Paga ca sì d’Agnone

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Campanili di Agnone (foto di Enzo C. Delli Quadri)

A differenza di quasi tutti i modi di dire, che derivano o dall’osservazione di tutto ciò che ci circonda o sono frutto di storielle di pura fantasia, anche se arguti e saggi, mi piace mettere in risalto questo perché autoctono e storico.
Dobbiamo riconoscere che Agnone, finché non sono arrivati Castel di Sangro prima e successivamente  Isernia a contendergli l’egemonia sia nel commercio che in altri settori, è sempre stato il principale centro dell’alto Molise dove ci si recava per ogni necessità. Era così anche verso la fine del 1500, ma per tutta la popolazione ad ovest di Agnone, specialmente in inverno era difficile raggiungere la cittadina e la principale difficoltà era rappresentata dall’attraversamento del fiume Verrino. Per questo motivo, le popolazioni ad ovest di Agnone, verso la fine del XVI secolo pensarono di consorziarsi e costruire un ponte sul Verrino e, con saggezza e coerenza, chiesero anche agli abitanti di Agnone di partecipare alle spese.

Ma la risposta degli agnonesi, non solo fu negativa, ma anche provocatoria, infatti, con fare derisorio risposero che loro erano già in Agnone e quindi non avevano bisogno del ponte. Una volta costruito il ponte fu organizzata la sorveglianza e fu stabilito per l’attraversamento il pagamento di un pedaggio per tutti i cittadini che non  provenivano dai paesi che avevano aderito alle spese per la costruzione. Un giorno capitò un signore di Agnone che dovendo attraversare il ponte, per sottrarsi al pagamento, cercò di camuffare non solo il suo dialetto ma anche la sua provenienza, a questo punto, il sorvegliante, di Vastogirardi, riconobbe il furbastro agnonese e lo apostrofò: “Paga ca sì d’Agnone”.

Da allora abbiamo incominciato ad adoperare questo detto nei confronti di persone che con furbizia cercano di sottrarsi ad un obbligo o pagamento.

Editing: Francesco Di Rienzo

Copyright: Vastogirardiefriends.it

2 Commenti

  1. VERO E DIFFUSO QUESTO DETTO…TANTO CHE LO RIPETEVA SPESSO ANCHE MIO PADRE -CLASSE 1908- CHE PURE NON AVEVA “LETTERE” AVENDO FREQUENTATO SOLO LA SECONDA ELEMENTARE… MA I DETTI GLI PIACEVANO E QUELLI ARGUTI E SPIGLIATI COME QUESTO …DI PIù, LO ATTRAEVANO.
    FINALMENTE ORA NE SO ANCHE PROVENIENZA ED ORIGINE… FORSE AGLI AGNONESI NON FA TANTO ONORE, MA è PUR SEMPRE UN VANTO SAPERNE LA GRANDE DIFFUSIONE NELL’ALTOMOLISE…SEGNO DELL’ANTICA RICCHEZZA E VIVACITà DI VITA DELLA CITTADINA.

  2. IL DETTO SARA’ STATO ANCHE DIFFUSO NEI PAESI VICINI AD AGNONE, TANTO PER FARSI BEFFA DEGLI AGNONESI, MA LA RAPPRESENTAZIONE DEL FATTO APPARE FANTASIOSA, NON SOSTENUTA DA ALCUN PRINCIPIO DI REALTÀ. DA RAGAZZI NOI AGNONESI L’AVREMMO DEFINITA “NA BUATTA”, AD OGGI PER TUTTI SAREBBE “UNA BUFALA”.
    L’autore (non citato) invece lo definisce “autoctono e storico”, “a differenza di quasi tutti i modi di dire frutto di storielle di pura fantasia”. Naturalmente a quale documento storico faccia riferimento l’ignoto autore “uasctaruole” non è dato sapere. Tanto “storico” che il prof. Domenico Di Nucci, nativo di Capracotta ma da una vita ad Agnone, dove insieme alla sua famiglia fu accolto da sfollato, un fatto simile lo ambienta a Milano. Tanto per dire che la fantasia “storica” non è mai mancata a nessuno.
    Ma andiamo al dunque:
    1- “… le popolazioni ad ovest di Agnone, … con saggezza e coerenza, chiesero anche agli abitanti di Agnone di partecipare alle spese. Ma la risposta degli agnonesi, non solo fu negativa, ma anche provocatoria, infatti, con fare derisorio risposero che loro erano già in Agnone e quindi non avevano bisogno del ponte”. Dunque, “saggezza e coerenza” per le popolazioni limitrofe, mentre per gli agnonesi “risposta provocatoria” e “fare derisorio”. Non penso ci voglia molto a capire che è chiaramente un pensiero di ostilità e denigrazione nei confronti degli agnonesi;
    2- “Una volta costruito il ponte …”. Dubito che sul finire del XVI secolo il territorio di Agnone avesse uno dei suoi confini nel fiume Verrino. Agnone ha oggi una estensione territoriale talmente ampia che è difficile immaginarla acquisita in epoca recente. Per di più nel territorio del vecchio Contado di Molise la mia cittadina natia contava più abitanti di tutti, anche di Campobasso (1). Insomma, non è immaginare che qualcuno costruisca un ponte sul fiume in territorio agnonese contro la volontà degli agnonesi! Ma gli agnonesi qui vengono rappresentati talmente scemi da fregarsene dell’esigenza delle “popolazioni ad ovest di Agnone” di entrare in paese per commercio o qualsiasi altro affare? E gli agnonesi non avevano essi stessi l’esigenza di entrare ed uscire dal paese su quel versante?
    Di più. Anche se all’epoca solo una sponda del Verrino fosse stata in territorio agnonese, si può pensare che “forestieri” appoggiassero il ponte sulla sponda agnonese senza consenso?
    3-“… fu organizzata la sorveglianza e … riconobbe il furbastro Agnonese e lo apostrofò”. Ovverosia: “l’ospite” organizzava la sorveglianza su un ponte piantato su territorio agnonese e “i padroni di casa” facevano i furbastri?
    P.S.: Francesco Di Rienzo ha ripreso lo scritto integralmente dal questo sito:
    http://www.vastogirardiefriends.it/Modi%20di%20dire.htm
    Già due anni fa, di questa storia ne discussi con l’amico Claudio Amicone, già Sindaco di Vastogirardi, per conoscerne l’autore gli eventuali documenti a supporto della tesi. La risposta fu negativa e l’opinione di Claudio convergeva con quanto da me rappresentato.
    Comunque, ognuno è libero di fare lo “storico”, ma almeno ci dovrebbe mettere la faccia.
    – – – – –
    (1) Abitanti nel 1780 (GALANTI, …Contado di Molise-M.DCC.LXXXI.):
    AGNONE 6.849, IS 5.156, CB 5.000

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