Quando sfumeranno i vermigli (le gelide lacrime di maja)

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Poesia di Duilio Martino [1]

Majella Orientale
Majella Orientale

Le gelide lacrime di  Maja

Crudele questa vita
stava per scivolarmi fra le dita
e forse fu fortuna
nascere tra quest’aspre zolle
strappate ai pruni…

su questa terra che tu dici maledetta
fu sudore in copiosi rivoli
un rotolarci sin da quando frugoli
per non morir di fame e freddo
– disse ancora mio padre –

fu il taglio ombelicale veloce
a nominarmi padre e madre già a diecianni
sputai quell’astio atroce
e lacrime effimere e precoci
mi risparmiarono eccessivi danni
forgiando un lesto divenire
e sin d’allora d’un adulto vestii panni

per sopravvivere
non fu nemmeno necessario
difendermi da belva sanguinaria
denominata mal di vivere

a te invece figliolo
non tocca stessa sorte mia
dovrai sudare per tenerla a bada la bestia
se non vorrai finire sbranato dall’arpia
d’anima tua ingrata e molesta

l’avvertirai ti dico
sentirai il suo rugghiare
quando scarseggia il cibo
quando sfumati i bei vermigli
la bora affonderà nella membra
i suoi pungenti artigli

non esitare allora
ad imbrattarti di fango
colma le rughe con quest’oro
– è terra nostra –
sii uomo ed abdiga al tuo rango

sangue e carni dovrai ritemprare
nelle gelide lacrime di Maja
per ancora potere bramare vita gaia
al tepor d’un sconcio vecchio focolare

_________________________________
[1] Duilio Martino, Abruzzese di Fraine (CH), ha sempre coltivato la passione per la sua terra di origine e per l’arte, in primis la poesia, alla quale ha dedicato una fetta importante della sua vita.

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