Ru ciell mammaràune – Il Gufo

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di Flora Delli Quadri

Gufo

Altrimenti detto Uccello del malaugurio.
Poiché l’uccello del malaugurio per antonomasia è la civetta, “ru mammaràun” dovrebbe essere quest’ultima. E invece no, “ru mammaràun” propriamente detto è il gufo, meno famoso della più celebre cugina.
Strano destino per due animali molto simili tra loro per aspetto fisico e comportamento.
Sono entrambi animali notturni quindi sinonimo di tenebre e di morte, ma mentre la civetta con il suo sguardo acuto penetra il buio e quindi personifica anche la luce e l’uscita dalla tenebre, al gufo spetta un significato più negativo, come uccello del malaugurio tout court.

Civetta

In realtà un tempo era il simbolo della saggezza e della sapienza. Nel Medioevo gli studenti sostenevano gli esami portando addosso amuleti a forma di gufo. Nelle favole fa sempre la parte del saggio del bosco, a cui si rivolgono gli altri animali per avere pareri e consigli.

Secondo la leggenda, un tempo era un uccello diurno dalla splendida voce. Ma dopo aver assistito alla morte di Gesù sul Golgota, odiò la luce del sole e soffocò il suo canto soave, tramutandolo in singhiozzo per la morte del figlio di Dio.

Piccolo di gufo

Oltre che di malasorte, questo animale è anche emblema di tristezza, di ritiro dalla vita e dalle attività comuni.

“Ohjoj, ssu ciell mammaràun” ovvero “Non fare l’uccello del malaugurio”: se qualcuno ci rivolge una frase di questo tenore vuol dire che stiamo mostrando eccessivo pessimismo, un pessimismo che non porta bene e che alla fine ci attira addosso la malasorte.

Se invece si sentiamo dire: “Ohjoj, ssu ciell mammaràun, tutt càntan e iss naùn”, vuol dire che ci troviamo in un gruppo di persone allegre, che cantano, ridono e scherzano, mentre noialtri musoni stiamo in disparte mostrando una palese incapacità a sorridere e a divertirci.

INFORMAZIONI SCIENTIFICHE

Il gufo appartiene alla famiglia degli Strigidi, o rapaci notturni (il termine deriva da “streghe”, ed è legato al fatto che gli Strigidi volano nel buio). Della famiglia fanno parte anche l’allocco, il barbagianni e la civetta.
Per potersi procacciare il cibo durante le ore notturne, il gufo può contare su una vista e un udito di gran lunga superiori a quelli di tanti altri animali. Si nutre di scoiattoli, topi e uccellini che riesce a catturare in condizioni di buio quasi totale, guidato solo dal rumore che il piccolo animale produce muovendosi tra le foglie.
Conosce il territorio in modo perfetto e si muove come se in testa avesse disegnata una mappa, sa quali sono i punti migliori per appostarsi e lanciarsi sulla preda. Ricorda anche eventuale ostacoli che si trovano lungo la traiettoria così da riuscire a schivarli durante il volo. Quella specie di “coroncina” di piume che ha attorno alla testa si chiama “disco facciale” e gli permette di captare anche i suoni più deboli.

Gufo comune –

Esistono due tipi di gufi.
Il primo è il Gufo comune (Asio Otus), altezza massima 36 centimetri con una notevole apertura alare, che può arrivare anche a un metro di larghezza. Il piumaggio è di colore scuro. La sua particolarità è quella di non costruirsi il nido, ma di occupare “case” già abitate da altri, soprattutto piccioni, cornacchie e scoiattoli. Vive dappertutto, tranne che nei climi freddi. Predilige i boschi, ma non è difficile incontrarne uno anche vicino alle case o addirittura sugli alberi dei nostri giardinetti.

Gufo reale

Il secondo è il Gufo Reale (Bubo Bubo), molto più grande del primo (circa il doppio) ma come lui vive di notte e non ama la compagnia. Costruisce il nido in posti irraggiungibili, come rupi scoscese o anfratti nascosti nei tronchi degli alberi: di conseguenza è difficile vederlo, ma è piuttosto frequente sentire il suo “ululato”, talmente forte che si può diffondere a chilometri e chilometri di distanza.
Nonostante tutto il male che si possa dire dei gufi, non bisogna dimenticare che sono animali importantissimi. Cerchiamo, anzi, di rispettare questi bellissimi animali che ci aiutano a controllare il numero di topi e ratti.

In Italia la regione d’Italia più densamente popolata di Gufi Reali è l’Abruzzo.


Editing: Flora Delli Quadri
Copyright: Altosannio Magazine

3 Commenti

  1. Mi permetto di suggerire che ci sono altre specie di uccelli cui è attribuito -dalla superstizione popolare -questa poco invidiabile caratteristica, ovviamente del tutto infondata. In particolare l’uccello del malagurio per antonomasia, in molte località della valle del Trigno, è il piccolo Assiolo (Otus scops), che ha un verso piuttosto inconfondibile: un ripetitivo “chiù, chiù”. E’ un gufo in miniatura, più piccolo della civetta. La stesso “capacita’” è attribuita alla civetta, anch’essa alquanto “temuta”. Il gufo comune, invece, è abbastanza raro nel nostro territorio, è difficile che si avvicini alle abitazioni in quanto predilige i boschi di conifere e in generale i boschi ben conservati, dove nidifica e caccia, lontano dal disturbo umano. L’imponente gufo reale, invece, è estremamente raro (sono veramente poche le segnalazioni da noi) e non si avvicina mai alle abitazioni umane preferendo le foreste meglio conservate d’Italia. Presso le abitazioni umane è molto più probabile incontrare (oltre ad assiolo e civetta) il barbaggianni e l’allocco che nidificano in vecchie abitazioni e si cibano soprattutto di piccoli roditori, che a loro volta frequentano stalle, granai e case. Secondo altri, invece, l’uccello del malaugurio è l’Upupa (Upupa epops) che, pur non essendo un rapace notturno, ha abitudini crepuscolari. Talvolta il suo verso si sente poco prima dell’alba. Per questa ragione in alcune località del vastese veniva chiamato “lu halle de lu ualine”, ossia il “gallo del ualano” (il pastore di buoi), che al levare del Sole si recava nei campi per arare. Cordiali saluti. Ivan Serafini

  2. NON TI SAPEVO ANCHE ORNITOLOGA CARA FLORA…SOLO OGGI VEDO QUESTA TUA PERFORMANCE…BELLO L’ARTICOLO E I DETTI POPOLARI SONO GLI STESSI DEL MIO PAESE… IO A ROCCAMORICE NEL BOSCO , FUORI DEL PAESE, A VOLTE CREDO DI AVVISTARE QUALCHE ALLOCCO!MA A PROPOSITO,PERCHé SI DICE DI UN GIOVANE CORTEGGIATORE, POCO FORTUNATO, CHE è UN ALLOCCO???

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