Risotto al luppolo selvatico

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di Luciano Pellegrini

Il luppolo selvatico è una pianta spontanea conosciuta come “asparago selvatico”, per la somiglianza nella forma con l’asparago, dal gusto un po’ amarognolo. È stato raccolto nell’oasi del Lago di Serranella in provincia di Chieti, luogo ideale per il luppolo, che predilige ambienti freschi e cresce spontaneamente sulle rive dei corsi d’acqua, lungo le siepi, ai margini dei boschi. Il luppolo è il principale ingrediente per la produzione della birra, per la quale si utilizzano solo i fiori delle piante femminili, e ha queste proprietà: è un conservante naturale, grazie alle sue caratteristiche antibatteriche; è utile nella chiarificazione della birra e stabilizza la schiuma, oltre a conferire alla bevanda il suo tipico sapore amaro e il suo caratteristico aroma.

Ha diverse altre proprietà curative ed effetti benefici sull’organismo. Oltre che come calmante, sedativo e riduce lo stress, viene utilizzato come rimedio naturale per le sue proprietà digestive. Stimola la produzione di succhi gastrici e come rimedio è considerato utile per la gastrite, soprattutto quando si tratta di gastrite di origine nervosa. Inoltre il luppolo è un rimedio naturale che stimola l’appetito. Ostacola la proliferazione delle cellule tumorali che coinvolgono seno e prostata. Nella cucina si usa per fare ricette gustose, la frittata, i luppoli lessati o ripassati in padella, o il risotto:

  • Ingredienti

Riso Carpise o Carnaroli (400 g.);
Brodo vegetale (1 l.);
Luppolo selvatico (300 g.);
Vino bianco (1/2 bicchiere);
Scalogno;
Olio extravergine di oliva;
Parmigiano Reggiano.

  • Preparazione

Lavare il luppolo selvatico utilizzando le cime, perché più tenere. La parte inferiore del gambo serve per lessarla e per preparare altre ricette. In una pentola antiaderente versare l’olio di oliva, aggiungere lo scalogno e il luppolo. Coprire e far stufare per 5 minuti. Versare il riso e farlo tostare sfumandolo con il vino bianco, poi iniziare ad aggiungere il brodo, sino a fine cottura, mescolando di tanto in tanto.

Il tempo di cottura del riso dipende dalla qualità, all’incirca 13-14 minuti. Ora c’è la parte più importante del risotto: la mantecatura per la cremosità. Togliere dal fuoco la pentola e far riposare il riso con il coperchio per 2-3 minuti.

Uno chef mi ha dato questo suggerimento… Non usare per la mantecatura il burro, perché si ottiene dall’amido del riso. Quando si toglie la pentola dal fuoco, si crea la crema naturalmente!

E il vino? Il Montepulciano d’Abruzzo bianco.

Editing: Francesco Mendozzi
Copyright: escursionimontane.altervista.org

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