Pietro Angelerio, poi papa Celestino V, eremita a Castel di Sangro.

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Scritto di Raffaele Buzzelli [1]

Questo vuol essere un omaggio all’eremita Pietro Angelerio (per alcuni Angeleri – n. 1209- m. 1296); diventato Papa Celestino V nel 1294 [2], tornò in questi luoghi e a Castello, da papa, celebrò messa nella chiesa di S. Nicola

Affresco raffigurante il Santo Eremita, Pietro Angelerio.

Il 10 gennaio dell’ anno 1250(?) entrava in Castel di Sangro l’eremita Pietro Angelerio, che, in seguito, sarebbe diventato Papa Celestino V.

Nell’attraversare il Ponte della Maddalena, volendo andare a Sulmona, fu respinto da una bufera di neve che lo costrinse a rifugiarsi nella chiesa di S. Nicola, dove sostò la notte. Il mattino seguente, tra neve, spini, rovi e rocce salì sulla montagna e andò alla grotta dell’eremitaggio.

Secondo mie considerazioni, analizzando gli studi dello storico Pansa, l’eremo era nell’attuale orto-giardino del Convento della Maddalena; la grotta non c’è più ma sulle pareti sono ben presenti resti di stalattiti a dimostrazione che, un tempo, lì, ci sia stata l’acqua utile a dissetare Pietro Angelerio; oggi, è rimasta la pietra rotonda dei monaci [3] : lassù, l’eremita e i monaci si recavano a pregare.

Questo contrasta con vari scritti che sostengono l’ubicazione della grotta presso Scontrone dove l’Angelerio, eremita, edificò il convento di S. Giovanni di Acquasanta, dove è presente, anche oggi, una sorgente chiamata Acquasanta e dove l’eremita fece due miracoli. Come sia possibile che l’eremo fosse a Scontrone è difficile da capire: come poteva, l’Angelerio spostarsi, dal Ponte della Maddalena fino a Scontrone, a gennaio, con bufere di neve in atto, e poi ridiscendere per tornare a Castello per prendere cibo in poco tempo e risalire di nuovo?

Alcuni sostengono che l’eremo fosse la chiesa di S. Ilario, posta sul tratturo Ponte della Maddalena – Valle Arazecca Aremogna, e che l’Angelerio vi sostasse dieci giorni…….. Ma dalla chiesa di S. Ilario, Celestino non avrebbe potuto sentire, come cita il Pansa, il Sangro turbolento che scorreva molto in basso; il fragore dello stesso Sangro turbolento non avrebbe potuto essere udito da una grotta di Scontrone che, peraltro, non c’è e, se ci fosse stata, era comunque troppo lontana dal Sangro sottostante.

Ma, al di là di considerazioni temporali e ambientali, credo che conti molto quel che si avverte sotto le rocce della pietra dei monaci: quanti si recano in visita a quel luogo avvertono benessere, tranquillità, serenità. Un giorno vi condussi i ragazzi di una scolaresca delle elementari. Appena giunti sul luogo, intorno alla pietra dei monaci, prima uno e, poi, tutti gli altri ragazzi si inginocchiarono spontaneamente, congiunsero le loro mani e si misero a pregare senza che nessuno li avesse invitati a farlo…….. il fatto meravigliò molto me e tutti gli insegnanti presenti. Anche uno studioso molisano di Celestino V visitò il luogo e notò e sentì qualcosa di magico e di pace, sostando in quel posto arroccato sotto le rocce …celestiniane!….

Ciao amici celestiniani, nell’Altosannio, nell’Abruzzo-Molise e nel Mondo.

Castel di Sangro Convento della Maddalena

 


[1] Raffaele Buzzelli, abruzzese, diplomato liceale, ex giornalista corrispondente del Tempo Alto Sangro, ex bibliotecario, storico locale, esperto di archeologia, esperto di erbe alimentari, salutari, officinali, partecipa e tiene conferenze di visite in siti storici archeologici.
[2] Celestino V, nato Pietro Angelerio (o secondo alcuni Angeleri), detto Pietro da Morrone e venerato come Pietro Celestino (Molise, fra il 1209 e i 1215l – Fumone, 19 maggio 1296), è stato il 192ºPapa della Chiesa Cattolica dal 29 agosto  al 13 dicembre. Eletto il 5 luglio 1294, fu incoronato ad Aquila (oggi L’Aquila) il 29 agosto, nella basilica di Santa Maria di Collemaggio da lui fatta costruire; è sepolto nella stessa basilica aquilana, all’interno del mausoleo  realizzato ad opera di Girolamo da Vicenza. Celestino V fu il primo papa che volle esercitare il proprio ministero al di fuori dei confini dello Stato Pontificio.
[3] I Frati Francescani, come del resto anche i Benedettini e i Certosini, avevano la consuetudine di avere un proprio “orto botanico” nel quale coltivavano le erbe medicinali, gli ortaggi e gli alberi da frutta che gli consentivano un tenore di vita autonomo. A Castel di Sangro, addirittura, essi adibirono il loro orto, sito dietro il Convento (in località “Peschio Longo”), alla sperimentazione agricola per migliorarla e alla coltivazione del baco da seta. Questo orto è stato sistemato dai Soci dell’Archeoclub d’Italia “Alto Sangro”, sede di Castel di Sangro, negli anni 2002-2003, con dei percorsi naturalistici i quali, rispettando quelli preesistenti, conducevano alla cosiddetta “tavola dei monaci: un masso calcareo, di forma tondeggiante e rozzamente lavorato dove i monaci, forse, andavano a pregare o a meditare. Per altre informazioni sul convento della Maddalena cliccare su http://www.altosannio.it/il-convento-della-maddalena-a-castel-di-sangro/

Editing: Enzo C. Delli Quadri
Copyright: Altosannio Magazine

 

1 COMMENTO

  1. GRAZIE DELL’ARTICOLO; le considerazioni REALI, giuste e belle, SI POSSONO CONDIVIDERE COME OMAGGIO, ma forse poco aggiungono alla fede e all’odore della santità di Papa Celestino, vanto di una CHIESA ALLORA ASSAI TRAVAGLIATA.

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