San Giovanni Lipioni

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Comune della  Provincia  di  Chieti  in  Abruzzo .  Negli ultimi decenni  ha visto la sua popolazione scendere, da  un massimo di  940 abitanti,  agli attuali 287.

Dati amministrativi
Regione     Abruzzo
Provincia     Chieti
Sindaco     Catherine Aurore Rossi (lista civica Insieme per San Giovanni Lipioni) dal 08/06/2009

Territorio
Altitudine     563 m s.l.m.
Superficie     8 km²
Abitanti     218[1] (31-12-2010)
Densità     27,25 ab./km²
Comuni confinanti     Castelguidone, Celenza sul Trigno, Roccavivara (CB), Torrebruna

Altre informazioni
Nome abitanti     sangiovannesi
Giorno festivo     20 agosto

Evoluzione demografica

San Giovanni Lipioni Demografia

Geografia fisica
San Giovanni Lipioni sorge su un poggio a nord del fiume Trigno. Il suo territorio si estende per 8,67 km², su un’area di media collina.

Storia
Le origini del paese sono incerte per mancanza di documentazioni, tuttavia la presenza italica è attestata dal ritrovamento della testa di bronzo e di una statuetta in bronzo alta 14 cm. e la tavola osca di Agnone attesta in loco la presenza di un tempio pagano ove più tardi fu riedificata una chiesa.[2] Secondo alcune fonti corrisponderebbe a Terventum, municipio romanco costruito su di un pagus. Successivamente fu denominato Sanctus Johannes a podio Bacco e poi come San Giovanni Lupino, nel XVII secolo cambio il nome nell’attuale.

Economia
La marcata tendenza verso il decremento della popolazione ha determinato l’assenza di significative forme di occupazione. È presente una cooperativa, operante nel settore dell’edilizia. Prevalgono le piccole imprese agricole, dedite alla produzione di olio, vino e frutta.

Monumenti e luoghi d’interesse
    Borgo fortificato. Probabilmente risale al XIII-XIV secolo. Il borgo si sviluppa su di un crinale con gli isolati posti a pettine lungo un asse mediano che si sviluppa in asse nord-sud in cui gli edifici principali sono la chiesa parrocchiale sita a nord ed il palazzo Lozzi-Grosso. La chiesa forse era collegata tramite un sottopassaggio (passante per la Porta da Capo) al palazzo baronale Marinelli, oggi non esistente più. Invece, nel palazzo Lozzi-Grosso (risalente al XVII-XVIII secolo) sopravvive un sottopassaggio (passante per la Porta da piedi). Le mura vengono ricordate nei toponimi, tra cui: orto della corte sotto le mura e via sotto le mura. Delle case-mura sono visibili quasi tutti i tratti composti da murature a scarpa ed archi di sostegno delle case servite da strade di servizio passanti per sotto-portici, attraverso gradinate, passaggi arcuati e sotterranei.
Chiesa di Santa Maria delle Grazie. È sita in largo della chiesa. Risale al XVI secolo. La facciata è a capanna divisa in due livelli da una cornice marcapiano, verticalmente divisa da paraste e lesene. L’esterno è stato intonacato ed arredato di frammenti lapidei[5] del XIV secolo[4] tra cui un capitello, un rosone ed un leone stiloforo [5]. La porta è in pietra calcarea alternata a laterizio. L’interno è stato rinnovato tra la fine del XVIII secolo e l’inizio del XIX secolo è a navata unica. L’organo è stato portato via insieme agli arredamenti nel dopoguerra. La chiesa è stata costruita nel 1504. La chiesa sorge sulla sommità del paese, su un sito originariamente occupato da un tempio pagano, nominato nella Tavola Osca di Agnone.
  Fonte vecchia. È sita in via fontana vecchia. Del 1808 è il primo restauro poi ripreso nel 1821. Un secondo restauro risale al 1832. Invece, del 1844, è una ristrutturazione globale col recupero delle vene acquifere. La fontana è composta da pilastro, archi a tutto sesto, mascheroni e lastre a figure vegetali ed animali, forse provenienti da una fontana preesistente. Oggi è di proprietà della famiglia Rossi-Cianci, in forza di un atto di cessione da parte del Comune, risalente al 1960.
     Casa della famiglia Rossi. Risale al XVII secolo, contraddistinta da un poderoso arco in pietra e da un portone con fregi d’epoca.
Cappella di Santa Liberata. È sita fuori dal centro abitato. Originariamente edificata tra il XII e il XIII secolo, con un caratteristico rosone a forma di croce, che spicca sulla facciata in pietra, con due bifore. La cappella è stata recentemente restaurata.

Feste ed eventi
1 maggio: festa del Majo con processione di ghirlande di fiori; sagra delle scrippelle
agosto: agosto sangiovannese con serate danzanti e letture di poesia;
Meta di agosto: sagra delle sagne apezzate e salsiccia ;
20-21 agosto: festa di San Felice e Sant’Antonio;
terza settimana di ottobre: sagra delle “Scorpelle” fave e castagne.

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Fonte: Wikipedia

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Musica: Ludovico Einaudi Divenire
Editing: Enzo C. Delli Quadri

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