Per un Agnone che patisce, un Agnone che gioisce…

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Il Bilancio demografico mensile dell’Istat sulla variazione della popolazione residente nel periodo gennaio- novembre dello scorso anno non è stato particolarmente clemente nei confronti della cittadina altomolisana di Agnone. Secondo le ricerche dell’Istituto nazionale di Statistica, pubblicate lo scorso 15 maggio, Agnone in undici mesi ha perso complessivamente 42 residenti, per lo più emigrati verso altri territori in cerca di maggior fortuna. I cosiddetti “cancellati” sono stati 101 a fronte di 52 decessi. I “nati” appena 28 mentre gli “iscritti”, cioè gli immigrati, ben 83. Se, dunque, in Molise c’è un Agnone che piange per i suoi figli che l’abbandonano, in Campania, e più precisamente nel Cilento, c’è un Agnone che sorride! Si tratta di Agnone Cilento, nota località balneare situata nel Comune di Montecorice in provincia di Salerno. Nei giorni scorsi, infatti, la Foundation for Environmental Education (Fee) ha assegnato il tradizionale riconoscimento all’educazione ambientale dei Comuni italiani per l’anno 2013, le cosiddette bandiere blu. Montecorice ha ottenuto l’ambito premio proprio grazie alle sue due località turistico- balneari: Capitello e, per l’appunto, Agnone Cilento.

La località Agnone Cilento a Montecorice (Sa)
La località Agnone Cilento a Montecorice (Sa)

A prima vista, non sembra esserci alcun collegamento tra la località balneare cilentana e la cittadina altomolisana. Agnone Cilento si trova adagiata sulla splendida fascia costiera salernitana, che quest’anno ha strappato ben 10 bandiere blu per la qualità dell’acqua confermandosi ai vertici della classifica generale italiana. Agnone, invece, è collocata al centro di quello scenario incantevole di paesaggi mozzafiato e natura incontaminata rappresentato dall’Alto Molise. Eppure, quello stesso nome sembra tradire una origine comune: un’origine longobarda. Questa popolazione germanica invase l’Italia nel 568 d.C. e raggiunse Benevento intorno al 590 dando vita a un Ducato tutto sommato autonomo rispetto ai territori del Nord. Il Ducato di Benevento ben presto estese il proprio dominio a tutta l’Italia meridionale eccezion fatta per la Calabria, la Puglia e il territorio delle città di Napoli e Amalfi, saldamente in mano ai Bizantini. In realtà, fino al 1862 c’era un’altra cittadina col medesimo nome in provincia di Frosinone, anch’esso soggetto nel Medioevo alla dominazione longobarda del Ducato di Benevento: l’attuale abitato di Villa Latina.

Il Ducato di Benevento nell'VIII secolo
Il Ducato di Benevento nell'VIII secolo

Ebbene, il toponimo Agnone deriva dal termine latino “anguis” e indica il serpente, un animale molto venerato da quella popolazione. In pratica, Agnone indicherebbe il luogo dove si celebrava, o si era celebrato, il culto del serpente. Se ci guardiamo intorno, in Molise, ci sono due altre cittadine che richiamano esplicitamente nel nome altre due cerimonie religiose longobarde: Capracotta e Carovilli. Capracotta (dal latino Capra Cocta) si collega alla cerimonia religiosa celebrata in onore di Thor che prevedeva l’immolazione di una capra, animale sacro a quel dio, e un banchetto sacro con le carni cotte del quadrupede. Carovilli, invece, allude a una cerimonia religiosa che si svolgeva in onore della massima divinità longobarda: il dio Odino. Essa consisteva nella immolazione di un ovino (forse una pecora): la carne (in latino “caro”) veniva mangiata in un banchetto sacro mentre la pelle (in latino “vellus”) veniva appesa a un ramo d’albero e infilata con la lancia dai soldati a cavallo. Ebbene, se ci spostiamo ad Agnone Cilento, troveremo nel giro di qualche decina di chilometri due centri abitanti che hanno una fortissima assonanza con Capracotta e Carovilli: Pisciotta (da Bestia cotta?) e Calvello (per cui è pacifica l’origine da “Caro” e “Vellus”). Se ci spostiamo nei pressi dell’attuale Villa Latina, troviamo un Monte Carvello e un costone boscoso da sempre chiamato “gliù carvièglie”. Semplici assonanze? Non proprio. Ulteriori indizi sul collegamento tra il serpente, i longobardi e la formazione della toponomastica li ritroviamo nella leggenda della chiesa di santa Maria ad Agnone, con relativo vicolo, che si trova nel centro storico di Napoli. La leggenda, ambientata nell’anno 833 d.C., ci parla di uno spaventoso serpente che uccideva chiunque incontrasse sul proprio cammino nella palude che all’epoca divideva la città partenopea dalla chiesa di san Pietro ad Aram. A sconfiggerlo fu un nobiluomo, un tal Gismondo, grazie all’intercessione della Vergine alla quale costruì una chiesa in ricordo dell’evento: la chiesa di santa Maria ad Agnone. In realtà, la storiella cela un altro significato: la vittoria dei greci di Napoli contro i longobardi di Benevento e la vittoria della Cristianesimo sul paganesimo longobardo…

Vico santa Maria ad Agnone a Napoli
Vico santa Maria ad Agnone a Napoli

 

Francesco Di Rienzo

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