Pillola di storia 4 – 1310/1353 Primo statuto della Città di Agnone

0
106

di Domenico Di Nucci
tratta da “Agnone, il paese dov’era sempre mezzogiorno”[1]

 Alcune Università (così erano chiamati i Comuni) nel Medio Evo predisponevano e approvavano una raccolta di norme che regolavano la vita dei cittadini nei suoi aspetti significativi, cioè compilavano i cosiddetti statuti comunali, codificati su pergamene.

Le Università, quando cambiava l’autorità del luogo, chiedevano al nuovo feudatario o al nuovo signore della Città la ratifica dello Statuto o degli Statuti (se erano più di uno) che di norma veniva accordata per non creare discontinuità nei comportamenti e disagi ai cittadini.

Nell’importante pubblicazione già citata “ Statuti e Capitoli della Terra di Agnone” di don Filippo La Gamba edita nel 1972 sono state trascritte tutte le pergamene che per l’appunto riguardano gli statuti di Agnone.

A proposito del primo statuto, comprendente 33 capitoli, è scritto in una nota: “Questa prima parte degli Statuti comprende una serie di 33 capitoli, senza titolo. È la parte più antica degli Statuti che conserviamo: non ha data ma è certamente anteriore al 1444, anno in cui furono emanati gli Statuti che seguono.”

Don Michele d’Alessio, arciprete di Castel del Giudice, nel 1783 eseguì un inventario delle pergamene dell’Archivio Storico del Comune e ne trascrisse i regesti nel suo testo manoscritto “Summarium”. E nei regesti vi sono indizi che portano ad individuare la data del primo statuto della città di Agnone.

Infatti nella pergamena del 15 settembre 1404 n° 18 (Caps. Prima, Fasc. II, n° IV) il re Ladislao di Durazzo conferma gli Statuti e nella pergamena n° 26 (Caps. Prima, Fasc. III, n° II) Iacobus Candola (Giacomo Caldora) fa altrettanto degli statuti in vigore ai tempi di Guglielmo, Conte di Ariano e Conte di Agnone.

Guglielmo de Sabran (data di nascita non nota ma presumibilmente 1295; morto a Napoli il 1353) fu nominato Signore utile di Agnone da Carlo II nel 1310 per ricompensare la famiglia de Sabran che con Ermengano, padre di Guglielmo, partecipò con Carlo I d’Angiò alla spedizione in Italia che culminò con la battaglia di Benevento del 1266 e con la morte di Manfredi. Dunque, fu nel periodo in cui Guglielmo era Signore di Agnone che fu varato il primo statuto di Agnone con 33 capitoli.

 


[1]  In questo libro,Domenico, nativo di Capracotta, abbandona la nostalgia per i posti a lui familiari e si immerge nel territorio scelto da suo padre detto Carmǝnuccǝ ru salaruólǝ, (usava dire: La tua patria, è il posto dove stai bene. E scelse di vivere in Agnone). Tesse, così, un arazzo intrecciato dai variopinti fili della storia, del folclore, dell’aneddotica e dei ricordi che vengono esposti intre sezioni:  Pillole di Storia, che o vanno a colmare lacune e omissioni dei testi finora pubblicati o sono degli inediti, convinto di dare così un apporto costruttivo al grande mosaico che è la storia di Agnone; Pillole di Folclorecon l’evidenziazione di usi e costumi persi nel tempo, come le “cacciòttǝ” di frutta, il fuoco di San Michele, La scuracchjéata, la frasca, la candóina, la passatella, e altri; Personaggi, tratteggiati con perizia, maestria e malinconia perché conosciuti da vicino oppure attraverso i loro racconti. Le foto provengono dal suo archivio e da archivi privati; le parole o le frasi contenute tra due parentesi sono sue note. Cliccando su questo link potrete accedere alla Prefazione e all’Introduzione del libro http://www.altosannio.it/agnone-il-paese-dovera-sempre-mezzogiorno-prefazione-e-introduzione/.Chi fosse interessato al libro può scrivere a dinucci.domenico@gmail.com.

EditingEnzo C. Delli Quadri
Copyright: Altosannio Magazine 

 

 

 

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here