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Riunificazione tra Abruzzo e Molise?

di Lucia di Stefano

E’ da un po’ che si sta parlando di una riunificazione del Molise con l’Abruzzo, in seguito alla proposta del consigliere regionale abruzzese, Paolo Palomba, proposta che comunque era girata già nell’aria nei mesi scorsi, fatta dall’associazione Majella Madre e appoggiata da un ex presidente del consiglio regionale abruzzese, Tagliente e da un consigliere regionale molisano, Petraroia.

I nostri politici molisani (tranne alcuni che si contano sulle dita di una mano)  hanno espresso un no categorico, dicendo che si deve difendere “la nostra autonomia”… Non siamo sicuri che il loro concetto di autonomia non si identifichi col difendere concretamente le loro poltrone…visto che in caso di riunificazione con l’Abruzzo alcune cadrebbero!

Ma perché c’è stata la divisione tra Abruzzo e Molise?

La motivazione più seria era la lontananza dal capoluogo (L’Aquila), arroccata tra i massicci e faticosa da raggiungere ancora oggi per la maggior parte degli abruzzesi. Ancora adesso per raggiungerla da Campobasso si impiega più tempo che per raggiungere Roma.

L’iter fu lungo, anche perché la Costituzione prevedeva  il minimo di un milione di abitanti per costituire una regione. Ma alla fine nel 1957 il Parlamento emanò una legge costituzionale ad hoc che diminuì tale numero, apposta per far sì che il Molise nel 1963 divenisse autonomo…  nonostante l’opposizione di eminenti costituzionalisti, i quali non volevano assolutamente regioni che – nel tempo – avrebbero avuto difficoltà a mostrarsi autosufficienti sul piano politico-economico.

Certo nei primi anni ’60 c’era il boom economico, c’era un Governo che finanziava tutto e tutti anche se andavano in rosso. Sembrò davvero un bel colpo potersi costituire in regione e ricevere direttamente una piccola torta intera senza spartirla con i fratelli Abruzzesi, ed accusarli a posteriori di essere stati dei fratellastri egoisti (ma quanti anziani molisani che conosco lo negano completamente!). Cos’ arrivarono uffici amministrativi, finanziamenti per il solo per il Molise…non si può negare che per tanti fu una manna…

Ma in questi anni di autonomia  il Molise non è stato in grado di gestirsi in modo veramente autonomo, visto che ha sempre dovuto sostenersi con finanziamenti provenienti da altre zone; non è stata in grado di svilupparsi, è mancata, e tuttora manca, una politica capace di stimolare la produttività locale. La classe dirigente – salvo poche eccezioni – ha preteso di amministrare il potere su base clientelare, creando posti di lavoro improduttivi… che stanno comunque per sparire a poco a poco, sotto la mannaia della crisi mondiale, giunta a portare i nodi al pettine. Come ha scritto La Stampa: “La cuccagna è finita”. Non si sono incoraggiate le grandi e medie imprese affinché venissero ad installare le loro fabbriche qui in Molise. Si ricordi ad esempio la Sevel, la grande fabbrica di livello nazionale e anche europeo che voleva installarsi in Molise e che ricevette il no del sindaco del comune dove doveva sorgere lo stabilimento perché “si rovinava il paesaggio”… un paesaggio che poi non è stato  mai valorizzato neanche da un punto di vista turistico. Al posto del colosso Fiat PSA sono sorte piccole aziende che hanno poi comunque chiuso.

Quanto a migliorare la viabilità delle strade, si parla tanto della Termoli San Vittore, ma viene messo un tassello ogni 10 anni per la sua costruzione… che risulterebbe assai poco necessaria se solo si fosse pensato ad allargare il già esistente traforo del Matese (ci passa l’acquedotto) e renderlo rotabile.

Il Molise in questi anni ha vissuto da regione “mantenuta”, basandosi esclusivamente sui soldi che ci invia(va) il Governo e l’Europa… soldi ormai utili solo per mantenere il Consiglio Regionale con tutte le “spese pazze” annesse e connesse, per le due province (il Molise ha 320.000 abitanti e 2 province: a Roma pensano in tanti che siano troppe per il territorio!).  E per lo sviluppo non resta nulla. Ci sembra icastica l’immagine usata tempo fa in un’ intervista da Sergio Sammartino:  l’apparato regionale e provinciale del Molise è come un asino che trasporta solo la biada che mangia lui stesso.

Ma  quali sarebbero i vantaggi della riunificazione?

Riduzione dei costi politici con un solo consiglio regionale e un solo presidente di regione, meno auto blu. Questo comporterebbe un miglioramento dei servizi e la possibilità dell’annullamento del deficit sanitario delle due regioni, soprattutto quello del Molise che è enorme a causa di una mala gestione sanitaria.

Maggiori fondi , ad esempio, per lo sviluppo della ricerca scientifica e tecnologica,  per la Neuromed (centro neurologico riconosciuto come uno dei migliori a livello europeo e a rischio chiusura), la Cattolica, per  il centro Automotive della Val di Sangro (dove si trova la più grande fabbrica italiana ed europea del settore dei veicoli commerciali insieme al colosso giapponese delle moto).

La creazione di un complesso sistema di porti tra Ortona e Termoli (che svilupperebbe finalmente il porto di quest’ultima creando il famoso interporto di cui da tanto si parla) connesso a quella che sarebbe la più potente regione di transito tra l’Est Europa e il Tirreno.

La maggior valorizzazione di un complesso patrimonio turistico, oggi soffocato da una piccola regione che non riesce a stanziare neppure due soldi per la pubblicità sulle riviste del settore.

E se restiamo così?

Continuerà lo sperpero dei soldi di noi cittadini abruzzesi e molisani a discapito dei servizi che a noi spettano, vedremo il Molise sempre più isolato e arretrato, tra gli eterni sorrisi di una classe politica che aspira al potere solo per i suoi comodi, continuando a gratificare la cerchia degli “amici” e non consentendo lo sviluppo del Molise.

 

About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

3 commenti

  1. I politici potranno resistere ancora per poco. Con l’azione di voi giovani dovranno arrendersi all’evidenza. Continuate così!!!!

  2. osvaldo evangelista

    condivido tutto tranne il traforo del Matese dal quale si infilerebbero sempre di più i problemi della Campania.-

  3. Per le ragioni che ho più volte espresso in questa sede, mi dichiaro assolutamente favorevole alla riunificazione di Abruzzi e Molise, con l’aggiunta della Provincia di Benevento, onde si ricomponga l’identità territoriale del Sannio storico integrante gli Abruzzi. Tale regione storica è sì ricomponibile, previa abolizione delle province, cioè di quelle sovrapposizioni pseudo-amministrative, che fin dalla creazione delle regioni – così come previsto dalla Costituzione della Repubblica –  rimaste enti inutili e gravemente inconcludenti e dannosi dal punto di vista del contenimento della spesa pubblica e dell’efficienza amministrativa.  Tale riforma, o se volete ritorno all’antica realtà identitaria preunitaria, si pone – per la razionalizzazione e ottimizzazione delle risorse e dunque  il miglioramento della qualità della vita dei cittadini – in assoluta coerenza con la ristrutturazione federale della Repubblica  e la sua articolazione in macroregioni storiche, città metropolitane e comuni.

    Fernando Crociani Baglioni

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