Primavera

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di Angiolino Iavicoli [1]

Primavera

Un sole diverso
stamane
inonda
 la terra.
Sorride il giardino.
Il sentiero ha le prode
fiorite.
Il vento che sembra
un amico, 
fresco mi sfiora
le guance.
E’ un vento
che parla.
Sussurra
parole d’amore,
di speme
e di nuova stagione.
Fa muovere
le primule gialle,
le umili viole,
nascoste tra l’erbe
novelle,
mandando profumi
nell’aria.
I mandorli e i peschi
fioriti
nei campi cantan
felici
l’eterna canzone
della vita
che e’ breve ma bella.
Danzano con note
divine
le musiche arcane
del cuore,
dell’uomo che ama
il fratello,
dell’uomo che rispetta
il creato.
Il mio occhio e’ beato.
E’ sazio di tanti colori,
di tanti profumi,
di tanta natura,
che senza chiederci
nulla
ci rende men dura
la vita.
Uno stormo di rondini,
sfreccianti nel cielo
muove il mio sguardo,
disegna nuovi quadri,
scrive nuove storie,
mentre il passato,
prepotente
mi attanaglia il cuore.
Ricordi remoti
d’infanzia,
vissuta tra giochi,
tra vie stancate
da bimbi vivaci,
da allegri garriti
di rondini amiche
sparite nel tempo.

 


[1] Angiolino Iavicoli, abruzzese di Castiglione Messer Marino, sin da ragazzo mostra una particolare inclinazione verso le discipline umanistiche, in generale, e la poesia, in particolare. Vive tra Trivento (CB) e l’estero; appena può, va a ritemprare mente e cuore nel suo Abruzzo.

Copyright  Altosannio Magazine
Editing: Enzo C. Delli Quadri 

 

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