Poggio Sannita

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Poggio Sannita
Poggio Sannita

(Caccavòn in poggese) Comune  della  Provincia di Isernia in Molise.  Negli anni la sua popolazione è scesa, da un massimo di 2907 abitanti,  agli attuali 795.

Dati amministrativi
Regione         Molise
Provincia     Isernia
Sindaco         Tonino Abate Palomba (lista civica Uniti per Poggio Sannita) dal 15/04/2008

Territorio
Altitudine     705 m s.l.m.
Superficie     21,76 km²
Abitanti         795 (31-12-2010)
Densità         36,53 ab./km²
Frazioni         Carapellese, Castel di Croce, Quarto I°, Quarto II°, Rimanci, San Cataldo, Scalzavacca, Sente, Valle del Porco
Comuni confinanti     Agnone, Castelverrino, Civitanova del Sannio, Pietrabbondante, Salcito (CB), Schiavi di Abruzzo (CH)
Patrono     san Prospero
Giorno festivo     21 agosto

Evoluzione demografica

l paese vive da molti decenni un continuo spopolamento dovuto all’emigrazione e al basso tasso di natalità. Nel censimento del 1991 la popolazione ammontava 1.217 abitanti che dieci anni dopo avevano subito una diminuzione del 22,76% arrivando a 940, lo spopolamento è dovuto allo scarso numero delle nascite contro un elevato numero di morti (per via di una popolazione molto anziana). Il ritmo di decrescita della popolazione rimane costante come in molti paesi nelle stesse condizioni ed attualmente la popolazione del paese è scesa a 845 unità di cui 392 maschi e 453 femmine divisi in 423 famiglie costituite in media da 2 componenti. Nel 2007 sono nati 3 maschi e 5 femmine, mentre sono morti 5 maschi e 10 femmine per un saldo naturale negativo di 7 unità

Territorio
Il comune presenta la particolarità di aver cambiato nome nel 1922, passando dall’antica denominazione di Caccavone, a quella attuale di Poggio Sannita, nome derivante dalla posizione del paese posto appunto su un poggio, e dall’antica civiltà sannita che in passato popolava la zona. Il precedente nome si riferiva probabilmente al fatto che in antichità la località era sede della produzione del caccavo, una sorta di grande paiolo o pentola usato dai contadini per la coagulazione del latte; tale strumento comunque rimane tuttora presente nello stemma del comune.
Geografia [modifica]
Il paese è situato su un declino collinare di 705 m d’altezza e che sovrasta la valle del Verrino a Sud-Est, e quella del Sente a Nord-Ovest, quest’ultima, confine naturale con l’Abruzzo. Il suo territorio è compreso tra i 300 e i 767 metri s.l.m. con un’escursione altimetrica totale di 467 m.

Storia
Epoca Sannitica, Romana e Alto Medievale
La storia del paese ha origine nell’età preromana quando era popolato da pastori Caraceni, una sottopopolazione dei Sanniti. Essi probabilmente popolavano le attuali alture del paese in modo saltuario. Sembra che facessero capo ad una confederazione, come era caratteristica delle popolazioni sannitiche, e che facevano riferimento ad un santuario situato a “Bovianus Vetus” o “Caracenum” presso l’attuale Pietrabbondante. Si confermano infatti i ritrovamenti di resti in lingua osca sulle alture della zona. In epoca romana fu sede di accampamenti militari e ville agricole, come testimonia il ritrovamento di una spada presumibilmente risalente alle guerre romano-sannite del II secolo a.C. L’origine dell’abitato di Caccavone sembra comunque da ricondursi all’alto medioevo, al tempo delle invasioni saracene che tra il 860 e il 900 d.C. sconvolsero anche il Molise. Diverse incursioni saracene portarono rovina e devastazione ad Isernia, Venafro e Bojano. In tale contesto gli abitanti della borgata Casale si arroccarono sulla roccia detta “Borgo Castello”. Nel 953 il paese ancora piccolo fu dato in feudo ai principi beneventani Pandolfo e Landolfo probabilmente di stirpe longobarda. Accanto al Castello, che era l’abitato del colle più elevato e residenza dei feudatari, sorse una chiesa; successivamente si sviluppò il rione Rinsacca e poi il rione Porta (porta del Castello). Acquisito l’aspetto di borgo fortificato, il paese si trovò circondato da grosse mura e potenti mura rocciose; due erano gli accessi al borgo: Porta Maddalena nel luogo che i poggesi chiamano “‘mbuorzie”, e Porta Castello che è l’attuale arco della chiesa di Santa Vittoria. Il borgo si è ingrandito lungo la strada circolare che cingeva tutto il borgo stesso e chiamata “Torna”, formando una serie di abitati, chiamati rione Conicella, che contornavano il borgo più antico del Castello e della Chiesa. Il paese rimase limitato in tale zona fino al 1600 circa.
Epoca Feudale
Il feudo di Caccavone presentava nelle sue proprietà terriere piccoli monasteri, chiesette rurali e secondo la tradizione un monastero benedettino sul colle di San Cataldo, con varie badìe secondarie sui colli vicini, come testimoniano alcuni ritrovamenti di tombe e sepolcri. Sembra improbabile la presenza di San Cataldo sul territorio, a cui probabilmente fu solo dedicato il monastero, visto che le ultime datazioni riconducono il suo episcopato al periodo longobardo del 682 d.C. Nel 740 d.C. i principi beneventani Pandolfo e Landolfo concedono il feudo di Caccavone al principe Radoisio figlio del conte Berardo.
Intorno al 1070 compare menzionato tra i baroni del Regno di Napoli, tra coloro che avevano seguito l’invito del normanno Guglielmo il Buono, a partecipare alla crociata in Terra Santa, un certo Raul De Petra investito da Ugone figlio di Atto, feudatario di Caccavone.
In epoca angioina, nel 1269 venne fatto Barone di Caccavone un certo Paolo de Giga, soldato, investito direttamente da Carlo I d’Angiò. Stefano di Agnone fu il suo successore che quindi unificò i due castelli di Caccavone e Agnone. Nel 1291 a quest’ultimo successe Rolando Gisulfo che mantenne ancora l’unità dei due castelli.
Dal Basso medioevo all’ultimo feudatario
Attualmente si hanno diverse attestazioni che confermano l’esistenza del territorio di Caccavone; il primo documento risale al 740 d.C. circa, grazie al quale i principi longobardi Landolfo e Pandolfo concedono il territorio al Conte Randoisio. L’ultimo feudatario di Caccavone fu Carlo II Petra che succedette al padre Vincenzo nel 1806, anno stesso in cui il Re di Napoli Gioacchino Murat, abolì i diritti feudali, mantenendone però i titoli.
Dall’epoca Moderna a quella Contemporanea
L’esistenza dell'”Università” (municipio o comune) di Caccavone è provata dal 1704, anno di una disputa territoriale con Agnone. Tale contrasto non fu l’ultimo infatti, Caccavone si oppose legalmente contro le dominazioni delle Università di Civitanova e Schiavi di Abruzzo su alcuni territori abitati da caccavonesi. Nel 1819 poi la frazione di Castelverrino si distaccò dal paese diventando autonoma (l’attuale comune di Castelverrino). Una data storica per il paese è il Giovedì Santo del 17 aprile 1862 quando 42 militi e il sindaco Pasquale Antinucci si batterono contro un folto gruppo di briganti capeggiati da Luigi Alonsi detto “Chiavone”; nello scontro persero la vita 10 militi e il sindaco, in una storica e brutale battaglia che si svolse a Salcito. Nel 1912 e 1913 il comune approva le delibere per la restituzione della contrada Scalzavacca da parte del comune di Civitanova e della contrada Carapellese da parte di quello di Schiavi di Abruzzo. Nel 1914 il Consiglio Provinciale del Molise giudicò lecita la richiesta di Caccavone sulle proprietà della contrada Carapellese, classificando come erronea la ripartizione avvenuta nel 1810 ma delegando l’aspra questione al Prefetto; questi avviò subito le procedure che verranno però sospese per l’inizio della Prima guerra mondiale. A testimonianza del fatto che Carapellese è legata alla storia di Caccavone e non a quella dei paesi a cui attualmente appartiene, è il fatto che i possessori degli appezzamenti di terreno e i cognomi degli abitanti di queste zone, sono poggesi e tali essi stessi si considerano.

Luoghi di interesse
Palazzo Ducale
Il Palazzo Ducale è l’edificio storico più importante di Poggio Sannita; fu edificato nel XV secolo come residenza dei Duchi di Caccavone e fu abitato fino agli inizi del 800′ dopo un restauro avvenuto nel XVIII secolo. È chiamato dai poggesi “Palazzo Reale” perché si narra che una Regina di stirpe borbonica, del Regno delle due Sicilie vi abbia soggiornato, per breve tempo, in occasione di una visita nella zona. Dopo il restauro da parte dell’amministrazione comunale con l’utilizzo di pietra locale e facciata a vista, fu riaperto al pubblico nel 1994; dal quarto piano della facciata esposta a Nord-Ovest si può apprezzare una vista dominante la zona che va dalla valle del Verrino fino al paese Capracotta. Attualmente è sede della biblioteca comunale, di una delle sale convegni della provincia d’Isernia (con una capienza per 200 persone), di una mostra fotografica permanente, e dell’ufficio della protezione civile.
Chiesa di Santa Vittoria
La chiesa di Santa Vittoria è la chiesa principale di Poggio Sannita, posta nel cuore dell’antico borgo medievale e dedicata da sempre proprio a Santa Vittoria molto venerata nel paese. Il culto per questa santa, vergine e martire, di origini reatine si diffuse intorno al V-VI secolo dalla sabina verso la marsica, quindi nell’area sannitica, e precocemente doveva esservi qualche edificio di culto consacrato a questa santa. La chiesa attuale non è quella originaria medioevale, di cui conosciamo l’esistenza grazie alle carte topografiche del borgo antico. Fu costruita probabilmente nel primo medioevo all’epoca dell’edificazione del Palazzo Ducale. Fu distrutta dal violento terremoto che sconvolse la diocesi di Trivento nel 1720 e poco dopo ricostruita in breve tempo, per volontà del duca di Caccavone Nicola Petra, e riconsacrata il 13 settembre dello stesso anno dal vescovo diocesano Alfonso Mariconda. La Chiesa si presenta a tre navate asimmetriche, a croce latina, poggianti su un basamento di roccia. Il piano attuale della Chiesa è sopraelevato, e soggiace su un terrapieno, che nel corso degli ulteriori rifacimenti intervenuti, ha coperto l’ossario sottostante, in cui presumibilmente venivano sepolti i duchi di Caccavone e parenti della nobiltà. Di pregevole fattura sono i dipinti delle Anime Purganti, dell’ultima cena e di Sant’Antonio abate; vi si trova il reliquiario con un’urna contenente un osso del braccio di San Prospero patrono di Poggio Sannita; importante e storico, l’organo risalente al 1769, il pulpito, l’altare maggiore, l’acquasantiera e la statua di San Prospero del 1764.
Chiesa di San Rocco
È la seconda chiesa per importanza del paese, ed è dedicata a San Rocco, anch’esso molto venerato a Poggio Sannita, insieme a Santa Vittoria, San Cataldo e Sant’Antonio abate. Particolarmente belle sono le decorazioni dell’altare dedicato appunto a San Rocco in stile tardo barocco. La struttura della chiesa risale al tardo seicento.
Chiesa di Santa Lucia
Piccola cappella extra moenia dell’ultimo secolo, fino agli anni 70′ chiesa privata, poi donata alla parrocchia.
Chiesa della Madonna delle Grazie
Chiesa situata fuori il paese, ed edificata intorno al 1590; per 5 anni ebbe la funzione di chiesa principale a causa del crollo della chiesa di Santa Vittoria per un terremoto che sconvolse in quell’anno la Diocesi di Trivento. Probabilmente conserva una cripta oggi nascosta (come era usanza del tempo) ed è meta del pellegrinaggio del 25 marzo, per l’Annunciazione del Signore.
Piazza XVII Aprile
La piazza principale, ubicata al centro del paese, è il luogo di ritrovo più frequentato di Poggio Sannita. Vi si trova una fontana decentrata verso Nord e da qui, volgendo lo sguardo verso Sud si può apprezzare una splendida vista panoramica dei dintorni del paese. Prende il nome dalla triste data della morte di 10 cittadini poggesi (tra cui il sindaco) avvenuta nel 1862 per combattere il brigantaggio nel Sud.
Monumento ai caduti
A pochi passi dalla piazza principale, si trova il monumento ai caduti che riporta su una lastra di pietra i nomi dei cittadini poggesi morti in guerra; davanti a questa si trova un cannone originale risalente al periodo bellico.
Belvedere “Colle Calvario”
Il Colle Calvario è sede della villa comunale nonché punto più alto del paese. È un luogo di ritrovo per i giovani e anche da qui si può scorgere la valle del Verrino che arriva sino a Capracotta.
Belvedere “Ara Giagnagnera”
Situato all’estremità Sud-Est del paese, il panorama del Belvedere va dalla vicina Agnone (a Nord-Nord-Ovest), a Castelverrino (a Sud-Sud-Ovest) sino ad arrivare alle stesse campagne poggesi poste a Nord-Est per una visuale di quasi 360°.
Area attrezzata di Quarto II
Oasi naturale immersa nel verde della valle del Verrino attrezzata per campeggio e camper.

Cultura
Eventi – Feste religiose
25 marzo, Madonna delle Grazie; SS messa, processione e fuochi pirotecnici.
1ª domenica di Giugno, Santa Lucia; SS messa, processione, fuochi pirotecnici e festa in piazza.
2 luglio, Festa della Madonna delle Grazie; SS messa, processione, fuochi pirotecnici e festa in piazza.
16 agosto, San Rocco molto venerato dai poggesi; SS messa e giochi popolari.
17 agosto, San Cataldo; SS messa, processione, fuochi pirotecnici esposizione di prodotti tipici e grande festa nella contrada omonima.
21 agosto, San Prospero patrono; SS messa, processione, fuochi pirotecnici e festa in piazza.
22 agosto, San Rocco; SS messa, processione, fuochi pirotecnici e festa in piazza.
13 settembre, Dedicazione della Chiesa Madre.
Ultimo sabato di Settembre, San Domenico molto venerato dai poggesi; SS messa, processione, fuochi pirotecnici e festa in piazza.
Ultima domenica di Settembre, Madonna delle Grazie; SS messa, processione, fuochi pirotecnici e festa in piazza.
23 dicembre, Santa Vittoria molto venerata dai poggesi; SS messa.
Mostre
Al terzo piano del Palazzo Ducale è presente una mostra fotografica permanente dal tema: “Poggio Sannita: i luoghi e le persone” con molte foto d’epoca e recenti sul paese.

Sport
Lo sport poggese è incentrato principalmente sul calcio ed il tennis. Attualmente la manifestazione sportiva di più grande richiamo è il torneo rionale, un quadrangolare di calcio che si tiene ogni estate e vede contrapposte 4 squadre rappresentanti appunto i rioni del paese ossia: Santa Vittoria o “Conicella”, Santa Maria o “Piazza”, San Rocco e Santa Lucia o “Mulino” detentrice del titolo. Le squadre sono formate dai residenti dei rispettivi rioni più i residenti fuori paese a cui non è attribuito un rione di appartenenza particolare. Il torneo si svolge come girone unico a punti in cui le prime due classificate, alla fine degli incontri, giocheranno la partita per il titolo.

Gastronomia
Prodotti tipici
Prodotti tipici del paese sono l’olio, di altissima qualità e genuinità per la cui valorizzazione il comune ha aderito al consorzio “La città dell’olio”; il vino ( fino a poco tempo fa celebrato in una famosa “Sagra dell’Uva); il miele, prodotto artigianalmente da alcuni poggesi e negli ultimi anni notevole importanza sta avendo la raccolta del tartufo presente in qualità pregiata sul territorio poggese.
Piatti tipici
I piatti tipici del paese sono rappresentati da: le sagne a pezzate (lasagne sciolte a pezzi), i cavati (gnocchetti), i cic lievt (pasta tipica lievitata), le pallotte cacio e ova (polpette di uova e formaggio) e i magliatiell (torcinelli di carne d’agnello) oltre ad insaccati vari di qualità.

Personaggi illustri
Cosmo Maria De Horatiis, il più illustre medico chirurgo dell’Italia meridionale della prima metà dell’800. A lui è intitolata la ProLoco del paese.


Fonti: Wikipedia

Editing: Enzo C. Delli Quadri
Copyright: Altosannio Magazine

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