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PANTÀSEMA: stregheria negli abruzzi (VIII) – L’Elemosina

di Rita Cerimele [1]

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Viaggiare nei paesi delle streghe, attraverso il sentiero del patrimonio folkloristico intriso di leggende, tradizioni, dicerie, incantesimi e credenze per affrontare i molteplici aspetti della “striaria,” di storie narrate dalle Vecchie abruzzesi che, vedendosi negare l’elemosina, avrebbero scatenato la malattia e la repentina morte di diversi bambini: Rivisondoli, Pescocostanzo e Lanciano, sono solo alcuni dei paesi protagonisti di questi aneddoti.

«A Lanciano si narra di una donna che, dopo aver negato l’elemosina a un’anziana signora, fu colpita da una terribile disgrazia: suo figlio, che fino ad allora era in perfetta salute, prese a vomitare ed ebbe una febbre altissima. Portandolo da una maliarda del paese, questa le suggerì: “Vuoi liberare la città? Prima di tutto fa’ sempre l’elemosina, e non la negare mai a nessuno…” Ovviamente la coincidenza della malattia del bambino e l’elemosina negata, erano una casualità, ma nell’immaginario popolare la mendicante diventò capro espiatorio dell’evento dannoso e dunque strega.»
(da “Guida alle streghe in Italia” Andrea Romanazzi)

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«Ci sono delle madri tuttavia che non pronunciano nessuno scongiuro. Una persona che si interessava di folklore chiese ad una donna che aveva un bambino magro e malato: “Una strega ha mai preso in braccio tuo figlio?”. 
“La strega che lo ha abbracciato è stata la povertà,” rispose lei.»
(da “Negli Abruzzi” – A. MacDonell – cit. pg.121-122)

«E’ usanza dei forestieri e dei mendicanti andare di casa in casa a chiedere pane e pasta in elemosina. Questa usanza non è altro che lo stratagemma più comune per carpire la fiducia delle vostre mogli e rapirle. Per rimediare a questo pericolo dovete assolutamente evitare di offrir loro questi alimenti e, se vostra moglie, già stregata, tenta di seguire il mendicante, percuotetegli con forza il tallone, copritela con un mantello e riconducetela in casa.»
(da “Le ricette delle streghe: Incantesimi, sortilegi, malefici”– Di Andrea Malossini)

«Ci è ancora un’altro rimedio, che è di non temere in alcun modo il Diaulo, ne i sortilegi, conciofia che non ui è per auuétura modo maggiore di dar forza al diaulo fopra di fe, che di hauere paura di lui, facendofi anco ingiuria à dio con temere il diaulo. Et per quefta cagione molte uolte nella legge di Dio è prohibito efpreffamente di non temere in alcun modo i Dei de’ Pagani, che non poffono fare ne ben, ne male. Et in effetto fi è ueduto fpeffo, & che la calpefta co’ piedi fapendo ch’ella è Strega. Ci è ancora un altro mezo, che le Streghe confeffano, che colui, che fa elemofina voluntieri, nó può effere offefo da i Sortilegi, quantunque fia vitiofo nel refto.»
(da “Demonomania de gli stregoni, cioè furori, et malie de’ demoni, col mezo de gl’huomini” – Jean Bodin, Johann Wier, Ercole Cati, Niccolò Manassi – Ed.1592)
(C’è ancora un altro rimedio, che è quello di non temere in alcun modo il diavolo, né i sortilegi, conciò sia che non vi è per avventura, modo maggiore di dare forza al diavolo sopra di sé che di avere paura di lui, facendoci anche ingiuria a Dio temendo il diavolo. E per questa ragione molte volte nella legge di Dio è proibito espressamente di non temere in alcun modo gli dei pagani che non possono fare né bene né male. E in effetti, si è visto spesso che la calpesta con i piedi sapendo che ella è una strega. C’è ancora un altro mezzo che le streghe confessano, che colui che fa elemosina volentieri, non può essere offeso dai sortilegi quantunque sia virtuoso nel resto.)

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Elemosinare, significava donare parte dei propri averi ai bisognosi. In quei tempi non si navigava nell’oro, e per un tozzo di pane si era disposti a metter su chissà quali leggende, anche puntare tranquillamente l’indice accusatore contro mendicanti, poveri e derelitti, pur di accaparrarsi maggiori beni. Nei casi di morti inspiegabili, bisognava mettere tutto a tacere e subito, giustiziando la malcapitata, che fosse ricca o povera non aveva importanza, perché in ambedue i casi si era perseguibili.

In ambito accusatorio contro le streghe trovare testimoni era semplicissimo, soprattutto se la strega possedeva diversi beni, che le venivano subito confiscati.

Elemosinare per le religioni monoteiste equivale:

Per i cristiani è dare le proprie sostanze ai poveri. Cristo, riprendendo la tradizione giudaica, la inculca ai suoi discepoli e ne precisa le modalità, facendone un cammino che apre la strada del Paradiso.

Per gli ebrei, è una questione di “giustizia”, un obbligo fondamentale secondo il quale tutti devono dare una parte del proprio reddito per aiutare i poveri e i bisognosi.

Per i musulmani l’elemosina rituale è il terzo pilastro dell’Islam, la carità è d’obbligo e il Corano determina le categorie di persone alle quali va applicata.

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[1] Rita Cerimelemolisana di Agnone (IS), ama scrivere racconti memory, fantasy e favole. Compone poesie in tutte le sue forme, da quelle tradizionali – Endecasillabi e Sonetti, anche in lingua antica- a quelle più innovative: Haiku, Sedoka, Haiga e Keiryu.

Musica: Blackmore’s Night – Where Are We Going From Here
Editing: Flora Delli Quadri

About Flora Delli Quadri

Flora Delli Quadri, Molisana di Agnone (IS), prof.ssa di Matematica in pensione. Si occupa di cultura e politica; pur risiedendo altrove, ha conservato intatto l'amore per il suo paese d'origine che coltiva in forma attiva.

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