Sant’Onofrio, l’anacoreta

0
480

di Maria Delli Quadri

La statua del santo portata a spalla dei fedeli (foto di MImina Bagnoli)
La statua del santo portata a spalla dei fedeli (foto di MImina Bagnoli)

Agnone, 11 giugno 2017

Sei di Agnone se… Alzandoti stamane, in qualunque parte d’Italia o del mondo tu ti trovi, hai pensato che al tuo paese oggi si celebra la festa di s. Onofrio, di quel santo piccolo e barbuto la cui chiesetta si trova su in alto lungo la strada che va verso Guado Liscia. Fino a pochi anni fa quel tragitto era obbligatorio, oggi non più, essendo stata costruita una variante che accorcia il percorso tra Agnone e Capracotta o con Pesco Pennataro. Il luogo di solito è aspro e solitario per buona parte dell’anno, salvo poi a riempirsi di voci, di canti, di suoni in questo periodo, in corrispondenza della festa. La statua è stata portata due settimane prima, con una grande partecipazione di popolo, nella chiesa di S. Antonio abate di Agnone. Da allora, tutte le sere si è svolta la funzione religiosa in suo onore. Ieri sera la statua è stata portata in processione per le vie di Agnone, con accompagnamento di banda e con seguito piuttosto sostenuto di popolo.
La mattina dell’11 giugno il piccolo santo torna a casa, portato a spalla dalle donne e accompagnato da un folto stuolo di popolo; di questo una parte tornerà indietro dopo qualche chilometro, il resto avanzerà piano piano fino in alto, la banda, dopo un accompagnamento per le vie del paese ed essere arrivata a una qualche distanza da esso , verrà portata con un pullman. sul pianoro della chiesa. Un servizio di “navette” porta su e giù chi non vuole o non può camminare. Sono 8 km di distanza.
E’ questa la mattina dedicata alla scampagnata: intere famiglie, comitive di amici e conoscenti, gente devota va su in montagna a fare festa. Sul pianoro c’è la fiera e dovunque ti giri vedi bancarelle di ciliege, di lupini, di scapece, ma anche di altri oggetti tipici delle fiere; è un altro mondo con voci stentoree di venditori che vantano la loro merce, di
canti, allegria, altoparlanti. Le ragazze passeggiano osservate a distanza dai fratelli e dai padri. A tarda mattinata intanto arriva il santo da Agnone ed allora, al suono a festa delle campane, comincia la processione lungo la strada che va su e giù.
Finalmente arriva l’ora del pranzo: l’aria fina ha messo appetito ed allora, su una tovaglia stesa sull’erba si mettono in mostra le portate: pasta al forno “vrasciolette” (polpette) e peperoni, salami, caciocavallo, pane fragrante, vino fresco e acqua di fonte. All’ombra di un albero, nei pressi della masseria di Deuccia o più su, sul prato di “Giuuanne” si consuma la ” grazia di Dio” in onore di S. Onofrio.
Questi sono i miei ricordi: dove sono quelle migliaia di uomini e donne che cantavano canzoni religiose, facevano a gara a portare il santo, recitavano il Rosario, quel don Remo così devoto, così appassionato a questa festa?
Erano folle oceaniche che avevano un unico sentire, vivevano quasi in simbiosi.
Capisci come hai amato questa festa quando non ne fai più parte. quando quell’11 giugno è un giorno come un altro, tu vai regolarmente al lavoro e il mondo ignora che in un angolo appartato del Molise altissimo, in una chiesetta suggestiva e tra scoscesi dirupi, si festeggia con amore e devozione il santo anacoreta. Il crepuscolo, seguito dall’oscurità della sera cala su quel mondo: il santo è tornato a casa, alla solitudine della vita così come è vissuto per un anno, protetto dai monti che gli stanno intorno e che lo vegliano con amore

___________________
Maria Delli Quadri: Molisana di Agnone (IS), prof.ssa di Lettere, oggi in pensione. Ama la musica, la lettura e l’espressione scritta dei suoi sentimenti. In questa rubrica Maria volge lo sguardo sul mondo almosaviano e nascono pensieri e ricordi.



Editing: Flora Delli Quadri
Copiright: Altosannio magazine

Nessun commento

LASCIA UN COMMENTO