San Rocco, 16 agosto e seconda domenica di ottobre

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di Domenico Meo [A]
tratto da Le Feste di Agnone – Palladino Editore, Campobasso 2001

(Rocco di Montpellier, universalmente noto come san Rocco (Montpellier, 13461350Voghera, 15/16 agosto del 13761379), fu un pellegrino e taumaturgo francese; è venerato come santo dalla Chiesa cattolica ed è patrono di numerose città e paesi. È il santo più invocato, dal Medioevo in poi, come protettore dal terribile flagello della peste.)

San Rocco - Agnone
San Rocco – Agnone

Ad Agnone, la festa di San Rocco (protettore della peste) è vissuta con intensa devozione religiosa. Nel corso dei secoli, numerose sono state le pestilenze abbattutesi su queste popolazioni, tant’è che la tradizione ci tramanda i festeggiamenti in due ricorrenze: il 16 agosto e la seconda domenica di ottobre. La prima festività viene celebrata nella chiesetta extra moenia poco distante dal paese, chiamata dagli agnonesi Sande Rucchille per le sue modeste dimensioni; la seconda, si solennizza nella chiesa parrocchiale di Sant’Amico, a ricordo della terribile peste del 1656.

Chiesa di S.Rocco 1
Chiesetta di Sande Rucchille

 «La chiesa di Sant’Amico era Tempio de’ Gentili dedicato a Marte, dove  coronavansi i vincitori, e si sacrificavano le vittime ne’ bisogni di guerra».[1] E’ credenza generale che la chiesa sia stata edificata nel sec. XII in onore di Sant’Amico, Abate di San Pietro Avellana, nato in Camerino.[2]

La festa del Santo titolare della chiesa viene celebrata, preceduta da un triduo, la prima domenica di novembre.  La statua è collocata in una nicchia sul lato sinistro del presbiterio, il Santo è effigiato con l’aureola, il saio benedettino ed un libro sacro. Sullo stesso lato, in alto, vi è un affresco che riproduce Sant’Amico con a fianco un lupo carico di legna. «Il quadro si riferisce al miracolo del carnivoro animale, che  dopo aver ucciso la mula, si lascia caricare dal Santo come se fosse avvezzo e porta la legna al convento di San Pietro Avellana».[3]

Un documento di importanza rilevante, che spiega come era strutturata la chiesa nel XVII secolo, è senz’altro l’inventario conservato nell’archivio storico di Sant’Amico, redatto dal Notaio Apostolico D. Lorenzo Cacciavillani nel 1668, durante il rettorato di don Carlo Masone.[4]

 L’interno della chiesa di Sant’Amico, ha la forma di croce, di cui il braccio traverso con quattro cappelloni costituiva l’antico edificio, ampliato nel 1842 nella sagoma attuale.[5] Vi si nota un grande organo di bella fattura e sonorità, eseguito nel 1851 dall’artefice venafrano Vincenzo Petrucci. Possiede, inoltre, una tavoletta d’argento detta la Pace di Sant’Amico risalente  a un periodo che corre tra la fine  del sec. XV e i primordi del secolo che segue.[6]

La statua di Sande Rucchille, chiaramente di modeste dimensioni, ci offre una iconografia molto simile a quella della statua grande. Quest’ultima, collocata nell’altare in fondo al braccio destro della nave trasversale, è opera rigorosa e vivace di scultura napoletana, riferibile alla prima metà del sec. XVIII. E’ attribuita tradizionalmente allo scultore Giacomo Colombo.  E’ un vero capolavoro per armoniosità e mestizia. Il Santo reca l’aureola sul capo, la tunica verde da pellegrino e il mantello biancastro a mezzagamba (chiamato in suo onore sanrocchino) rabescati e bordati in oro, la tinteggiatura appare in parte rinnovata. Con la mano destra, indica la piaga che si apre sulla sua gamba sinistra leggermente avanzata, mentre, con l’altra mano, regge il bordone a cui è appesa la zucca per l’acqua; sul petto c’è una conchiglia che serviva per attingere l’acqua, e accanto il cane con una pagnottella in bocca, allusione al pane che il cane del patrizio Gottardo Pallostrelli gli recava quotidianamente mentre giaceva ammalato nei pressi di Piacenza.

Sul lato destro del presbiterio, il Santo è raffigurato in un dipinto con i consueti simboli iconografici.

Alla fine dell’ 800 come testimonia Ascenzo Marinelli «tra i doni di San Rocco si ammira ancora una discreta palla di oro antico, alla quale, da pochi mesi addietro se n’è aggiunta un’altra più riccamente e finemente lavorata . . . ».[7]

Attualmente serbando l’antica tradizione, durante il triduo e la processione di ottobre la statua grande di San Rocco viene impreziosita con la palla d’oro in mano e le conchiglie sul petto.

La celebrazione del 16 agosto è preceduta dal novenario che si officia nella chiesa di Sant’Amico. Il 15 pomeriggio a San Rocchillo vengono benedette le pagnottelle che saranno offerte ai devoti. Attualmente le preparano le donne di Sant’Amico, mentre in tempi non molto lontani le confezionavano gli abitanti della Parrocchia di Sant’Antonio. Questi ultimi la mattina della festa, per adempiere al voto fatto per la scampata peste del 1656, ordinati in processione, si recano nella chiesetta campestre e ringraziano devotamente San Rocco. Nella chiesa del Santo Abate vi è un quadro di San Rocco che testimonia l’antica e forte devozione.[8] Come vuole la tradizione, nello spiazzo antistante la chiesetta i componenti del comitato vendono le prime mandorle. Verso la metà di questo secolo, come racconta L. Amicarelli nella sua tesi, «i contadini si disponevano fuori della chiesetta con grossi cesti ricolmi delle prime mandorle fresche da vendere. I compratori, tornati a casa, schiacciavano nel mortaio le mandorle dopo averle spellate e spremutone il succo attraverso un pezzo di tela sottilissima, con l’aggiunta di acqua e zucchero, preparavano la bibita di rito per il giorno di San Rocco la lattata».[9]

Oggi, in serata, dopo la Santa Messa, si dà luogo alla processione intorno alla cappella. Il giorno di festa si conclude con uno spettacolo di musica nello spazio adiacente la chiesetta; questa innovazione fu inserita dal comitato negli anni settanta. Sino ad allora solo gli spettacoli per le feste centenarie furono svolti ad agosto. Ciò si può dedurre dall’articolo di cronaca religiosa che segue, tratto da L’Eco del Sannio:

“Grandiose feste in Agnone nel 6° Centenario della morte di San Rocco, nella chiesa di Sant’Amico, 14-15-16 Agosto 1927”.

«Le feste centenarie, sono riuscite veramente degne della fede che il nostro popolo ha per il gran Santo di Montpellier. Le solenni funzioni religiose svoltesi nella Chiesa Parrocchiale di Sant’Amico hanno richiamato ogni sera al novenario gran folla di fedeli che hanno ascoltato nel massimo raccoglimento un inno composto per la circostanza dal Parroco Don Olinto Camperchioli. Al largo Marsala si sono svolti durante i giorni dal 13 al 16 scelti pezzi di musica dai concerti delle due rinomate Bande di Taranto e Gessopalena; il giorno 15 vi fu una corsa ciclistica sul percorso Agnone-Pescolanciano Castiglione-Agnone; ed al termine del servizio delle musiche nelle sere del 15 e del 16 furono incendiati due fuochi pirotecnici con premio di lire 1000. Le feste sono riuscite nel modo migliore, grazie al generoso contributo di tutti i nostri cittadini, specie quelli residenti nelle due Americhe».[10]

L’altra celebrazione in onore di San Rocco, quella che la tradizione colloca alla seconda domenica di ottobre, chiude il ciclo annuale delle festività civili.

Un triduo, dedicato al Santo protettore della peste, annuncia la festa che dura due giorni. Fino agli anni cinquanta,[11] i devoti della parrocchia di Sant’Antonio, al passaggio della processione nel loro rione,  accoglievano esultanti San Rocco e lo ossequiavano con  lo  sparo di alcune bombe carta.

Attualmente vengono serbate le solennità religiose e le manifestazioni esterne. La processione attraversa le vie cittadine, e un magnifico fuoco pirotecnico finale illumina tutta la vallata della “Ripa”. Il programma civile offre due serate di musica folklorica o leggera.

Agnone Panorama visto dalla Ripa 1954
Inventario della Chiesa di Sant’Amico redatto dal Notaio Apostolico D. Lorenzo Cacciavillani durante il rettorato di Don Carlo Masone, Anno 1668.

Primariamente la presente Chiesa Parrocchiale di Sant’Amico sta sita e posta dentro la detta Terra di Agnone avanti la strada pubblica da lato sinistro confinante colla casa del quondam Giuseppe Cellilli, intorno, li beni della medesima chiesa cioè un orto seu giardino ed altri murato intorno. Alla parte destra li beni di Colangelo Mirabelli ed altri suoi confini ed avanti la chiesa vi è un piano.

La suddetta chiesa prima d’entrare vi sono quattro gradini di pietra lavorata per salire trovandosi parte superiore vi è ancora il suo portone nuovo con chiave di ferro e ferrature ed altro guarnimento.

Nell’entrare della chiesa vi è un’acqua santa grande di pietra bianga lavorata a mano destra

Nel primo angolo della chiesa vi è l’altare Maggiore come vi sta una custodia intorata, cioè di legna nuova ben intagliata di longhezza palmi dodici e di larghezza palmi sette colla sua veste usata di seta verde e violata guarnita con frangia di seta del medesimo colore…

Nella parte destra di detto altare maggiore vi è una nuova statua di Sant’amico ultimamente fatta di palmi sei e mezzo titolare della medesima chiesa.

Nella parte sinistra vi è un’altra nuova statua intitolata a San Giuseppe, anche ultimamente fatta….

L’altare di San Giovanni Battista della famiglia di Renaldi col suo quadro intorato coll’istessa figura nella parte sinistra dell’altare maggiore si trova tutto adornato con un gradino di legno pittato di vari colori colla croce nuova di legno intorato col crocifisso in mezzo…

Nell’altare della Famiglia Tartaglia sotto il titolo della SSma Concezione pittata in tela con altri Santi e con cornice di legno intorata si trova tutto adornato…

La Cappella della Madonna dell’Agonizzanti della famiglia dell’Amicucci col suo quadro pittato sopra legno, l’immagine dell’istessa Vergine colle cornice d’oro intorno e si ritrova ben adornata….

Nell’altare sotto il titolo della Madonna delle Grazie della Famiglia Lucci vi è il suo quadro nuovo pittato a tela colla cornice nuove bianghe col capo altare nuovo a due colonne…

Nell’altare della SSma Annunziata della Famiglia Antenucci pittata la sua Immagine in quadro di legno colle cornice intorate intorno…

Nell’altare sotto il titolo dell’Assunzione di Maria Vergine vi sta pittata la sua immagine in un quadro di legno colle cornice intorate con due colonne intorate e di sotto di detta immagine vi sono li dodici apostoli ed ora vi sono tutte le cose necessarie…

La Cappella del SSmo Crocifisso della famiglia Longhi sta ben guarnita di cose necessarie per la celebrazione delle messe dove sta pittata la Passione di Cristo in mezzo sta la croce rilevata di palmi otto circa col crocifisso in mezzo di palmi sette con cornice intorno di legno pittata di varii colori…

Vi è ancora una Cappella sotto il titolo di Santa Maria di Loreto de iure patronatus della Famiglia Cellilli… l’altare vi ha il suo quadro pittato di tela colla Madonna di Loreto sopra e di sotto vi sta l’Immagine di San Francesco di Paula e due angioli…

Il vaso della chiesa sotto il titolo di Sant’Amico sono canne dodici di longhezza e canne sei di larghezza con quattro finestre ben riparate con vitriate.

Vi è ancora la sua soffitta nuova di tavole ben riparata.

Vicino l’altare Maggiore in cornu Evangelii vi è un organo nuovo con sei registri per uso di sonare nelle funzioni che si fanno in tutto l’anno coll’armaggio intagliato ed intorato ed altre varie pitture dove riposano in luogo superiore dell’organo e si ritrovano ben riparate.

Dietro l’altare maggiore vi sta situato il coro ben guarnito di sedili per uso de’ preti nel recitare i divini oficii con due porte una nel luogo destro e l’altra nel luogo sinistro con chiave…vi sono ancora due finestroni grandi uno nel luogo destro e l’altro nel luogo sinistro…

Vi sono di più tre confessionali nuovi pittati per confessare colla croce di sopra colle portelle e graticole di ferro stagnato ben riparato colle sue cartole de’ casi riservati, de’ quali confessionali si trovano ben posti e riparati nell’angoli di detta chiesa.

Sopra della porta della sacrestia vi sta posto ad un luogo decente un campanello di libre dieci nuovo servendo per uso della messa.

La chiesa di Santo Rocco grangiia della chiesa parrocchiale di Sant’Amico situata nel luogo dove si dice sotto la ripa confinante colli beni della venerabile cappella di Santa Maria di Costantinopoli…trovandosi detta chiesa extra moenia da un mezzo miglio ain circa fuor della città di Agnone. Dentro di detta chiesa vi sono due finestre grandi con porte di legno bene riparate…un campanile piccolo dove si sta posta la sua campana…

La suddetta chiesa è di longhezza canne sei incirca e di larghezza canne tre e sta ben riparata con una nuova porta colla sua chiave ed altre ferrature

Vi è ancora una nuova soffitta di legno ed il tutto sta ben riparato con un baldacchino nuovo pittato…

Vi è ancora una palla d’oro la quale si fu fatta e donata al Santo dal publico in tempo del contaggio e detta palla si mostra nella festa di San Rocco e si pone alla mano destra del Santo e doppo’ la sua festa subbito si consegna alli Procuratori della Cappella del Santissimo di Sant’Amico ed in detta palla vi sta impressa l’effiggie di detto Santo a due bande e vi stanno quattro maglie piccole d’oro ed una grossa attaccata con una fettuccia di seta di color rosso, la detta palla d’oro pesa once sette.

L’altra chiesa grangiia di detta Parrocchiale sotto il titolo della Visitazione della Beata Vergine sta fuore della muraglia di detta città e nelle confini di detta Parrocchia sta poco distante dalla detta chiesa di San Rocco e sta in isola circum, circa confinante colli beni del Monistero di Santa Chiara avanti la strada pubblica ed altri confini…

Nel suo altare vi sta un quadro pittato a tela coll’immagine della Visitazione della Vergine con cornice pittate  a vari colori…

In detta chiesa non vi è altro che una messa nel giorno della sua festa alli due di luglio…

La suddetta chiesa non ave nessuna entrata, nè ave campana.

Vi è ancora extra moenia una chiesa sotto il titolo di S.Maria d’Agnone ius presentandi dell’Ecc.mo Signor Principe di San Buono dove si dice al Collo di S. Maria d’Agnone. Vi è un’altra chiesa sotto il titolo di San Salvatore dentro la detta Parrocchia di Sant’Amico ius presentandi dell’Ecc.mo Principe di San Buono iuxta suos fuies.

 1685

 Si fa relazione… da me D. Carlo Masone della terra d’Agnone parrocho di questa Parrocchia di Sant’Amico…

Nel recinto della Parrocchia di Sant’Amico vi è la chiesa intitolata il Salvatore, beneficio semplice e la possiede il clerico Domenico Gigliani ius presentandi del Sig. Principe di S. Buono utile barone di questa terra d’Agnone; fuora le mura della detta Parrocchia vi sono due altre chiese le quale sono grancie di questa chiesa parrocchiale ma con il titolo di San Rocco et l’altra la Visitazione della Beatissima Vergine le quale due chiese sono servite et officiate dal parrocho e preti servienti della chiesa parrocchiale…

In detta parrocchia non vi sono conventi si bene vi è un conventino che fu de PP. Conventuali con la chiesa intitolata Santa Maria dell’Angeli da un miglio e più lontano della terra et è governata da un’eremita chiamato fra Leonardo delli Carovilli.

Vi sono in detta Parrocchia famiglie sessant’otto, anime 363.

  1736

 …Vi sono due grancie una sotto il titolo di San Rocco e l’altra sotto il titolo della Visitazione di Maria Vergine ciò e nella chiesa di San Rocco si celebrano messe n.50 si pagano dal Procuratore di detta chiesa e nella chiesa della Visitazione non vi sono messe.

Dentro l’istessa Parrocchia vi sono badie ius presentandi del Sig. Principe di S. Buono, una di essa sotto il titolo di Santa Maria d’Agnone si tiene dall’istessa casa e l’altra sotto il titolo di S. Salvatore si tiene dall’Abbate D. Paolo Gigliani.

 

 


[A]Domenico Meo, Abruzzese di Castelguidone (CH), ma agnonese di fatto, lavora alla Asrem di Agnone (IS). Si occupa, in termini scientifici, di dialetto, riti, usi e tradizioni popolari. Tanti i suoi libri, su cui giganteggia il Vocabolario della lingua di Agnone.
[1]C. Orlandi, Delle città d’Italia e sue isole adiacenti, Perugia 1770, p. 136.
[2]
G. Masciotta, Il Molise dalle origini ai nostri giorni, Cava dei Tirreni 1952, Ristampa Ed. Lampo, Campobasso 1984, Vol. 3,  p. 38.
[3]
M. Messore, Sant’Amico in San Pietro Avellana, Ed. Missioni o.m.i., Roma, 1961, p. 53.
[4]
«La chiesa sta sita e posta dentro la Terra di Agnone avanti la strada pubblica da lato sinistro confinante colla casa del quondam Giuseppe Cellilli… prima d’entrare vi sono quattro gradini di pietra lavorata…
Nel primo angolo della chiesa vi è l’altare maggiore…nella parte destra di detto altare vi è la nuova statua di Sant’Amico, ultimamente fatta di palmi sei e mezzo…nella parte sinistra vi è una nuova statua intitolata a San Giuseppe.
Il vaso della chiesa, sono canne dodici di longhezza e canne sei di larghezza… Vicino l’altare maggiore in cornu evangeli vi è un organo nuovo con sei registri…dietro l’altare maggiore vi sta situato il coro ben guarnito di sedili…
Il documento continua con la descrizione delle grancie:
La chiesa di San Rocco, grangiia della chiesa parrocchiale di Sant’Amico situata nel luogo dove si dice sotto la ripa confinante colli beni della venerabile cappella di Santa Maria di Costantinopoli…trovandosi detta chiesa extra moenia da un mezzo miglio in circa fuori della città…la suddetta chiesa è di longhezza canne sei incirca e di larghezza canne tre…
Vi è ancora una palla d’oro la quale si fu fatta e donata al Santo dal pubblico in tempo di contaggio e detta palla si mostra nella festa di San Rocco e si pone alla mano destra del Santo e doppo’ la sua festa subbito si consegna alli Procuratori della Cappella del Santissimo di Sant’Amico ed in detta palla vi sta impressa l’effigie di detto Santo a due bande e vi stanno quattro maglie piccole d’oro ed una grossa attaccata con una fettuccia di seta di color rosso, la detta palla d’oro pesa once sette”.
“L’altra chiesa grangia di detta parrocchiale sotto il titolo della Visitazione della Beata Vergine sta fuore della muraglia di detta città e nelle confini di detta Parrocchia sta poco distante della detta chiesa di San Rocco e sta in isola circum…Nel suo altare vi sta un quadro pittato a tela coll’immagine della Visitazione della Vergine con cornice pittate a vari colori… In detta chiesa non vi è altro che una messa nel giorno della sua festa alli due di luglio…
Nello stesso carteggio segue un documento del 1736 dove è scritto: Vi sono due grancie una sotto il titolo di San Rocco e l’altra sotto il titolo della Visitazione di Maria Vergine…
Dentro l’istessa parrocchia vi sono badie ius presentandi del sig. Principe di S. Buono, una di essa sotto il titolo di Santa Maria d’Agnone si tiene dall’istessa casa e l’altra di S. Salvatore si tiene dall’Abbate d. Paolo Gigliani».
[5]
G. Masciotta, op. cit., p. 38.
[6]
N. Marinelli, La città di Agnone. Stazione climatica estiva, Forlì 1928. A p. 10 è riportata la foto e la descrizione della “Pace”. 
[7]
A. Marinelli, Memorie Patrie con alcune biografie di uomini illustri agnonesi, Agnone 1888, p. 55 nota 1.
[ n.d.c.] Le due palle d’oro sono ancora patrimonio della chiesa di Sant’Amico. La prima potrebbe essere quella già citata nell’inventario del notaio Cacciavillani o una sua imitazione, la seconda è opera dell’agnonese Felice Andrea Galasso che la spedì da Buones Aires nel 1887, come segno di devozione al Santo.
Fra i donativi sono conservate anche due conchiglie d’oro, la più remota probabilmente offerta dalla confraternita del Carmine di Agnone, reca la seguente incisione “fres cong b v e mte carm 1743”. L’altra risalente alla fine del secolo scorso riporta questa iscrizione: “dono degli agnonesi – buones aires 1887 – antonino d’onofrio fece”.
[8]
L’Eco del Sannio, agosto 1919: «I filiali della Parrocchia di Sant’Antonio donarono una croce di oro e filigrana a San Rocco».
[9]
L. Amicarelli, Tradizioni popolari di Agnone, Tesi di laurea, Università di Roma, anno acc. 1952-53, pp. 117-118.
[10]
L’Eco del Sannio, 11 ottobre 1927.
[11]
La Fucina, 31 ottobre1950: «Lo sparo di Sant’Antonio al passaggio della processione, la cui consuetudine è diventata legge, quest’anno non è stato fatto e nessuno può spiegarsi il motivo».

Copyright  Altosannio Magazine
Editing: Enzo C. Delli Quadri 

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