Scrivere

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di Silvana Poccioni[1]

Scrivere

Scrivere

Scrivere è un esorcismo
sulla morte
è ribellione ad una fine
che i filosofi dissero Nulla.
Scrivere è un’ipoteca sulla vita
senza precisa scadenza
la data dipende da come si legano i versi
se in nodi che un soffio di vento
discioglie
o in maniera che restino stretti
come vicoli antichi di borghi
ad avvolgere il cuore e la mente
di chi li percorre.
Scrivere è fuga dalla vita
se vita è tormento e tristezza
oppure è una gioia purissima
che non chiede compensi
se la sorte ha concesso il suo bacio al poeta.
Si possono aprire orizzonti
persino nel fondo più buio di un pozzo artesiano
se i versi hanno luce
e la speranza guida la mano
sulla pagina bianca.
Scrivere è spesso
Il coraggio di riprendere il viaggio
con la nave squassata e la vela maestra strappata
una forza scavata nel baratro nero della disperazione
e portata alla luce
come prezioso reperto
da un’antica dimora imperiale
che la lava impietosa aveva sepolto
nel silenzio di un’unica notte.

 

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[1] Silvana Poccioni Molisana di Rocchetta al Volturno, già Prof. Di Letteratura Italiana e Latino al Liceo, ha la passione per la poesia e i racconti, accolti in prestigiose antologie nazionali. È impegnata, anche, in multimediali di poesia ed editoria on-line.

[divider] Editing: Enzo C. Delli Quadri
Copyright Altosannio Magazine [divider]

 

 

2 Commenti

  1. Grande e splendida poesia: non sprone, né incorggiamento a SCRIVERE…anzi monito e riflessione a farlo… Eppure anch’io, impudentemente, a volte m’illudo di essere baciata dalla sorte.Sarà solo un bacio a stampo!?

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