bambini. Essi, forniti di semi di carruba (vainèlle), ne buttavano manciate sulla statua e furtivamente non disdegnavano di gettarne alcune nella sua nicchia. Per spiegare questo uso antico, possiamo formulare la seguente ipotesi: Filippo, dal greco Phìlippos, da philein, amare, e hìppos, cavallo, significa amante dei cavalli, infatti le carrube si danno in pasto ai cavalli; i pargoli, così facendo, coglievano l’occasione per ringraziare il Santo. (Da Feste e Tradizioni di Domenico Meo)

 

Carruba-e-Semi

Nella gioielleria di un tempo che fu

I semi del carrubo (o carubo) vengono chiamati carati per via della loro sorprendente uniformità in peso. Ognuno di loro pesa esattamente 1/5 di grammo. Proprio perché hanno peso e forma costanti, i semi del carrubo erano utilizzati dagli antichi per pesare le gemme e gli oggetti di valore.

Attenzione a non confondere “carati” con “karati”. Il karato [karat] misura la purezza dell’ oro ed è collegato al termine “carat” in rapporto all’uso dei semi di carrubo per misurare il peso della lega aggiunta all’ oro puro.

carrube2

Nei Giochi

La merenda a base di carruba era l’occasione per i bambini di fare incetta dei semi in essa contenuti (in dialetto Vainelle). Erano le monete da utilizzare nell’ora dei giochi, i più diversi.

Uno dei più seguiti consisteva in chi riusciva per primo a far entrare il seme nel cerchio, tracciato con il carbone al centro di un laterizio dell’impiantito.

Un altro consisteva nel riuscire a superare tutti i bambini concorrenti nell’avvicinamento ad un segno tracciato con il gesso o con il carbone.

Le tasche dei pantaloncini corti erano molto spesso appesantite da centinaia di semi vinti al gioco.

 

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[1] Notizie tratte dall’esperienza personale e dal web

 

Editing: Enzo C. Delli Quadri
Copyright Altosannio Magazine

 

 

 

 

About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

2 commenti

  1. Giuseppe Caniglia

    Bene tutto, ma quel cerchio tracciato al centro di un “laterizio dell’impiantito” è straordinario!

  2. altilio pressi

    ..da un quel piccolo semie,in campagna a Trani,ho un alto albero folto di carrubo,un seme coltivato con cura in un vaso e poi da piantina trapiantato..tempi 12 anni per diventare alberello..ora ha circa 20 anni.
    Ma quarda un pò com’è legata questa storia al mio carrubo..Trani…Agnone
    saluti anna e gino

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