Ostia e caffè a colazione, niente di meglio

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di Enzo C. Delli Quadri

ostieProvate a navigare per il web: scoprirete articoli di nutrizionistitutti d’accordo su questioni essenziali, circa la colazione. Ne ho letto “ad abundantiam” e al termine ne ho trovati due[1] che rappresentano il meglio di tutti gli altri, nel senso che sintetizzano al meglio tutti i pensieri dei loro colleghi. Incrociando i loro studi emerge che la miglior colazione è quella che vede l’accoppiata OSTIA e CAFFÈ (o caffellatte o caffè macchiato o cappuccino).

Per chi non sa cos’è un’OSTIA, specifico che non trattasi di quella consacrata dal prete durante una messa, quanto piuttosto di un dolce di Agnone (paese molisano confinante con l’Abruzzo), formato da due ostie – simili ma molto più grandi di quelle utilizzate dal prete – tra le quali vengono inserite, a panino, mandorle e noci impastate con miele, zucchero, cioccolato o cacao, polveri di cannella o chiodi di garofano più la buccia di una arancia tagliata a pezzettini.

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Stato dell’arte della colazione, oggi.

Nel mondo inglese o tedesco e, con qualche variante in quello americano, la parola d’ordine è “egg and bacon”: cioè, uova e pancetta, sostanze obiettivamente ricche di proteine e grassi. Per di più, inglesi e tedeschi prediligono le uova fritte in padella con brioche salate, cucinate insieme ai wurstel. Il risultato è uno shock calorico (Le colazioni oscillano dalle 700 alle 1000 calorie) e una bomba terribile di grassi saturi, assunti al mattino, in un momento della giornata assai delicato: dopo, cioè, che l’apparato digerente ha lavorato tutta la notte per smaltire le “scorie” di una cena abbondante. “A breve e a lungo termine, questi stili alimentari si pagano in termini di più elevati livelli di colesterolo e trigliceridi nel sangue, con possibilità maggiori di ictus, arteriosclerosi e infarto miocardico”.

In Italia, invece, si è affermata, da tempo, l’accoppiata cappuccino e brioche oppure, più raramente, fette biscottate con miele, marmellata, frutta o yogurt. La colazione all’italiana è meno calorica di quella americano o anglosassone, oscillando in media fra le 300 e le 400 calorie, permettendo di utilizzare un buon quantitativo di energia.

Purtuttavia, è stato accertato che anche la brioche, con il croissant e il cornetto, pur non arrivando agli eccessi della colazione americana, inglese o tedesca, non sono benéfici per il nostro apparato perché preparati in fabbrica con la mollica molto ricca di acidi grassi saturi, oli vegetali di cocco e di palma o strutto, che sporcano le arterie: solo la crosta è realmente mangiabile, per cui è bene cercare di non mangiare troppe brioche o cornetti. Uno al mattino basta e avanza, abusarne fa male. Ovviamente la colazione può variare a seconda dell’età e del lavoro del consumatore, potendo essere più calorica per i giovani o per chi fa lavori pesanti. Sembrerebbe, quindi, che la colazione americana o anglosassone sarebbe da evitare assolutamente; quella italiana potrebbe andar bene ma è pur sempre accompagnata da brioche o cornetti o croissant da cui guardarsi.

La frutta secca.

La frutta secca va distinta tra quella a guscio, che comprende le noci, le nocciole, le mandorle, i pinoli, le arachidi e i pistacchi, e quella polposa disidratata tra cui i fichi, le prugne, le albicocche, l’uva passa e i datteri.

La frutta secca a guscio è un alimento certamente ipercalorico in virtù del suo alto contenuto in grassi; essi, però, si presentano sotto forma di acidi grassi insaturi e polinsaturi e svolgono un’azione benefica nel contrastare le cosiddette malattie del benessere, contribuendo ad abbassare i livelli di colesterolo nel sangue e riducendo il rischio di aterosclerosi e di cardiopatie. Infatti, è priva di colesterolo. Recenti studi l’hanno riabilitata dal punto di vista nutrizionale. Bisogna però imparare a mangiarla: l’abitudine di sgranocchiarla dopo i pasti non è corretta perché, data la sua ricchezza in sostanze nutritive, essa appesantisce la digestione dando un surplus di calorie. Si dovrebbe consumare come colazione.

Conclusione

Incrociando gli studi dei nutrizionisti, pare abbastanza ovvio che una buona colazione dovrebbe prevedere, come elementi importanti ed essenziali, cereali ( e l’ostia ne ha), frutta secca come noci e mandorle (e l‘ostia ne ha), miele (e l’ostia ne ha). L’ostia ha anche qualcos’altro, ma in dosi minime non importanti. Quindi, la colazione ideale dovrebbe essere costituita da un’ OSTIA seguita da un CAFFÈ (o caffellatte o caffè macchiato o cappuccino).

Un tempo la frutta secca era disponibile solo a Natale. Oggi è disponibile sui banche del mercato in ogni momento dell’anno. Allora, perché aspettare, tentennare, rinviare? Godiamoci una bella colazione altosannita, a base di OSTIA e CAFFÈ e diamo un calcio a stili americani o anglosassoni o italiani, comunque dannosi.

 

 

 


[1] Umberto Gambino per la parte tradizionale http://www.humanitasalute.it/clima-e-stagioni/2701-qual-e-la-tua-colazione-ideale/ e Giorgia Diana, per la parte innovativa http://www.humanitasalute.it/dieta-e-alimentazione/2940-frutta-secca-tanta-energia-niente-colesterolo/

Editing: Enzo C. Delli Quadri
Copyright: Altosannio Magazine 

3 Commenti

  1. Quando, due decenni fa’, la mia secondogenita ebbe l’idea di inserire un anno di “Erasmus” in Sevilla, ho fatto la scoperta entusiasmante (parlo ovviamente per me) del desayuno típico offerto nei locali rigorosamente non turístici di quella meravigliosa citta’: pane tostato, olio di olíva e pomodoro. Credo che, tra i lettori di questo blog, i più “attempati” (visto come ho evitato l’aggettivo che non si può più pronunciare, vista l’imperante dittatura del giovanilismo ?) non abbiano bisogno che stia qui a spiegare il perché del mio entusiasmo. Gli altri, meno “attempati”, non lo potranno mai comprendere, vivendo ormai da decenni in simbiosi con la sedicente civiltà industriale o postindustriale. Per me, comunque, questo desayuno – con le sue varianti invernale (arancia) e di mezza stagione (salsa di pomodoro) – e’ da allora uno dei piaceri che incredibilmente rendono l’attuale stagione la più bella del mio percorso terreno.

  2. Post scriptum (per quanti risiedono nel territorio altosannita e non vogliono essere da meno dei sevillani d.o.c.): con una bella “fella” del nostro pane, la “abbschatura” non e’ affatto necessaria, anzi … (chiedo venia a Domenico Meo per il maldestro tentativo di invasione in un campo che, ahimè, non e’ il mio).

  3. Post scriptum n. 2: confesso che, mea culpa mea culpa mea maxima culpa, non disdegnerei un paio di uova fritte accompagnate magari da un bell’anello di salsiccia se la mia giornata dovesse comprendere, per amore o per forza, un po’ di esercizio fisico a base di bidente o di saliscendi insieme ad un gregge di ovini (in particolare, le furbissime capre).

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