Pescolanciano – Festa di Sant’Anna – Sfilata dei Covoni

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tratto dal web a cura di Paola Giaccio [1],
Foto di Bene Collettivo Molise

Pescolanciano - Festa di Sant'Anna - Sfilata dei Covoni 2

Fin da epoche antiche, nella stagione del raccolto del grano, l’uomo ha dato vita a rituali di ringraziamento, inscenando autentici trionfi delle messi, in origine tesi a glorificare divinità pagane e successivamente cristianizzati per sincretismo. Nel Molise, i più noti riti cerealicoli sono quelli dedicati a Sant’Anna, particolarmente venerata a Pescolanciano.

Per la tradizione cristiana, Sant’Anna è la madre della Madonna; quindi, la nonna di Gesù Bambino. In tal senso rappresenta la generatrice per eccellenza, poiché partorì colei che poi diede alla luce il Figlio di Dio (Dio egli stesso). È, dunque, la Madre della Madre, vale a dire la Grande Madre, la più alta rappresentante della fecondità.

Le società coltivatorie hanno sempre creduto nell’esistenza d’un rapporto tra fecondità femminile e fertilità agraria. Sant’Anna, modello di miracolosa maternità e protettrice delle partorienti, è assunta anche a simbolo dell’ubertà del suolo e della prosperità della produzione cerealicola, quale garante del potere fecondante della terra. Per le comunità contadine, Sant’Anna è la Magna Mater Frumenti.

A Pescolanciano, la festa di Sant’Anna è caratterizzata dalla sfilata dei covoni, detti, nel dialetto locale, manuocchi, dal latino manuculus.

Pescolanciano - Festa di Sant'Anna - Sfilata dei Covoni 6

La sfilata si effettua il 25 luglio, nel tardo pomeriggio o sul far della sera. Nei giorni precedenti, le donne intrecciano spighe di grano per decorare gli angoli suggestivi del paese. Le famiglie, con estrema cura e perizia, preparano covoni e mannelli e li abbelliscono con fiori variopinti.

Alla vigilia della ricorrenza di Sant’Anna, i manocchi sono condotti in processione lungo le vie del paese e, in modo caratteristico, sono trasportati in più maniere:

  1. posti sul capo delle portatrici o dei portatori, che per reggerli in equilibrio utilizzano la spara (cercine);
  2. collocati su piedistalli con braccioli e trasportati col metodo a spalla o con quello a mano;
  3. sistemati artisticamente in contenitori, soprattutto tine e cesti da cui fuoriescono bionde spighe mature;
  4. sorretti, semplicemente, in braccio;
  5. su mezzi di trasporto a ruota: trattori, carri, carretti.

Per la sfilata, le donne indossano costumi popolari; gli uomini, il più delle volte, ripropongono l’abbigliamento un tempo in uso tra i mietitori.

La sfilata dei covoni è seguita dalla statua della Santa.

Pescolanciano - Festa di Sant'Anna - Sfilata dei Covoni 5

Durante il corteo, una banda suona e i fedeli eseguono l’Inno a Sant’Anna. La processione percorre le vie di Pescolanciano, secondo un itinerario prestabilito; quindi, termina nella chiesa del Salvatore, dove il grano viene benedetto. Il giorno seguente, 26 luglio, dopo l’ultima messa del mattino, una seconda processione gira per il paese. Stavolta la statua di Sant’Anna è posta in testa al corteo; i fedeli cantano nuovamente l’inno. In questo rito, le messi rappresentano la teofania (Manifestazione della divinità) della Grande Madre: i manocchi, difatti, sono innalzati e trasportati come fossero idoli. Il reale oggetto del culto non è la Santa bensì il Grano.

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[1] Paola Giaccio, Molisana di Agnone, libera professionista, ama profondamente la sua terra d’origine e ad essa dedica tempo e risorse, per divulgarne la bellezza.

Editing: Enzo C. Delli Quadri
Copyright Altosannio Magazine

 

3 Commenti

  1. Le parole di Paola Giaccio scendono “dentro” cioè vanno al cuore del lettore, sia che dia consigli per vuotare un ripostiglio, sia che accenda il desiderio di leggere una Rima da lei trovata e fatta propria, o che informi- come in questo caso- di una festa tradizionale e religiosa dei nostri paesi …nello specifico oggi la festa di sant’ANNA DI PESCOLANCIANO Non i può rimanere indifferenti dopo la lettura dei suoi articoli. A noi solo il compito di ringraziarla e farle una lode.

  2. Da Pescolancianese semplicemente GRAZIE per aver descritto in maniera impeccabile e precisa quello che per noi rappresenta la festa di Sant’Anna ed il culto del grano.

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