Rolly Marchi, l’ideatore del trofeo Topolino, domani compie 93 anni

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 Di Ugo Del Castello

Rolly Marchi

Domani un carissimo amico, una montagna d’uomo, la montagna italiana vivente, Rolly Marchi, compie 93 anni.

Per chi non lo sapesse o non ricorda chi sia è presto detto: Non potete non ricordare l’uomo col cappello da cow boy che scriveva e appariva su TOPOLINO. E’ stato l’ideatore del Trofeo Topolino, la competizione giovanile di sci dalla quale sono usciti sciatori come Marc Girardelli e Alberto Tomba.

Rolly è stato uno scrittore, uno scrittore della montagna. Un giornalista sopraffino, che ha partecipato con la sua penna a tutte le Olimpiadi dal dopo guerra a quelle di Torino del 2006. Il papà lo portò a 15 anni vedere le Olimpiadi di Hitler nel 1936, quando il dittatore si dovette inchinare davanti al velocista negro dorato a quattro strati Jesse Owens.

Rolly ha pubblicato per tanti anni la bella rivista LA BUONA NEVE che questa primavera non è uscita, perché il peso degli anni è sceso totalmente sul suo possente fisico. Rolly, Rolly, Rolly, ma quante cose hai fatto Rolly? Sei stato lo speaker ufficiale delle Olimpiadi di Cortina del 1956. Hai ideato all’età di 82 anni, in occasione del 50° della scalata del K2 un museo ai piedi di quella montagna. E io ti conobbi in occasione della presentazione di quell’evento sul Gran Sasso. Non dimenticherò mai quel giorno passato accanto a te. Ma tu hai scritto anche per me, sulla buona neve per i miei piccolissimi lavori di ricerca e scrittura sulle nevi roccolane. E poi ho avuto l’onore della presentazione del libro dei 100’anni di sci di quaggiù, di Roccaraso.

Caro Rolly, ti confesso che ho un solo rimpianto: quello di non averti potuto vedere scoprire ai piedi della Direttissima di Montepratello la lapide in ricordo e onore del caro amico Leo Gasperl. Lo scrivesti in quella presentazione, pensando tra l’altro di non esserci se il buon Dio ti avesse rapito ed invece tu ci saresti stato se solo un manipolo di sciagurati avesse avuto quello spirito puro di montanari che tu ami tanto. Ma le belle cose al mondo sono di altri uomini, di uomini che hanno una sensibilità invisibile, quella che spesso si confonde dietro spiriti rudi… all’apparenza. Quello spirito che aleggia nei tuoi racconti, che io ho letto e dei quali sono innamorato. Ma come si può far capire a questa gente che: “Se non ci fosse l’amore”… il mondo sarebbe come lo vedono loro, con gli occhi della stupidità.

Il 31 maggio su queste montagne, a Pescocostanzo, si onora la Madonna del Colle. Una piccola e bella statua secolare in legno. La Madonna ti accompagni per il resto della vita.
P.S.

(“Se non ci fosse l’amore” è il titolo di uno dei tanti libri di Rolly)

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Ed ecco Rolly con la sua collaboratrice più preziosa Beba Maria Roberta Schranz. Atleta della nazionale italiana negli anni a cavallo tra il '60 e il '70.

 

Ed eccoci sul Gran Sasso, è il 18 settembre 2003. Con noi c'è lo scalatore Marco Forcatura.

 

Leo, il grande Leo Gasperl che visse gli ultimi decenni della sua vita sulle nostre montagne

 

La direttissima di Montepratello in occasione dei Campionati Mondiali juniores...

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