Rosario Pietraroia. Un molisano da scoprire

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Giovanni Antonio Pietraroia lasciò il Molise nel 1906 e qualche anno più tardi nel 1912 nacque a Montevideo nella sua nuova Patria, il figlio Rosario. Chi è questa figura per cui si mobilitò il Mondo tra il 1976 ed il 1984? Rosario Pietraroia iniziò a lavorare nel 1930 prima come fabbro e poi come tornitore in aziende metallurgiche dell’Uruguay.

Lavoratore, sindacalista e parlamentare. Si avvicinò al sindacato e nel volgere di qualche anno ne diventò uno dei leader indiscussi. Protagonista dell’unità sindacale tra le varie formazioni del settore metallurgico guidò i lavoratori nelle battaglie che portarono all’approvazione di leggi fondamentali nel 1943 che introdussero l’assicurazione sanitaria annuale, il diritto alle case popolare, l’indennità di disoccupazione, gli assegni familiari e che tutelavano  gli operai da licenziamenti ingiustificati. Fu chiamato a dirigere il sindacato nazionale di settore mobilitando i lavoratori uruguayani in difesa della Pace già dal 1950. Il suo ruolo lo portò prima ad essere in Parlamento col Partito Comunista nel 1956 e col Fronte di Sinistra nel 1969 e poi ad entrare tra i riferimenti della Federazione Sindacale Mondiale.

Prigioniero Politico. Nel 1970 intuì il rischio di un colpo di Stato in Uruguay ed attrezzò per tempo il sindacato a resistere in clandestinità durante la dittatura fascista, ma per la sua attività venne arrestato il 19 gennaio 1976. Subì torture disumane e rimase in prigione fino al 1984 nonostante il peggioramento delle sue condizioni di salute che lo resero totalmente cieco.

Presidente dei metalmeccanici di tutto il mondo. Durante quel periodo venne eletto Presidente onorario dell’International Union of Metal, ovvero Presidente dei lavoratori metalmeccanici di tutto il Mondo. Per la sua liberazione si mobilitarono oltre ai sindacati anche le principali organizzazioni umanitarie internazionali ed anche in Molise come testimonia l’allora Segretario Generale CGIL Mauro Paci si tennero manifestazioni ed iniziative per farlo liberare. Gli eventi più importanti della sua vicenda sono state inserite a perenne memoria nel Museo Nazionale di Montevideo e ricordate nel Museo de los detenidos – desaparecidos. All’uscita dal carcere riprese il suo impegno che condusse fino all’ultimo giorno della sua vita il 26 maggio 1997 in difesa dei lavoratori e della libertà.

A Rosario Pietraroia è intitolata la sede nazionale dei lavoratori metallurgici dell’Uruguay a Montevideo ed uno dei suoi collaboratori Marcelo Abdala è oggi il Segretario Generale della PIT-CNT l’equivalente della CGIL. In Molise ad eccezione degli anni di mobilitazione internazionale per la sua liberazione non ci sono state occasioni per conoscere l’opera di una figura di tale rilievo storico assunto a emblema a livello mondiale.

Michele PETRAROIA

P.S. – Altosannio vuole contribuire a che la memoria di questo eccezionale nostro conterraneo non vada perduta. (Enzo C. Delli Quadri)

1 COMMENTO

  1. Giusto far menzione di persone che si sono distinte per una causa importante: alla loro opera il nostro plauso .. e grazie ad Altosannio di averne fatto memoria.

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