Pensieri di Verità: Accettazione

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di Remo De Ciocchis [1]

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“il Buon Samaritano” di Teofilo Patini [2]

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Accettazione

Non dimentichiamo di accettare gli ultimi,
gli emarginati, i sofferenti,
gli handicappati e i vecchi.

Accettare gli altri rivela umiltà e amore.

L’accettazione è fiducia, rispetto, apertura.

Affidarsi alla verità significa accettarla.

L’accettazione delle difficoltà da superare
dona pace.

Accettare gli altri significa
aprirsi alla loro comprensione.

L’accettazione può renderci amici.

Accettare la volontà del Signore
significa diventare forti
nell’affrontare il suo disegno divino,
fatto di gioie e sofferenze.

Non accettare la volontà di Dio è debolezza.

Percorriamo la strada del bene,
senza rivoltarci contro Dio
per le difficoltà che incontriamo.

Non bisogna sfidare l’Eterno,
ma accettiamo la sua volontà.

Non bisogna accettare solo ciò che ci fa piacere.
Nella tolleranza si scopre la fortezza.

Accettare gli altri denota coraggio:
significa riconoscere il valore della loro diversità.

Chi si accontenta si ferma sulla verità.
Chi si accontenta aderisce alla verità.
Chi si accontenta ama la verità.
Chi si accontenta gioisce della verità.

Se siamo colpiti da un male non disperiamo.
Tutto è giustificato nel disegno del Signore.
Solo in una fiduciosa sopportazione
è possibile ritrovare la pace.

La rassegnazione consiste
nell’affrontare  le sofferenze della vita
con coraggio e senza rivoltarsi.

Accettiamo soprattutto ciò che ci viene dato con amore.

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Remo De Ciocchis,  molisano di Agnone, ha dedicato la sua vita allo studio, alla ricerca, alla elaborazione e alla divulgazione. Professore di Francese, Giornalista, Ispettore Onorario per i Beni Archeologici, ha voluto e saputo indirizzare i suoi studi e i suoi approfondimenti per una crescita santa e dotta della persona umana; ha, quindi, voluto e saputo coniugare il sapere con l’amore per l’essere umano. Il che lo ha condotto a una visione mistica della vita, profondamente legata alla bellezza e al Dio della propria tradizione religiosa. Da qui il suo impegno costante, tra gli uomini, per la giustizia, la pace, la fraternità, la fede in Dio. Ne fanno fede la sua attività di scrittore ed editore (dal 1977 direttore delle Edizioni dell’Amicizia e dal 2000 fondatore del “Centro di Spiritualità Nonviolenta”), autofinanziandosi e “donando”, sì donando, perché i suoi libri non recano, nel retro, il prezzo del libro stesso, ma la parola DONO. In questa veste, di scrittore ed editore, ha avuto un particolare ruolo nella storia della nonviolenza italiana, avendo a parametro di riferimento Gesù e Gandhi.
[2]  Teofilo Patini, abruzzese di Castel di Sangro, nacque nel maggio del 1840. Seguì corsi di pittura dell’Accademia di Belle Arti di Napoli.  Ebbe come maestri Giuseppe Mancinelli, Giovanni Salomone, Biagio Molinari, e si legò presto al gruppo di pittori che faceva capo a Filippo Palizzi e di questo fu fervente allievo. Da profondo e puro socialista qual era, dipinse quadri ritraenti la civiltà contadina abruzzese di fine ‘800 e primi del secolo scorso, mettendo in rilievo la condizione di povertà della regione e la capacità di resistenza e di sacrificio della popolazione. A lui, nella sua città natale è dedicata la “Pinacoteca Patiniana” in cui possono essere ammirati i suoi quadri più belli e significativi (http://www.altosannio.it/la-pinacoteca-teofilo-patini-a-castel-di-sangro-in-virtual-tour/)

[divider] Editing: Enzo C. Delli Quadri
Copyright Altosannio Magazine [divider]

 

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