(S)colpire al cuore – Mostra di Giuseppe Colangelo a Fanano di Modena

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Recensione di Bianca Campli

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Giuseppe Colangelo, Artista

Quando si scrive qualcosa sull’opera di un artista, si compie un’opera di traduzione: in questo caso da un linguaggio figurativo ad uno verbale. In questo passaggio, che è anche un tradimento( come testimonia la comune radice etimologica di tradurre e tradire) c’è il fascino della critica: si perde il senso che lo scultore credeva di aver dato all’opera e si guadagna quello che il riguardante o il critico ci leggono.

In questo caso, poi, l’opera di traduzione/tradimento è appassionante, perché  Giuseppe è vicino al mio cuore come amico di vecchia data ed ex alunno, il che mi impone un di più di rigore per evitare la retorica dei sentimenti.

Per riassumere 20 anni di scultura e aiutare anche chi vede la mostra ad orientarsi, ho pensato di suggerire tre elementi connotativi di Giuseppe, che ne attraversano il lavoro artistico come fiumi carsici: la tensione spirituale; l’eros e la relazione amorosa; la ricerca culturale.

img19La spiritualità e la religiosità di Colangelo non sono militanti, nel senso che non si prestano ad una rappresentazione narrativa degli  episodi di una singola religione( come è accaduto in gran parte della nostra straordinaria tradizione), ma sono un rovello continuo, un’ansia dialogante con il creato, con il senso dell’ esistenza, come testimoniano le tante sculture che intercettano la vita al suo germinare, al suo nascere come gemma, virgulto, fiore o embrione;  ma anche quelle che la raccontano come energia primigenia, afflato vitale che erompe nel dionisismo panico di ” Danzante”del ’96 o nella danza estatica dei ” Dervisci” del 2009.

L’altro tema è l’ Eros, che è il daimon platonico che ti possiede e ti stravolge la mente, ma è anche la tormentosa ricerca dell’altro: in moltissime sculture come “FIGURE COESISTENTI” del 2003 o il successivo “CORPI IN TENSIONE” del 2004, la materia si scinde e ci parla della trasformazione da uno a due.

Ognuno di noi, come racconta  Platone, cerca l’altra sua metà da cui Dei invidiosi l’hanno separato. Ecco Giuseppe ci racconta questo antico mito, l’androgino del Simposio, con cui tutti, almeno una volta, ci siamo identificati, quando abbiamo trovato, o creduto di trovare, l’altra metà, la nostalgia della quale tormenta la nostra vita.

L’altro elemento è la ricerca, il confronto culturale con la grande arte del ‘900.
Tengo molto a sottolineare questo aspetto perché la presenza di Colangelo a Castiglione, lontano dai grandi centri, e il legame mai reciso con la narratività ne potrebbero  offuscare la centralità nell’opera dell’artista. Non penso solo alla lezione appresa da grandi scultori come Henry Moore, di cui Giuseppe ha assimilato la rottura della compattezza della figura che si apre al vuoto, a ciò che sta oltre( vedi CORPI IN TENSIONE del 2007); o alla attenzione per l’ arte africana( che condivide con i grandi del 900 come Picasso o Modigliani), la cui suggestione ispira AFRICA  del ’98; o alla fascinazione pop-artistica di ARROSTICINO del 2012, in cui il nostro amato simbolo gastronomico dialoga con la Tomato- Soup di A.Wharol.

Penso, soprattutto, ad un aspetto  concettuale che non mi sembra sia stato colto e che si evidenzia nella importanza del ” titolo” che diventa parte integrante dell’opera stessa, come accadeva ad es. in Magritte( un esempio per tutti:  “Questa pipa non è una pipa” il dipinto di Magritte in cui il titolo è parte integrante dell’opera e le conferisce  con ironia la dimensione dello straniamento e del ribaltamento di senso).

Un’operazione simile compie Giuseppe in FEMINA ANCILLA DOMINA, in cui una figura femminile, figlia delle antiche madri adorate in tutta l’area del Mediterraneo, si vede riassumere l’essenza divina da una forzatura semantica del titolo, dove ” Ancilla Domini”, il sintagma con cui la Vergine risponde all’Annunciazione dell’arcangelo Gabriele, diventa ANCILLA DOMINA: non serva del Signore, ma ancella, signora. Dea.

La densità, la ricchezza tematica e la sempre più raffinata tecnica scultorea di Giuseppe ci fanno, dunque, guardare con curiosità e grandi aspettative ai futuri sviluppi del suo lavoro e della sua ricerca artistica. Buon lavoro, caro Giuseppe!!!

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Inaugurazione
domenica 18 giugno 2017 ore 12
Cantine degli Scolopi
Piazza Marconi 1, Fanano, Modena

Orari di apertura
giugno:
martedì e mercoledì dalle 9:30 alle 12:30
venerdì, sabato e domenica: dalle 9:30 alle 12:30 e dalle 16 alle 18
lunedì e giovedì chiuso
1 e 2 luglio dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 19

Per informazioni:
+39 0536 68696
info@fanano.eu
www.fanano.it
www.simposiodifanano.eu

Scultore Giuseppe Colangelo
Trav. Kennedy, 13
66033 Castiglione Messer Marino
Chieti – Italia
cell.: 3335979397 – tel.: 0873978392
www.giuseppecolangelo.it
htpp://www.giuseppecolangelo.blogspot.com


 

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