Pizzoferrato

0
866

pizzoferrato.

Comune della  Provincia  di  Chieti  in  Abruzzo .  Negli anni la sua popolazione è scesa, da  un massimo di  1.932 abitanti,  agli attuali 1.160.

Dati amministrativi

Regione     Abruzzo
Provincia     Chieti
Sindaco     Nicola Tarantini (Lista civica Uniti per Pizzoferrato) dal 15/04/2008

Territorio
Altitudine     1251 m s.l.m.
Superficie     30 km²
Abitanti     1.160  (31-12-2010)
Densità     38,67 ab./km²
Frazioni     Castiglione, Collalto, Turchi, Valle del Sole
Comuni confinanti     Civitaluparella, Gamberale, Montenerodomo, Quadri, Sant’Angelo del Pesco (IS)

Altre informazioni
Nome abitanti   pizzoferratesi

 

Medaglie al valor militare
Pizzoferrato è tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione perché è stato insignito della Medaglia di Bronzo al Valor Militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale

Cenni storici
Vi sono scarse notizie inerenti al paese. Nel Catalogus Baronum viene citato come Pictum Ferratum, mentre risalgono al X secolo alcune rovine e le chiese sulla rupe che sovrasta il paese. In epoca feudave il paese venne tenuto da varie famiglie, tra le quali l’ultima fu la famiglia Monaco. Prima dell’anno mille nel comune di Pizzoferrato c’erano 3 piccoli abitati il cui nome incominciava per “Pitius” cioè “Pizzo”
Pitius Superior (Pizzo Superiore), attualmente identificabile con la Rocca che sovrasta il paese
Pitius Medium (Pizzo Medio) molti la identificano con la Rocca Fonte Maggiore.
Pitius Inferior (Pizzo Inferiore) attualmente detta Roccarsa.
Tutt’intorno a questi tre Pitius vi erano delle faggete, dei cerreti e delle abetine mentre la popolazione si dedicava alla pastorizia transumante ma poi si dedicavano all’agricoltura.
Sulla fusione dei 3 “Pizzi” vi sono 2 ipotesi:
Secondo un archivio napoletano un’ignota catastrofe distrusse i tre Pizzi così gli abitanti superstiti si stanziarono nel centro odierno.
secondo un’altra ipotesi si salvarono 2 fratelli, Rocco e Lorenzo. Rocco si stanziò a Pizzoferrato mentre Lorenzo a Gamberale, fatto provato che una delle chiese di Pizzoferrato è dedicata a San Rocco, mentre il patrono di Gamberale è San Lorenzo.[4]
Una piantina del’archivio delle carte geografiche attesta che il nome è “Pizzosterrato” cioè Pizzo fuori terra. Nel Medioevo quando fu invaso dai briganti ed il paese fu costretto a chiudere le porte d’accesso il nome fu cambiato nell’odierno.
Originariamente masserie a Pizzoferrato non c’erano a causa del brigantaggio; quando, in Abruzzo il brigantaggio venne eliminato, la popolazione andò a stanziarsi in masserie (dette anche frazioni).
Le 3 masserie-frazioni attuali sono:
Collalto
Castiglione
Turchi.

Monumenti e luoghi d’interesse
Le chiese
Chiesa della Madonna del Girone. Questa chiesa si trova presso la rupe del centro del paese.
Storia. Non vi sono date certe sulla sua fondazione, ma si sa che è la più antica. La costruzione viene fatta risalire all’XI secolo mentre l’abside è un’aggiunta del XIII secolo. La struttura attuale ad un’unica navata con volta a botte e lunette viene fatta risalire al XIX secolo. La chiesa fu danneggiata nel terremoto del 1984 e successivamente restaurata.[5]
Descrizione. La facciata è interamente intonacata. Al centro si apre un portale in pietra semplice, sopra al portale vi è una finestra anch’essa realizzata in pietra ed architravata. Sul lato destro della facciata vi è il campanile. Nella chiesa della Madonna del Girone vi sono i resti delle statue di San Nicola di Bari e San Domenico del XIV secolo ed un dipinto del 1650 circa. La campana della chiesa è di Agnone. All’interno vi sono l’acquasantiera in marmo nero della Maiella[5] ed un crocifisso. Il crocifisso, secondo una leggenda, era bramato dai tedeschi in fuga sulla Linea Gustav, durante la II guerra mondiale, ma non riuscendolo a portare via spararono una raffica di mitra al crocifisso, il quale, secondo testimoni, il crocifisso stesso, per non essere colpito, si spostò. A tutt’oggi ne rimangono i fori dei proiettili sul muro come testimonianza. In questa chiesa si rifugiarono anche qualche partigiano per non essere catturato dai tedeschi, ma i partigiani, scoperti, si videro costretti a sacrificarsi buttandosi dalla rupe che dà sul paese.
Chiesa di San Rocco. Questa chiesa è sita in piazza San Rocco.
Storia. Risale alla 2ª metà del XIX secolo. Fu costruita sulle rovine della cappella preesistente di San Rocco.
Descrizione. La facciata, rettangolare è in conci di pietra ornati da lesene. Il campanile è in tre livelli. All’interno ad unica navata con, al termine, un’abside, e cappelle laterali, vi è una trabeazione. La volta è a botte con lunetta. Il presbiterio è a cupola. Gli stuchi e le decorazioni sono tinteggieti di beige.
Chiesa di San Nicola. Della chiesa originaria attualmente ne rimane solo un piccolo rudere che, anticamente sosteneva un muro perimetrale. Si trattava nel quartiere di Pizzo o Terra vecchia presso la chiesa della Madonna dei gironi. Nell’Ottocento fu distrutta perché in condizioni precarie. L’interno era a due navate col soffitto in legno dorato nello stesso stile della chiesa di Pescocostanzo.
Chiesa di San Domenico in Silvis. Nella località San Domenico in Silvis o “La Valle” vi è l’eremo eponimo constante di una chiesetta rurale pittoresca in stile romanico rurale posta sotto una rupe a burrone. La facciata è stata realizzata in pietra calcarea della Maiella. La copertura è a capanna. Nel retro è sita la grotta ov’è l’eremo originario del santo. iniziata ad essere costruita nel 1921 è stata terminata nel 1923. L’interno è ad un’unica navata a due campate con copertura a botte.
I palazzi, il fileremo ed il castello
  Il Palazzo Municipale. Il palazzo è del tipo a blocco isolato realizzato nel XIX secolo a due piani più sottotetto a piazza San Rocco. È statio recentemente restaurato. Le pareti esterne sono state realizzate in pietra calcarea smussata, conci di pietra negli angoli e mattoni nelle rifiniture.
Il Palazzo Casati. Questo palazzo è suddiviso in tre piani e la sua costruzione è attribuita alla 2ª metà dell’Ottocento. Il lato sito verso la valle è stato più volte rifatto. Il 1º piano non ha finestre, nei successivi vi sono due finestra con timpano, di cui uno a tutto sesto ed uno ogivale. Inoltre vi è un loggiato a bifora ed uno a trifora.
Resti del Castello Baronale-Palazzo-Ducale del XVI secolo, recentemente restaurato ed ora utilizzato come sala convegni.
Degli elementi che rimangono non è possibile determinare la sua reale estensione, ad ogni modo le cronache della parrocchia di Pizzoferrato narrano di un palazzo a più piani con solai in legno. Attualmente il palazzo ducale occupa il vecchio castello ed è di proprietà comunale. Il palazzo ducale ha due piani con due torrioni cilindrici su due angoli del palazzo stesso.
Sulla rupe vi è anche “il fileremo”, che è rappresentato da una villa.
Due belvedere. Dai belvedere si può ammirare un panorama che arriva alla Dalmazia, tanto che da Gabriele D’Annunzio venne definita la terrazza d’Abruzzo”.

Risorse naturalistiche
I dintorni sono ricoperti da boschi di faggio, querce ed abeti che ospitano orsi bruni marsicani, cinghiali, lupi, martore, poiane, falchi, scoiattoli oltre a mammiferi ed uccelli rari.
Vari itinerari di trekking ed escursioni boschivo-montane possono favorire l’incontro fra questi animali ed i turisti.

Personaggi importanti
Pizzoferrato è la città natale di Bruno Sammartino, emigrato giovanissimo negli USA, dove ha intrapreso con successo la carriera di wrestler. Sammartino detiene infatti tuttora il record di regno di campione mondiale più lungo di sempre, e di giorni da campione mondiale più lungo di sempre della World Wrestling Entertainment, la più importante compagnia mondiale di wrestling.
A Nino D’Angelo è stata riconosciuta la cittadinanza onoraria di Pizzoferrato

Fonte: Wikipedia

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.