Percorso Storico della decadenza dell’Alto Molise-Vastese

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Elio Di Nucci – Agnone

Il Molise come regione è nata ufficialmente  solo il 27 settembre del 1806 con un decreto regio del re di Napoli Giuseppe Bonaparte che la separava dalla Capitanata , anche se come regione  aveva una storia antichissima come dimostrano i resti di diverse civiltà arrivate a noi che sono solo una piccola parte della gloria passata. Infatti questa regione è stata abitata fin dalla preistoria arrivando fino a oggi attraverso i sanniti e i romani, longobardi e bizantini ,normanni e svevi, angioini e aragonesi arrivando finalmente a essere italiani. L’Alto-Molise tuttavia entrò a far parte della regione solo nel 1811 sotto il nuovo re Gioacchino Murat.

Gioacchino Murat
Gioacchino Murat

Già da questo momento  Agnone e tutte le località limitrofe  vengono allontanate dalla vita politica. Campobasso e Isernia diventano il centro politico regionale poiché il loro territorio era più centrale e più pianeggiante che in un possibile futuro poteva più facilmente essere collegata e industrializzata, ma non viene presa in considerazione  la storia. Infatti molti intellettuali si domandarono perché non fosse stata scelta Agnone che, come affermava Francesco D’Ovidio, l’”Atene del Sannio” sarebbe stata una città perfetta sia per le  tradizioni, infatti già dal tempo del  re Alfonso di Aragona era una” città regia” cioè libera dal dominio di feudatari proprio per la sua importanza , ma soprattutto perché era molto popolosa ed era un motore dell’ economia Borbonica.

Agnone_Panorama

Da questo momento l’Alto-Molise-Vastese entra in  un periodo di crisi economica e ciò porta a uno spopolamento verso il Nord o verso l’estero. La causa principale potrebbe essere la  maggior concorrenza da parte delle potenze industriali del Nord che stritolano la fragile economia artigianale che non poteva reggere il paragone. Infatti in questo periodo molti ramai, fonderie di campane, orafi e altre attività chiudono, senza considerare che le campagne di Agnone, che erano la vera ricchezza del paese, subiscono un forte spopolamento a causa della mancanza di lavoro per la forte concorrenza  proveniente dai paesi con maggior produzione di alimenti, creando di conseguenza un malumore nei confronti del governo centrale…

Per ciò il Sud dovrebbe lamentarsi più del Nord nei confronti dell’Unità d’Italia ma nessuno di noi criticherebbe mai la sacra Unità d’Italia per il quale nostri compatrioti e compaesani hanno dato la loro vita . Questa lunga agonia cercarono di fermarla intellettuali e uomini politici  come dimostra il discorso di Luigi Gamberale pronunciato il 9 marzo 1902 nel comune agnonese ma tutti i tentativi fallirono per una mancanza di una classe media colta capace di recepire il messaggio…

Infatti già al tempo di Vincenzo Cuoco nel Molise erano presenti  molti intellettuali di alto livello, ma l’assenza  di una borghesia capitalistica – che tristemente  è sostituita dai così detti “lazzaroni” e da  una classe dirigente parassitaria nei confronti dello stato  centrale –  ne limita e ne limiterà in futuro un reale e moderno sviluppo.

Il Molise viene ricostituito con la repubblica nel Dopoguerra e specificatamente nel 1963 con il distacco dalla regione Abruzzo e con capoluogo di regione Campobasso. Nel 1970 Isernia diventa capoluogo di provincia, riaffermando il principio della prima formazione della regione e continua, così, la lenta e progressiva decadenza tuttora in atto.

Agnone, anche se di minor importanza al confronto del 1811, poteva facilmente essere capoluogo di provincia poiché ancora aveva molti uffici, questa decisione porta molti impiegati quindi persone a trasferirsi a Isernia per motivi di lavoro. Queste scelte di centralizzare il più possibile il potere porta i paesi di confine fra regioni ad essere i più penalizzati, perché questa decadenza non colpisce solo noi ma anche i paesi del versante abruzzese colpiti da questa scelta che distrugge i piccoli paesi, costringendo le persone a lasciare il paese natio per trasferirsi in altre località meglio attrezzate.

Quindi o agiamo adesso contro questa scelta politica o  sarà troppo tardi! infatti già Luigi Gamberale stesso finisce il discorso con queste testuali parole “o sarà,o perirete” e, considerando che il discorso ha ben 109 anni di età, personalmente penso che le cose non siano migliorate.

 

 

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