R’ Caccavesch – Le bacche di rosa canina

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di Flora Delli Quadri [1]
16 aprile 2015

rosa singola

Per quanto brutto e ubriacone, Bacco era pur sempre un dio, quindi aveva difetti terreni e virtù divine. Se voleva una donna andava per le spicce, come tutti gli dei del resto. Un giorno vide una bella ninfa e, come suo solito, tentò di sedurla.
ninfabacco Poverine queste ninfe, sempre li a lottare con paraninfi e dèi concupiscenti, che non si facevano scrupolo alcuno. Fosse stato almeno bello Bacco. Macché!
Era brutto e puzzava di vino. Lei allora, terrorizzata, fuggì. Correndo, inciampò in un cespuglio e cadde, tentò di rialzarsi ma cadde di nuovo, si rialzò, ma, ahimé, il dio la raggiunse.
Consumato l’atto, Bacco, tronfio e soddisfatto per l’impresa, non si peritò di ringraziare la ninfa, anzi! Fece una cosa ben più munifica: volle mostrare riconoscenza al cespuglio e lo trasformò in un rosaio.
Nacque così un cespuglio bellissimo, con fiori dello stesso colore delle guance della ninfa, delicatissimi e fragili, proprio come la ninfa sacrificatasi per regalarci uno dei più bei cespugli delle nostre siepi: la Rosa Canina.
rosa canina
Cosa c’entri l’aggettivo Canina con la ninfa è presto detto. Fu Plinio il Vecchio a diffondere la credenza che la radice di questa pianta fosse un utile rimedio contro la rabbia trasmessa dai morsi dei cani. Linneo, quando dovette scegliere un nome, tra “canina” e “ninfea”, scelse il primo, destinando il secondo a tutt’altra pianta!.
Noi dal canto nostro siamo grati al cespuglio per averci dato una delle più belle e decorative piante, ricche di fascino e di semplicità, “rubate” ai boschi e alle foreste… In primavera quando fiorisce la si individua senza problemi. Basta prestare attenzione ai suoi fiori: sono a 5 petali e variano da un rosa tenue ad un bel rosa vivace, o ad un rosso.

rosa rossa

Ma la particolarità più interessante di questa pianta sono i frutti battezzati con un nome alquanto strano: i cinorrodonti (o cinorrodi).
Non c’è bambino o bambina che non si sia lasciata attrarre da queste bacche rosse, invitanti come una caramella.
Nei vari dialetti i cinorrodonti hanno mille nomi: grattacù, pizzacui, stupaculi al nord; qui da noi coralline, caschavell, caccavesch. Fedeli alla nostra infanzia, noi preferiamo chiamarli caccavesch.

bacche

Nei miei ricordi di bambina, da settembre in poi costituivano uno dei giocattoli preferiti poiché a portata di mano, facilmente raggiungibili da una mano di bimba.
Ci facevamo collane per le bambole ma anche per noi; diventavano all’occorrenza confetti o caramelle finte; ci illudevamo di poterci fare il rossetto; abbiamo provato ad assaggiarli per poi sputarli subito dopo perché poco polposi e con l’interno pieno di peli. Ignoravamo, da bambini, di trovarci di fronte ad una delle piante più ricche di virtù salutari, molto amata e apprezzata sin dall’antichità.

LA ROSA CANINA TRA MITOLOGIA E STORIA
La Rosa Canina ha da sempre ispirato miti e leggende. Oltre a Bacco, anche la sua collega Venere, per non essere da meno, ebbe a che fare con la nostra rosa. Essa, infatti, nacque dal mare insieme ad un cespuglio di rose bianche fiorite per mano degli dei; quando una spina le punse il piede, il sangue colorò di rosso i petali. Per questo esiste anche la varietà coi fiori rossi.
Lasciando la mitologia per la scienza, si è ritenuto in passato che la pianta fosse originaria dell’oriente e che fossero stati i crociati di Tebaldo di Champagne e Roberto de Brie ad introdurla in Francia dove venne coltivata. I giardinieri, poi, ne avrebbero fatto derivare le tre più belle specie esistenti: la Rosa Centifolia, la Rosa Bianca e la Rosa Damascena.
In realtà essa è una pianta antichissima, nata più di quaranta milioni di anni fa. Datano a quel tempo infatti i reperti fossili di questo fiore ritrovati nel Colorado e nell´Oregon. Un fiore quindi molto resistente, che ha passato indenne secoli e secoli, differenziandosi in varie specie. E’ diffusa un po’ ovunque fino ai 1500 m di altitudine sul livello del mare. 

Ricchissime di vitamina C (100 g di cinorrodonti contengono la stessa quantitàdi vitamina C di 1 kg di agrumi), durante la seconda guerra mondiale le sue bacche furono usate dagli inglesi per i loro bambini, in sostituzione degli agrumi. Alla fine della guerra il raccolto annuale era di circa 450 tonnellate e la raccolta continuò fino agli anni ’50.

ROSA CANINA E SALUTE
Tutte le parti della pianta possono essere impiegate e proprio perché ricca di vitamina C sono efficaci nel rafforzare le difese dell’organismo contro le infezioni e particolarmente contro il comune raffreddore

La parte più importante della pianta è senz’altro il frutto. Se un’arancia contiene mediamente 50mg/etto di acido ascorbico (vitamina C) le nostre preziose bacche ne possiedono addirittura 2250mg/etto.

È dunque la sorgente naturale più ricca di vitamina C.
Ma sono anche altri i principi attivi che si trovano nei suoi frutti: tannini, pectine, carotenoidi e soprattutto bioflavonoidi, pigmenti naturali dall’importante azione antiossidante.
Secondo il premio Nobel Linus Pauling, assunta in forti dosi previene e combatte, in caso di malattia, la crescita cancerogena.

ROSA CANINA E BELLEZZA
La rosa canina contiene il beta-carotene o provitamina A (antiossidante, antiradicali liberi) vivamente raccomandato a chi vuole prevenire rughe, invecchiamento della pelle, eritemi solari.
Per utilizzarli si prendono i semi, si tagliano, si svuotano con cura e si lavano accuratamente per eliminare i piccoli peli aguzzi che pungono la pelle, poi si omogeneizzano frullandoli e si usano come una maschera schiarente, levigante e tonificante.
Per immergersi in un bagno altamente tonificante preparare un decotto con 50 g di bacche, filtrarlo, lasciarlo raffreddare, aggiungere 3 cucchiai di bicarbonato e 3 di sale, quindi versare nella vasca da bagno e restare immersi per una decina di minuti.
Il periodo migliore per coglierli è l’inverno quando, dopo le prime gelate, la consistenza diventa più morbida ed è anche più facile staccarli dal cespuglio e aprirli.

ROSA CANINA E CUCINA
Si usano per fare tisane, decotti, marmellate, gelatine, liquori e per aromatizzare grappe

Tisane e decotti
Si schiacciano i frutti secchi in un mortaio nella quantità che più aggrada e si mettono in infusione in acqua bollente. Questa tisana è leggermente rosata, acidula, gradevolissim

Marmellata

Lavare e pulire i frutti, cercando di scartare la maggior quantità di semi possibile e la minor quantità possibile di polpa. Da 1 chilo di frutti si passa a circa 250 g tra bucce e polpa e altri 100 g circa di semi residui che non è stato possibile togliere. Aggiungere ½ bicchiere d’acqua e mettere su fuoco basso. Lasciare cuocere per mezz’ora, poi passare il tutto al setaccio fine, eliminando così i semi. Rimettere sul fuoco. Aggiungere un altro ½ bicchiere d’acqua e 350 g di zucchero (la rosa canina è asprigna). Lasciare cuocere un’altra mezz’ora mescolando, poi invasare.

Se poi in qualche vasetto si mettono delle gocce di essenza di senape, si ottiene un’ottima mostarda per il bollito.

Liquore
Mettere 1 chilo di bacche pulite (se ci rimane qualche seme non fa niente) in ½ l di alcool a 95° e lasciarvele un mese, dopo di che filtrare bene per renderlo trasparente. Preparare uno sciroppo fatto con 1 l di acqua e 1 kg di zucchero. Per altri aromi (vaniglia, anice stellato ecc.) ognuno può aggiungere quelli che preferisce. A freddo, unire all’alcool, imbottigliare e bere dopo tre mesi. (da http://www.coquinaria.it/forum/showthread.php?115365-La-rosa-canina-utilizzo)

Grappa
Ingredienti:
1 l di grappa secca
una manciata di bacche
Pulire le bacche della rosa canina eliminando la sottile buccia che le ricopre e mettere la polpa a macerare con la grappa in un contenitore a chiusura ermetica. Lasciare macerare così per 3 settimane a temperatura ambiente, agitando di tanto in tanto il contenitore, poi filtrare ed imbottigliare. Aspettare tre mesi prima di gustare la grappa.

Altro
Non è un’operazione facile svuotare i frutti dai semi e togliere i peletti che vi sono all’interno. Per chi volesse cimentarsi, nella pagina indicata dal link che segue è spiegato, passo passo, il procedimento per raccoglierli, pulirli e fare una marmellata, talmente rossa da sembrare salsa di pomodoro.
http://naturalmente.forumotion.net/t982-marmellata-di-rosa-canina

 

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[1] Flora Delli Quadri Molisana di Agnone (IS), prof.ssa di Matematica in pensione. Si occupa di cultura e politica; pur risiedendo altrove, ha conservato intatto l’amore per il suo paese d’origine che coltiva in forma attiva.

Copyright Altosannio Magazine
Editing: Flora Delli Quadri

 

3 Commenti

  1. Un vero trattato, un puro medicamento, una rara leccornia, di tutto di più. Grazie Flora, mai il tuo nome fu più azzeccato.

  2. Vario poliedrico articolo, preciso e puntuale! sia una fantasia inventata da te sig.ra Flora o una leggenda accreditata io questa non la conoscevo e l’ho appresa con piacere. Sono pieni i boschi di bei cespugli di “rose de fratte”: colorano il verde con pennellate tenui e rosse ed attirano poi lo sguardo ancor più quando maturano le bacche…. che danno veramente un’ottima marmellata – provata solo xché la vicina di casa ha avuto la pazienza di farla! al mio paese però la CACCAVESCH era una pallina –come quelle di ping pong,ca 2 cm di diametro- che una zia talvolta mi riportava dalla campagna, leggerissima, di legno e ci giocavo con mia sorella… Erano queste palline forse le galle delle querce!? la descrizione, le ricette, fanno si che l’articolo essendo trasversale può essere collocato tra i racconti o i miti, oppure in cucina, e certo magnificamente bene anche nel settore della flora.

    • Grazie, sei sempre molto gentile e con i tuoi commenti trasmetti un entusiasmo e una voglia di vivere fuori del comune.
      Sì, le galle delle querce sono delle palline cave che qui da noi chiamiamo “caccavalle”

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