Pillola di storia 3 – 1069-1092 – Chiesa di San Biase

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di Domenico Di Nucci
tratta da “Agnone, il paese dov’era sempre mezzogiorno”[1]

Tra le donazioni dei Borrello intorno all’anno 1000 è molto importante quella che riguarda una chiesa di San Biase, perché va a chiarire un equivoco.

Questa lapide affissa sulla facciata della chiesa di San Biase attribuisce l’ampliamento dell’originaria chiesa di San Biase al periodo di dominazione dei Borrello (anteriormente al 1266). L’attuale chiesa di San Biase non ha nulla a che vedere con l’originaria chiesa citata in due pergamene riportate da Erasmo Gattola nella “Historia Abbatiae Cassinensis – Pars prima”. Tra seconda metà del 900 e fino al 1266 (Battaglia di Benevento) la potente famigliadei Borrello conquistò militarmente un vasto territorio, detto Terra Borrellense, di fatto indipendente e situato tra il Ducato di Spoleto a nord e quello di Benevento a sud. I Figli di Borrello, definiti da alcuni storicirapinatori incessanti”, operarono disinvoltamente nella nostra zona occupando terre e contemporaneamente tacitando il potere spirituale con elargizioni per la salvezza delle loro anime e quelle dei familiari. La prima pergamena, a pag. 179, è del 1069 e recita che Gualterio figlio di Borrello e Oddone, a  favore delle loro anime e quelle degli avi, di  suo   padre e dei suoi figlirestituisce(nel testoreddit)al Beato Benedetto  e  alMonastero di San Pietro Avellana dello stesso Beato Benedetto, dodici casali e sette Chiese e cioè San Lorenzo, San Pietro in Serra, San Nicola, Sant’Angelo, San Martino e Santo Stefano con tutte le loro pertinenze ecc… e in più anche la chiesa di San Nicola; tra i confini di quest’ultima è citata “… ecclesia S. Blasii de Guasto Marsicano…” (chiesa di San Biase di “ Guasto Marsicano”).

reddit

Ecclesia S.Blasii de Guasto Marsicano

La seconda pergamena, a pagina 243, del 1092 recita che nel mese di giugno: Carbone, figlio di Foscone, abitante “in Castro de Anglone…, et concedo,et offero ecclesia Beatus Bilassius martire, qui est in territorium de Anglone  in locum, qui dicitur abitatio Marsicanu, in monte bertice, trado, et judico in ecclesia beati Nicolai, qua est sita in territorio de Anglone in loco qui dicitur montem Caprarum, ubi remitorium bocatur , et Abbas Deodatus , ecc…”

“… concedo e offro la chiesa del Beato Biase martire, che è nel territorio di Agnone nel luogo che è detto abitazione Marsicana, nella vetta del monte, trasmetto e decido (di consegnarla) alla chiesa del beato Nicola, che è sita nel territorio di Agnone nella località detta monte Capraro (delle capre) dove c’è un romitorio così denominato (diretto) dall’Abate Diodato ecc…”

In questa pergamena oltre a ribadire che la chiesa di S. Biase è in territorio di Agnone si precisa che “l’abitatio Marsicanu”è nel vertice di un monte.

Don  Filippo La Gamba nel  suo testo “I Borrello e i monasteri benedettini tra il medio Sangro e l’alta valle del Trigno nel periodo normanno” citò quest’ultima pergamena e precisò “… nessuna traccia si ha di questa chiesa il cui titolo potrebbe essere trasferito all’attuale chiesa di San Biase in Agnone”.

Quella chiesa non è certamente l’attuale chiesa di San Biase a meno che qualcuno voglia affermare che i confini della chiesa di San Nicola di Montecapraro fossero fin dentro Agnone, cosa assolutamente impossibile perché la pergamena smentirebbe se stessa: una cosa è dire Foscone, abitante in“Castro de Anglone”un’altra “…qui est in territorium de Anglone in locum, qui dicitur abitatio Marsicanu, in monte bertice”.

 


[1]  In questo libro,Domenico, nativo di Capracotta, abbandona la nostalgia per i posti a lui familiari e si immerge nel territorio scelto da suo padre detto Carmǝnuccǝ ru salaruólǝ, (usava dire: La tua patria, è il posto dove stai bene. E scelse di vivere in Agnone). Tesse, così, un arazzo intrecciato dai variopinti fili della storia, del folclore, dell’aneddotica e dei ricordi che vengono esposti intre sezioni:  Pillole di Storia, che o vanno a colmare lacune e omissioni dei testi finora pubblicati o sono degli inediti, convinto di dare così un apporto costruttivo al grande mosaico che è la storia di Agnone; Pillole di Folclorecon l’evidenziazione di usi e costumi persi nel tempo, come le “cacciòttǝ” di frutta, il fuoco di San Michele, La scuracchjéata, la frasca, la candóina, la passatella, e altri; Personaggi, tratteggiati con perizia, maestria e malinconia perché conosciuti da vicino oppure attraverso i loro racconti. Le foto provengono dal suo archivio e da archivi privati; le parole o le frasi contenute tra due parentesi sono sue note. Cliccando su questo link potrete accedere alla Prefazione e all’Introduzione del libro http://www.altosannio.it/agnone-il-paese-dovera-sempre-mezzogiorno-prefazione-e-introduzione/.Chi fosse interessato al libro può scrivere a dinucci.domenico@gmail.com.

 

EditingEnzo C. Delli Quadri
Copyright: Altosannio Magazine 

 

 

 

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