Sant’Angelo del Pesco: episodi di guerra

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di Luca Fasano[1]

prigionieri

Nel suo libro Scì benditt’ lu citro” [2], Luca Fasano racconta alcuni episodi della vita santangiolese (Sant’Angelo del Pesco). Qui riporta due episodi che videro protagonista suo padre Ugo, deportato dai tedeschi durante la guerra.

Dei suoi racconti, rammento solo due episodi, che probabilmente gli rimasero particolarmente impressi e che, periodicamente, si riaffacciavano nella sua mente.

Il primo era poco più di un flash: l’immagine di una mucca, nei pressi di Castel di Sangro, che, mettendo una zampa su di una mina, saltava letteralmente in aria, quasi disintegrandosi. Il secondo episodio è invece più complesso e ricco di particolari.

Il secondo. Erano passati ormai diversi mesi dall’inizio della sua deportazione e, non avendo più potuto avere alcuna notizia dei suoi anziani genitori rimasti a Napoli, Ugo pregò i suoi “carcerieri” di concedergli qualche giorno per allontanarsi e accertarsi delle condizioni dei suoi cari. La richiesta era piuttosto inconsueta e forse anche poco credibile, ma “incredibilmente” fu accolta, forse anche per premiare la sua “buona condotta” sino allora. Ad una condizione, però. Se non fosse tornato allo scadere dei giorni concessigli, i tedeschi avrebbero ucciso i suoi compagni di prigionia. Come si può immaginare, la responsabilità era enorme, ma enorme era anche il desiderio di riabbracciare i suoi. Egli accettò quindi il ricatto e partì alla volta di Napoli. Accertatosi delle buone condizioni dei suoi familiari, Ugo dovette però presto scegliere tra due soluzioni: il ritorno alla prigionia e il salvataggio dei compagni, o la libertà, ma una libertà che sarebbe stata condita per sempre dal rimorso. Scelse ovviamente la prima soluzione e, tra i suoi ricordi più nitidi, rimase quello del rispetto e dell’ammirazione che, da quel giorno in poi, crebbero non solo nei suoi compagni, ma nei suoi stessi carcerieri, che da allora cominciarono a trattarlo “quasi” umanamente, destinandolo a lavori meno faticosi o, addirittura, consentendogli di mangiare il rancio dei superiori.

 

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[1] Luca Fasano, Giornalista pubblicista, ha già pubblicato, per “ilmiolibro.it” del Gruppo editoriale l’Espresso, quattro opere: “Il cassintegrale” (2009), “Roma-Caserta solo andata” (2010), “Scì benditt’ lu citro” (2011) e “Viaggio al centro della Terra…di Lavoro” (2014), tutte dichiaratamente autobiografiche. 

[2]Scia mb..copertina

[*] editing e foto a cura di Enzo C. Delli Quadri

 

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