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La pasturella

di Bruno Marinelli [1] 

Pasturella

La pasturella

Da sempre stu ciele, le stesse muntagne;
da sempre sta terra, re stesse culure,
chest’acqua che corre cuntenta luntane,
e ‘ntante ru tiempe la veste t’accorta,
quaccosa s’appiccia e te trema ‘ndi mane.
E mentre tamiente nu cieglie che vola,
na fronna de rosa, na crapa che pasce,
tu, dent’a stu prate addeviente nu sciore,
nu sciore che s’apre e s’avvampa de rusce.
Nu sciusce de viente accarezza le grane,
‘do coglie ru sole te stienne vijata,
e suonne, stregnennete ‘mpiette le mane,
na vocca che ‘mbacce l’ammore te sciata.

Da sempre questo cielo, le stesse montagne,
da sempre questa terra, gli stessi colori,
quest’acqua che corre contenta lontana,
e intanto il tempo la veste ti accorcia,
qualcosa si accende e ti trema tra le mani.
E mentre ammiri un uccello che vola,
una foglia di rosa, una capra che pascola,
tu, in questo prato diventi un fiore,
un fiore che s’apre e avvampa di rosso.
Un soffio di vento accarezza il grano,
dove batte il sole ti stendi beata,
e sogni, stringendoti sul petto le mani,
una bocca che sul viso l’amor ti respira

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[1] Bruno Marinelli, molisano di Rionero Sannitico, costretto ad abbandonare gli studi universitari per dedicarsi al lavoro in banca, ha operato nel sindacato, senza mai abbandonare la sua passione per la poesia dialettale

Copyright Altosannio Magazine
Editing: Enzo C. Delli Quadri 

 

About Bruno Marinelli

Bruno Marinelli, molisano di Rionero Sannitico, costretto ad abbandonare gli studi universitari per dedicarsi al lavoro in banca, ha operato nel sindacato, senza mai abbandonare la sua passione per la poesia dialettale.

Un commento

  1. Delicatissima quasi eterea. Molto bella.

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