Progetto Almosava-Altosannio cos’era, cos’è

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di Enzo Carmine Delli Quadri

Alcuni amici mi chiedono di non soprassedere nel portare avanti il progetto almosava-altosannio, progetto iniziato nel 2010 e riguardante il territorio dell’ Alto Molise, Alto-Medio Sangro e Alto Vastese, così come evidenziato nella cartina.

Almosava-Altosannio, cos’era!

L’Almosava-Altosannio fu terra d’origine della Gente Sannita e di formazione della Diocesi di Trivento, diede natali a San Francesco Caracciolo, Benedetto Croce filosofo, Teofilo Patini pittore, Baldassarre Labanca filosofo e storico, Libero Serafini intellettuale e politico, Silvio Spaventa politico e patriota, Nino Caffè pittore, Eldo Di Lazzaro musicista e tantissimi altri illustri personaggi. La “sciagurata politica della Provvidenza” degli anni 70-90 del secolo scorso creò, dal nulla e senza fondamento economico, Regioni (tra cui il Molise), salvò e incrementò Provincie (tra cui Isernia), istituì un troppo generoso sistema sanitario nazionale fonte di sprechi inimmaginabili, concesse pensioni che non avevano un supporto finanziario adeguato ma rinviavano alle prestazioni delle future generazioni (fregate), istituì pensioni di invalidità “economiche” motivandole come “infortunistiche”, attivò appalti spesso inutili e costosi. Grazie a questa politica sciagurata che le generazioni giovanili stanno già pagando, Il territorio dell’ almosava-altosannio, fu smembrato e sottoposto a 2 Regioni e 4 Provincie e, da terra orgogliosamente autonoma e fortemente produttiva diventò, pian piano, terra assistita e soggetta, quindi, alle difficoltà dello Stato Italiano e alle bufere finanziarie nazionali e internazionali. Per effetto di quella politica, di cui è inutile cercare di appurare se fu adottata in buona o mala fede, perché parlarne divide, il territorio ha subìto conseguenze pesantissime, sconosciute ai più [si veda la nota 1].

Nel 2010 si presentò un’occasione d’oro: fu emanata la legge 122 del 2010. Ecco cosa diceva quella legge, “le funzioni fondamentali dei comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti vanno esercitate obbligatoriamente in forma associata, attraverso convenzione o unione dei comuni stessi” [si veda la nota 2].

I 63 piccoli comuni [si veda la nota 3]  di confine di montagna dell’ Alto Molise Sangro Vastese  di cui, oggi, sol uno ha più di 5.000 abitanti, avevano l’opportunità di liberarsi dal giogo di 4 province (l’AQ CB CH IS) che, nei decenni successivi alla divisione delle due regioni Abruzzo e Molise, avvenuta nel 1963,  hanno fatto strame dei loro territori, dei loro patrimoni e delle loro risorse umane, e di traguardare tre obiettivi: Obiettivo di fiscalità agevolata e di una burocrazia zero [si veda la nota 4] Obiettivo programmatico di conflittualità territoriale[si veda la nota 5] e Obiettivo programmatico interno [si veda la nota 6].

Almosava-Altosannio, cos’è!

Purtroppo, dopo il 2010, sono intervenuti due fenomeni che hanno letteralmente stracciato ogni probabilità di successo del progetto Almosava-Altosannio, originariamente pensato.

  1. Quello che, stando alla legge del 2010, doveva esse un obbligo alla Unione dei Piccoli Comuni, è stato, anno dopo anno, procrastinato, per le forti pressioni dei vari campanilismi chiusi a ogni innovazione che eliminasse privilegi e prebende. Conseguenza: solo poche centinaia di Comuni si sono uniti per lo più nell’ambito della stessa Provincia e per lo più nel Nord Italia.  Ancor più basso è il numero dei Comuni che hanno proposto la Fusione. Anche qui, nella stessa Provincia e i più al Nord. In Abruzzo i comuni interessati sono stati solo 13; nel Molise, nessuno. [si veda la nota 7]. Alla faccia della riduzione degli sprechi.
  2. La riforma Costituzionale dell’Ordinamento dello Stato, approvata dal Parlamento e proposta al popolo italiano attraverso il referendum del 4 dicembre 2016, è stata bocciata!! Conseguenza: sono state rivitalizzate Regioni e Province che la riforma ridimensionava  o, addirittura eliminava, rispettivamente. Alla faccia della riduzione degli sprechi.

Oggi, del progetto Almosava-Altosannio, da una parte, resta l’idea di base che andrebbe, comunque, perseguita, per il bene del territorio, ma occorreranno anni prima che la classe politica nazionale e locale riprendano il percorso virtuoso che campanilismi e il no al referendum del 2016 hanno violentemente interrotto; dall’altra, restano la Storia e la Cultura Popolare del nostro territorio, risorse che nessun piccolo politico potrà mai cancellare o eliminare. Esse sono ben conservate, a favore delle future generazioni, nel sito www.altosannio.it, e sono giornalmente discusse sul gruppo facebook “altosannio-almosava”.


[1] Conseguenze pesantissime, per l’Altosannio, della sciagurata politica della Provvidenza degli anni 70-90

  • Spopolamento: si è passati da 161.000 residenti degli anni 40-50, agli attuali 61.000. Differenza 100.000 abitanti, per la maggior parte giovani, con conseguente innalzamento dell’indice di vecchiaia (terra di vecchi).
  • Svalutazione del patrimonio immobiliare e fondiario: stanno andando in fumo, a valore di costruzione, 14 miliardi di euro che, a valore normale di mercato, diventano 28 miliardi di euro.
  • Disastro urbanistico:  ben 47 comuni sui 63 del territorio hanno meno di 1000 abitanti, solo 1 ne ha poco più di 5.000, gli altri 15 ne hanno poco più di 1.000.
  • Disastro morale: i vecchi si sentono soli e abbandonati e le mamme, contro natura, si augurano che i propri figli lascino questo territorio.
  • Fregatura economica: pur pagando le stesse imposte e le stesse tasse degli italiani, i cittadini almosaviani si trovano ad essere: Cornuti: meno servizi (viabilità, assistenza sanitaria, edilizia scolastica, ecc…) e Mazziati: più spese (riscaldamento, scolarizzazione, assistenza, ecc…)

[2] Le unioni di comuni sono attualmente disciplinate essenzialmente dall’art. 32 del decreto legislativo n. 267/2000 (T.U.E.L. -Testo Unico degli Enti Locali): “L’unione di comuni è l’ente locale costituito da due o più Comuni, di norma contermini, finalizzato all’esercizio associato di funzioni e servizi”7. Con l’unione si possono gestire, congiuntamente, una pluralità di funzioni comunali, al fine di migliorare i servizi ai cittadini, conseguendo sinergie funzionali stabili e flessibili e possibili evoluzioni socio-economiche e istituzionali a favore dei piccoli comuni: “Le ragioni che sono alla base della scelta legislativa e, più in generale, della spinta alla razionalizzazione della dimensione dei Comuni, sono costituite essenzialmente dalla constatazione che i piccoli municipi si limitano nella gran parte dei casi a svolgere solo le funzioni essenziali e che non sono in condizione di erogare numerosi servizi e dalla necessità di pervenire a economie di scala”. Da un’iniziale ipotesi di volontarietà si è passati a un regime di obbligatorietà secondo quanto sancito nell’ art 14, comma 28, della legge 30 luglio 2010, n. 122 (legge di conversione del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78): “Le funzioni fondamentali dei comuni, previste dall’articolo 21, comma 3, della citata legge n. 42 del 2009, sono obbligatoriamente esercitate in forma associata, attraverso convenzione o unione, da parte dei comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti. Tali funzioni sono obbligatoriamente esercitate in forma associata, attraverso convenzione o unione, da parte dei comuni, appartenenti o già appartenuti a comunità montane, con popolazione stabilita dalla legge regionale e comunque inferiore a 3.000 abitanti”, e comma 30: “La regione, nelle materie di cui all’articolo 117, commi terzo e quarto, della Costituzione, individua con propria legge, previa concertazione con i comuni interessati nell’ambito del Consiglio delle autonomie locali, la dimensione territoriale ottimale (( e omogenea per area geografica per lo svolgimento, in forma obbligatoriamente associata da parte dei comuni con dimensione territoriale inferiore a quella ottimale, )) delle funzioni fondamentali di cui all’articolo 21, comma 3, della legge 5 maggio 2009, n. 42, secondo i principi di economicità, di efficienza e di riduzione delle spese, fermo restando quanto stabilito dal comma 28 del presente articolo. Nell’ambito della normativa regionale i comuni avviano l’esercizio delle funzioni fondamentali in forma associata entro il termine indicato dalla stessa normativa. I comuni capoluogo di provincia e i comuni con un numero di abitanti superiore a 100.000 non sono obbligati all’esercizio delle funzioni in forma associata”.


[3] I  63 comuni dell’ Almosava-Altosannio (Alto Molise Sangro Vastese) 

  • I comuni dell’Alto Molise in Provincia di Isernia
    Agnone, Bagnoli del Trigno, Belmonte del Sannio, Capracotta, Carovilli, Castel del Giudice, Castelverrino,  Chiauci, Civitanova del Sannio, Forlì del Sannio, Pescolanciano, Pescopennataro, Pietrabbondante, Poggio Sannita, Rionero Sannitico, Roccasicura, San Pietro Avellana, S. Angelo del Pesco, Vastogirardi.
  • I comuni dell’Alto Sangro in Provincia de L’Aquila
    Castel Di Sangro, Alfedena, Ateleta, Barrea, Civitella Alfedena, Opi, Pescasseroli, Pescocostanzo, Rivisondoli, Rocca Pia, Roccaraso, Scontrone, Villetta Barrea.
  • I comuni dell’ Alto Medio Sangro in Provincia di Chieti
    Bomba, Borrello, Civitaluparella, Colledimezzo, Fallo, Gamberale, Montazzoli, Montebello sul Sangro, Monteferrante, Montelapiano, Montenerodomo,  Pietraferrazzana, Pizzoferrato, Quadri, Roio del Sangro, Rosello,  Villasantamaria
  • I comuni dell’ Alto Vastese in Provincia di Chieti
    Castiglione Messer Marino, Carunchio, Castelguidone, Celenza sul Trigno, Fraine, Roccaspinalveti, San Giovanni Lipioni, Palmoli, Schiavi di Abruzzo, Torrebruna,
  • I comuni dell’Alto Molise  in Provincia di Campobasso
    Trivento, Montefalcone nel Sannio, Roccavivara, Salcito.
  • TOTALE GENERALE ALMOSAVA
    Abitanti nel 1871 = 145.733;   Numero massimo raggiunto = 161.525;     Oggi = 61.087;   Kmq = 1.980,98   totale comuni  63
    Con più di 5.000 abitanti = 1
    Con più di 1.000 abitanti e meno di 5.000 = 15
    Con meno di 1.000 abitanti = 47

[4] Obiettivo di fiscalità agevolata e di una burocrazia zero: Riconoscimento dell’ ALTOSANNIO come Aggregato omogeneo dal punto di vista storico, culturale e linguistico, a rischio desertificazione demografica, patrimoniale, economica e morale, bisognoso di attenzione particolare.
[5] Obiettivo programmatico di conflittualità territoriale Costituzione di una massa critica sufficiente ad avere un importante peso specifico sul territorio delle due regioni al fine di contendere ad altre zone la distribuzione delle risorse per l’assistenza sanitaria ospedaliera e territoriale dei Distretti Sanitari abruzzesi e molisani dell’ALTOSANNIO, i Poli scolastici interregionali e interprovinciali, il Parco archeologico dell’ Alto Sannio, la Banda larga sperimentale, le Aree industriali e artigianali dell’ Alta valle del Trigno e dell’ Alta valle del Sangro, i Cantieri Stradali per una viabilità veloce tra Trivento  – Castel di Sangro – Colledimezzo, Completamento della Transcollinare Ascoli Piceno – Foggia secondo il tracciato originario, snodo Ferroviario a Castel di Sangro e potenziamento della  “Transiberiana Italiana”,  Sulmona – Carpinone, riattivazione della Tratta ferroviaria Torino del Sangro-Castel di Sangro e del“Treno della Valle, il  Polo sportivo concertato tra Roccaraso, Capracotta, Pizzoferrato, il  Museo Naturalistico dell’Alto Vastese, la commercializzazione dei prodotti locali a Km zero.
[6] Obiettivo programmatico interno Sinergie significative per supportare i Comuni nella difficile operazione di gestione comune Servizi e Funzioni quali Gestione energetica; Gestione dei rifiuti; Gestione dei Beni di proprietà dei Comuni; Gestione della polizia locale; Gestione delle funzioni di istruzione pubblica, ivi compresi i servizi per gli asili nido e quelli di assistenza scolastica e refezione, nonché l’edilizia scolastica; Gestione delle funzioni nel campo della viabilità e dei trasporti; Gestione delle funzioni riguardanti il territorio e l’ambiente, fatta eccezione per il servizio di edilizia residenziale pubblica e locale e piani di edilizia nonché’ per il servizio idrico integrato; Gestione delle funzioni del settore sociale.


[7] Proposte di Fusione di Comuni


Editing: Enzo C. Delli Quadri
Copyright: Altosannio Magazine

4 Commenti

  1. L’ALTOSANNIO ALMOSAVA è veramente “assorbente” di forze, di idee e di interessi – LO PORTI avanti già da alcuni anni, credi fermamente nella riaggregazione e dopo la lettura dell’articolo non si può che condividerne la bontà …Ed allora persisti ed insisti nel progetto; il tempo ti darà ragione!!!! Enzo Carmine Delli Quadri…sannita almosaviano doc.

  2. Se gli eterni accidiosi permangono chiusi nei loro schemi. Se questi permettono ancora a politici di turno di essere a capo di amministrazioni dove è ancora in uso il “tu dai il voto a me, io faccio qualcosa pet te” Non ci sarà buona volontà e impegno civile che possa prevalere. Io, personalmente, nutro un disprezzo estremo per tutti quei correginali che inveterati persistono nell’aggiustarsi i loro miserabili affari.Dottor Delli Quadri, il tempo ti darà comumque ragione! Forse comparirai, in un futuro di molto anteriore, sui libri di storia…

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