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R’emigrante

Poesia di  Bruno Marinelli [1] 

r'emigrante

L’emigrante

Quella faccia tua, quegli occhi neri,
e quella fontanella che cantava
mentre io aspettavo che arrivassi tu:
Il treno corre, corre e s’allontana,
chissà ora quando lo rivedrò più.
E impilzate sopra alla montagna
le casette dove quando fa giorno
senti l’odor di pane appena fatto,
dove la vita passa a “burrare” sangue,
dove chi è più ricco non ha niente.
E quella vecchia che mi ha detto: “Figlio!”
piangendo come piange un bambino,
“non far che non torni più”.
Il treno corre, corre e s’allontana,
chissà ora quando lo rivedrò più.


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[1] Bruno Marinelli, molisano di Rionero Sannitico, costretto ad abbandonare gli studi universitari per dedicarsi al lavoro in banca, ha operato nel sindacato, senza mai abbandonare la sua passione per la poesia dialettale.   

Editing: Enzo C. Delli Quadri
Copyright Altosannio Magazine

 

 

About Bruno Marinelli

Bruno Marinelli, molisano di Rionero Sannitico, costretto ad abbandonare gli studi universitari per dedicarsi al lavoro in banca, ha operato nel sindacato, senza mai abbandonare la sua passione per la poesia dialettale.

4 commenti

  1. Versi nostalgici e pieni di sentimento: bellissima la chiosa.

  2. assunta cacciavillani

    struggente a musica, bellissimi i versi. grazie

  3. Enea Di Ianni

    Bella poesia, con una vena di melanconia che suscita tenerezza e voglia struggente di accompagnarla con un canto corale. Priovo a musicarla. Se mi riesce ve lo comunicherò e ne farò dono all’autore dei versi.

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