Pensieri di Verità: Aiuto

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di Remo De Ciocchis [1],
nella foto il Beato Antonio Lucci [2]

Beato Lucci che aiuta i poveri
Beato Lucci che aiuta i poveri

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Chi aiuta gli altri non può temerli.

E’ l’aiuto che apre l’animo degli altri.

La nostra missione è di aiutare gli altri a crescere
nella verità non violentandoli.

Tutti chiediamo aiuto.

Sentiamoci liberi aiutando gli altri.

La consapevolezza della necessità della solidarietà umana
ci accosta agli altri e ci apre all’amore.

L’importante è la commozione di aiutarci.

La commozione di volersi bene è la legge
dello stare insieme nonviolento.

Non cerchiamo l’aiuto negli altri
per muoverci verso il bene,
ma muoviamoci decisamente da soli verso di esso.

L’aiuto agli altri sia un dovere,
frutto della libertà dell’uomo.

Non c’è cosa più bella che
chiedere aiuto e riceverlo.

Solo quando la grazia è in noi impariamo
ad aiutare noi stessi e gli altri.

L’uomo vuol essere aiutato e non criticato.

Più che dare agli altri, bisogna aiutarli
a cambiarsi e a essere autonomi nel bene.

Chi non riesce ad aiutare se stesso
spesso non ha la forza di aiutare gli altri.

 

 

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[1]
Remo De Ciocchis,  molisano di Agnone, ha dedicato la sua vita allo studio, alla ricerca, alla elaborazione e alla divulgazione. Professore di Francese, Giornalista, Ispettore Onorario per i Beni Archeologici, ha voluto e saputo indirizzare i suoi studi e i suoi approfondimenti per una crescita santa e dotta della persona umana; ha, quindi, voluto e saputo coniugare il sapere con l’amore per l’essere umano. Il che lo ha condotto a una visione mistica della vita, profondamente legata alla bellezza e al Dio della propria tradizione religiosa. Da qui il suo impegno costante, tra gli uomini, per la giustizia, la pace, la fraternità, la fede in Dio. Ne fanno fede la sua attività di scrittore ed editore (dal 1977 direttore delle Edizioni dell’Amicizia e dal 2000 fondatore del “Centro di Spiritualità Nonviolenta”), autofinanziandosi e “donando”, sì donando, perché i suoi libri non recano, nel retro, il prezzo del libro stesso, ma la parola DONO. In questa veste, di scrittore ed editore, ha avuto un particolare ruolo nella storia della nonviolenza italiana, avendo a parametro di riferimento Gesù e Gandhi.
[2] Il Beato Antonio Lucci, vescovo, dell’Ordine dei Frati Minori Conventuali, rifulge per la sua straordinaria dottrina ed è tanto generoso nell’aiutare i poveri, da non badare neppure alle proprie necessità.  Nato il 2 agosto 1682 ad Agnone in Molise, entra nell’Ordine dei Frati Minori Conventuali e nel 1698 compie la professione dei voti assumendo il nome di Antonio. Nel 1705 è ordinato sacerdotale e nel 1709 diventa dottore in teologia. Inizia così a dedicarsi all’insegnamento. Divenuto reggente del Collegio di San Bonaventura presso la basilica dei Santi Dodici Apostoli a Roma, scrive trattati teologici, filosofici e storici. Benedetto XIII lo chiama tra i teologi del Sinodo romano del 1725 e gli commissiona un’opera contro il giansenismo. Il 7 febbraio 1729 viene nominato vescovo di Bovino, in Puglia, dove istituisce la scuola elementare e promuove corsi di catechesi. All’impegno di teologo Lucci unisce l’amore per i poveri realizzando una compenetrazione fra dottrina e carità. Muore il 25 luglio 1752 a Bovino in Puglia. Giovanni Paolo II lo ha proclamato beato il 18 giugno 1989. 

[divider] Editing: Enzo C. Delli Quadri
Copyright Altosannio Magazine [divider]

 

 

 

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