Roio del Sangro

1
1072

roio del Sangro e la majella

Comune  della  Provincia di  Chieti in  Abruzzo.  Negli Negli anni la sua popolazione è scesa, da  un massimo di 1.251 abitanti,  agli attuali 111.

Dati amministrativi
Regione     Abruzzo
Provincia     Chieti

Territorio
Altitudine     840 m s.l.m.
Superficie     11 km²
Abitanti     111 (31-12-2010)
Densità     10,09 ab./km²
Comuni confinanti     Monteferrante, Rosello, Villa Santa Maria

Altre informazioni
Nome abitanti     roiesi
Patrono     san Filippo Neri
Giorno festivo     12 luglio

 

Storia
Il nucleo originario è oscuro, ma c’è qualcuno che ipotizza che la località Vicenne derivi il nome da vicus.
Un documento dattiloscritto parla di mura romane e di un tempio di Marte.
Varie ipotesi fantasiose popolari fanno derivare il nome dallo spagnolo rojo cioè rosso per via di una invasione di formiche rosse nel XVII secolo, oppure da rojo de sangre ovverosia rosso di sangue per via di un’invasione di briganti o altri popoli, documenti preesistenti attestano l’inattendibilità di queste, se si può dire, assurde ipotesi.
In alcuni documenti (del 1595) viene chiamata come Royo, nome con cui viene citato per la prima volta nel 1309, nome derivante da Rodium, derivante forse da Podium, infatti in taluni documenti viene chiamato Podium cum Rogitello, poi diventato Rodium cum Rogitello (in altre parole Roio e il piccolo Roio che starebbe ad indicare che nella zona vi erano 2 centri abitati con lo stesso nome).

roio_del_sangro1

Monumenti e luoghi d’interesse
La chiesa di Santa Maria Maggiore con interno barocco e, sopra l’altare, una lunetta con un affresco rappresentante la Madonna fra santi. Nell’interno vi è sepolto il feudatario Giulio Caracciolo. La chiesa è stata presumibilmente frutto di una ricostruzione di una chiesa dedicata a Sant’Angelo e San Giovanni di Rodi o di un ampliamendo dell’Ottocoento ma mancano dati certi; tuttavia, su un architrave del portale laterale vi è una data: 1832. L’esterno è stato intonacato di recente, eccetto la parte della navata che dà sulla piazza. L’interno è basilicale a 3 navate ed abside quadrata. L’architrave forma un intradosso. Il campanile si trova in fondo alla navata. Vi è un quadro di Ferdinando Palmerio di Guardiagrele risalente al 1864 e raffigurante l’Assunta fra angeli e santi.
La chiesa di San Nicola di Bari, risalente al 1500, ma una data iscritta sul portale indica come data il 1790, ma nessun elemento conservato può definire con certezza l’epoca reale di costruzione ed aggiunte successive[4], in stile romanico-rurale.    L’interno è a navata unica con abside rettangolare. Attualmente ne restano ruderi del perimetro della chiesa. Comunque doveva essere un edificio di piccole dimensioni realizzato in ciottoli spaccati e in bozze di pietra irregolari. Il coronamento non è identificabile dalle poche tracce. Dai muri, forse un tempo intonacati, spicca il portale dai stipiti in pietra addossato a paraste doriche a struttura rettangolare che sorreggono una trabeazione ad arco a sesto ribassato. Sopra vi sono delle volute ed una modanatura mistilinea che incorniciano un’iscrizione dedicatoria.

Tradizioni
Per la sua lunga tradizione culinaria è considerato patria dei cuochi. All’entrata del paese è infatti presente un monumento dedicato al cuoco. Altre tradizioni importanti sono rappresentate dalle feste e sagre estive che attraggono nel paese numerose persone da tutta Italia vista la loro discendenza con il paesino. È noto infatti come l’emigrazione dei numerosi e ottimi cuochi provenienti da Roio in tutto il mondo abbia formato una grande comunità che ama ritrovarsi nei periodi festivi. Le feste principali sono le processioni di San Filippo Neri e San Rocco il 12 e il 13 di agosto, la sagra del cinghiale porchettato il 7 di agosto, la tradizionale processione del venerdì santo.

Personalità legate a Roio del Sangro
Pierino Mastroluco: Plasticista
Don Domenico Galluppi: Docente universitario, letterato ed insigne oratore
Domenico Pellegrini: Giurista
Antonio Ernesto Pellegrini: Scultore e modellatore
Gaetano De Lucia: Poeta e Letterato
Fernando Galluppi: Medico Umanista
Gennaro Ursino: musicista

 

_______________________

Fonte: Wikipedia

[divider]

Musica: . Ludovico Einaudi – Time Lapse
Editing:
Enzo C. Delli Quadri

[divider]

 

1 COMMENTO

  1. Bella ricostruzione.
    Da ragazzo, avevo letto in un libro, che il fiume Sangro, forse era stato chiamato in questo modo perché, per alcune particolarità, forse dovute a sassolini rossi, o forse ad alghe rosse, o forse a condizione di luce particolare, sembrava che le acque si tingessero di rosso. Altra ipotesi riportata era che, in seguito ad una antica battaglia; il sangue dei feriti avevano tinto di rosso le acque. …
    A Fraine, nel passato si tessevano in casa i “panni” di lana, che in tessitura venivano abbelliti con una specie di “greche quadrettate” con tessuto di lana scura, marrone. Questi panni una volta tagliati a dimensioni idonee, per coprirsi come scialli o copertine, o per coprire le culle e/o avvolgere i bambini, quest che chiamavano “LI FASCIATURe”, prima di essere messi in uso, venivano tinti con le radici di una pianta erbacea, chiamata “LA RU’IJA” oppure chiamata anche “LA RU’IJe”.
    Le radici di “rùija” venivano raccolti nei terreni esposti al sole,vicino Fraine, venivano lavate con acqua fredda, forse venivano fatti asciugare o seccare al sole, venivano sminuzzati e fatti bollire. L’acqua bollente scioglieva e si colorava di un pigmento di colore rosso. in questo bagno, quando diventava tiepido o quasi freddo , venivano immerse e tenute a bagno queste stoffe che rimanevano morbide, ma colorate di un bel colore rosso.
    Per indicare Roio Del Sangro a Fraine si dice: “LU RU’IJe”.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here