Pillola di storia 7 – 1623/1925 – Località “la Croce”

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di Domenico Di Nucci
tratta da “Agnone, il paese dov’era sempre mezzogiorno”[1]

 

Fino a qualche decennio fa, ogni venerdì, le rivendite di sale e tabacchi di Agnone effettuavano il cosiddetto prelevamento; il titolare o chi per lui si recava in Via Gualterio nei magazzini di Alfredo Cerimele, consegnava un elenco dettagliato delle merce del Monopolio dello Stato che serviva per una settimana, versava su un bollettino postale la somma relativa e trasportava nella propria rivendita i sacchi di sale grosso (allora si vendeva sfuso), pacchi di scatole di sale fino, qualche sacco di stecche sigarette e di tabacco, pacchi di fiammiferi, di cartine e di sigari toscani.

In Agnone centro c’erano 5 rivendite (alla Ripa di Vincenzo Delli Quadri, in Piazza Plebiscito di mio padre Carmine Di Nucci, a Sant’Antonio di Antonino Mastrostefano, in Corso Vittorio Emanuele di Biase Amicarelli, in Via Matteotti di Giulia Pannunzio in Cicchese) e tante nei paesi vicini che lì si recavano a fare il prelevamento anche se non in cadenza settimanale. Con il motofurgone mio padre trasportava, a cose fatte, tutta la merce ordinata dalle rivendite agnonesi. Spesso lo sostituivo d’estate e poiché tra un viaggio e l’altro c’erano inevitabilmente delle pause, per non annoiarmi mi guardavo intorno.

Da subito mi incuriosì uno strano basamento di pietra ben lavorata situato all’inizio della scalinata che collega ancora oggi Via Gualterio con Piazza Unità d’Italia; su una faccia è scolpita la data 1623 e un’elegante stele che si innalzava per oltre un metro era infissa nel centro del basamento.

Mi sembrava nel complesso una croce in pietra di cui era rimasta una parte dello stipite e questa mia supposizione derivava anche dalla croce in pietra  che è ancora oggi sulla facciata della chiesa di Sant’Emidio a destra del portale.

Ho trovato anni fa tra i documenti dell’Archivio storico del Comune un “Regolamento di ornato e di Polizia Urbana” datato 1862” un cenno ad una località detta “ Croce Santa Margherita” che corrisponde all’attuale incrocio tra Via Aquilonia e Corso Matteotti. Doveva dunque esserci nelle vicinanze una chiesa dedicata a Santa Margherita che già nel 1888. Ascenso Marinelli, nel suo testo “Memorie Patrie …. Seconda edizione …“, affermava che era tra le chiese che non esistevano più.

Infine nel testo “Agnone dalle origini ai nostri giorni” di Custode Carlomagno, a proposito dei Cappuccini, è riportato che agli inizi del 1600 la cittadinanza di Agnone decise di edificare un convento e una chiesa dei Cappuccini. Non ci fu unanimità dove edificare la struttura religiosa e alla fine si decise di effettuare un sorteggio tra le seguenti località:

  • “il Cancello”, che si estendeva  dalla fine  dell’attuale Corso Vittorio Emanuele  fino alla chiesa di Maiella;
  • “la Croce” che si estendeva tra l’inizio dell’attuale Via Gualterio e la Strada Aquilonia;
  • “ La Ripa” in fondo all’allora Strada Santa Chiara oggi Corso Garibaldi.

Il sorteggio privilegiò la località “la Croce”. E così nel 1605 fu ultimato il convento e nel 1623 la chiesa fu consacrata dal vescovo di Trivento Girolamo Costanzo. Probabilmente per tramandare ai posteri la costruzione del complesso fu costruita e posizionata una croce di pietra con la data del 1623 nelle vicinanze del convento e della chiesa dei Cappuccini. Tutto il complesso, la chiesa del 1623 e quello che restava del convento, fu abbattuto nel 1925 per far posto al Monumento dei Caduti, che fu inaugurato il 14 agosto1927.

In questa foto il monumento è in fase di completamento, infatti  manca la parte superiore; a sinistra si nota il palazzo Lastoria e a destra la stazione di partenza della ferrovia Agnone – Pescolanciano. Nel 1957 il Monumento ai Caduti della prima guerra mondiale, fu traslato nella posizione attualeruotandolo anche di 90°.

 


[1]  In questo libro,Domenico, nativo di Capracotta, abbandona la nostalgia per i posti a lui familiari e si immerge nel territorio scelto da suo padre detto Carmǝnuccǝ ru salaruólǝ, (usava dire: La tua patria, è il posto dove stai bene. E scelse di vivere in Agnone). Tesse, così, un arazzo intrecciato dai variopinti fili della storia, del folclore, dell’aneddotica e dei ricordi che vengono esposti intre sezioni:  Pillole di Storia, che o vanno a colmare lacune e omissioni dei testi finora pubblicati o sono degli inediti, convinto di dare così un apporto costruttivo al grande mosaico che è la storia di Agnone; Pillole di Folclorecon l’evidenziazione di usi e costumi persi nel tempo, come le “cacciòttǝ” di frutta, il fuoco di San Michele, La scuracchjéata, la frasca, la candóina, la passatella, e altri; Personaggi, tratteggiati con perizia, maestria e malinconia perché conosciuti da vicino oppure attraverso i loro racconti. Le foto provengono dal suo archivio e da archivi privati; le parole o le frasi contenute tra due parentesi sono sue note. Cliccando su questo link potrete accedere alla Prefazione e all’Introduzione del libro http://www.altosannio.it/agnone-il-paese-dovera-sempre-mezzogiorno-prefazione-e-introduzione/.Chi fosse interessato al libro può scrivere a dinucci.domenico@gmail.com.

 


EditingEnzo C. Delli Quadri
Copyright: Altosannio Magazine 

 

 

 

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