Obblighi di Aggregazione tra Piccoli Comuni – Schema di Convenzione

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a cura di Franco D’Abarno(1) ed Enzo C. Delli Quadri
(1) Ex amministratore del Comune di Lupara
Questo articolo, già pubblicato con altro titolo è stato arricchito di una importanti informazioni tecniche

AltoMolise-Sangro-Vastese (Almosava),

Abitanti nel 1871 = 125.498;   Numero massimo raggiunto = 140.102;     Oggi = 53.049.

I comuni dell’Alto Molise in Provincia di Isernia

Agnone, Bagnoli del Trigno, Belmonte del Sannio, Capracotta, Carovilli, Castel del Giudice, Castelverrino,  Pescolanciano, Pescopennataro, Pietrabbondante, Poggio Sannita, San Pietro Avellana, S. Angelo del Pesco, Vastogirardi.

Abitanti nel 1871 = 43.980;   Numero massimo raggiunto = 47.045     Oggi = 14.403.

I comuni dell’Alto Sangro in Provincia de L’Aquila

Castel Di Sangro, Alfedena, Ateleta, Barrea, Civitella Alfedena, Opi, Roccaraso, Scontrone, Villetta Barrea.

Abitanti nel 1871 = 18.086;   Numero massimo raggiunto = 22.801;     Oggi =  12.606.

I comuni dell’ Alto Sangro-Vastese in Provincia di Chieti

Castiglione Messer Marino, Bomba, Borrello, Carunchio, Castelguidone, Civitaluparella, Celenza sul Trigno, Colledimezzo, Fraine, Fallo, Gamberale, Montazzoli, Montebello sul Sangro, Monteferrante, Montelapiano, Montenerodomo, Palmoli, Pietraferrazzana, Pizzoferrato, Quadri, Roccaspinalveti, Roio del Sangro, Rosello, San Giovanni Lipioni, Schiavi di Abruzzo, Villasantamaria, Torrebruna.

Abitanti nel 1871 = 50.393;   Numero massimo raggiunto = 55.498;     Oggi = 17.885.

I comuni dell’Alto Molise  in Provincia di Campobasso

Trivento, Montefalcone nel Sannio, Roccavivara, Salcito.

Abitanti nel 1871 = 13.039;   Numero massimo raggiunto = 14.758;     Oggi = 8.155.

 

E’  importante mettere in evidenza che:

  • Comuni dell’ Alto Molise in Provincia di IS
    Con più di 5.000 abitanti = 1
    Con più di 1.000 abitanti e meno di 5.000 = 1
    Con meno di 1.000 abitanti = 12
  • Comuni dell’ Alto Molise in Provincia di CB
    Con più di 5.000 abitanti = nessuno
    Con più di 1.000 abitanti e meno di 5.000 = 2
    Con meno di 1.000 abitanti = 2

 

 

  • Comuni dell’ Alto Sangro in Provincia di L’AQ
    Con più di 5.000 abitanti = 1
    Con più di 1.000 abitanti e meno di 5.000 = 2
    Con meno di 1.000 abitanti = 6
  • Comuni dell’ Alto Sangro-Vastese in Provincia di CH
    Con più di 5.000 abitanti = nessuno
    Con più di 1.000 abitanti e meno di 5.000 = 6
    Con meno di 1.000 abitanti = 21
  • TOTALE dell’AltoMolise-Sangro-Vastese (Almosava)
    Con più di 5.000 abitanti = 2
    Con più di 1.000 abitanti e meno di 5.000 = 11
    Con meno di 1.000 abitanti = 41

Una gravissima situazione finanziaria nazionale internazionale, che ha conseguenze pesantissime sulla finanza pubblica,  ha messo sotto scacco Comuni, Provincie e Regioni., in pratica ha messo sotto scacco tutto il l’ordinamento dello Stato e degli Enti Locali.

In questo contesto, nell’AltoMolise-Sangro-Vastese (Almosava),  ben 42 Comuni, con meno di 1.000 abitanti, sono tenuti, fin d’ora, ad osservare norme perentorie stringenti; altri 11 sono tenuti ad osservare regole, perentorie ma meno stringenti; per un totale di 52 Comuni su 54.

Sono la legge 122 del 2010 e, più in particolare, la legge 148 del 2011 ad apportare profondi mutamenti strutturali. Conoscerle  in dettaglio, per meglio comprendere la situazione, è un dovere civico e morale.

 Va detto, per inciso, che fu un grosso e grave errore smembrare il territorio dell’AltoMolise-Sangro-Vastese (Almosava), omogeneo per cultura e valori, per sottoporlo, nel tempo, a ben 4 provincie e 2 regioni, rincorrendo l’araba fenice di una finanza pubblica sempiterna, con le sue pensioni, i suoi posti nelle provincie e nelle regioni, i suoi appalti, i suoi affidamenti, la sua autonoma gestione della sanità regionale. Sarebbe, ora, delittuoso se non si approfittasse di questo momento per porre fine ad umiliazioni continue che hanno annientato i Capitali di quei Paesi di Confine Regionali e Provinciali, quali il Capitale Umano con una desertificazione demografica sopra ogni limite e il Capitale Immobiliare, con Terreni e Fabbricati, frutto di sacrifici immensi delle passate generazioni, che stanno andando letteralmente  in fumo, altro che ICI o IMU)

legge 122 del 2010

Passando attraverso norme sempre più restrittive su personale e servizi (contenimento di spesa, blocco di turnover, affidamenti), si è giunti, dapprima, all’estensione del patto di stabilità anche ai piccoli comuni con meno di 5000 abitanti, e, poi, al DL 78/2010 convertito in legge 122/2010.

L’art 14 di questa legge obbliga i piccoli comuni ad associare 6 funzioni fondamentali :

  1. funzioni generali di amministrazione, di gestione e di controllo, nella misura complessiva del 70 per cento delle spese come certificate dall’ultimo conto del bilancio disponibile alla data di entrata in vigore della presente legge;
  2. funzioni di polizia locale;
  3. funzioni di istruzione pubblica, ivi compresi i servizi per gli asili nido e quelli di assistenza scolastica e refezione, nonché l’edilizia scolastica;
  4. funzioni nel campo della viabilità e dei trasporti;
  5. funzioni riguardanti la gestione del territorio e dell’ambiente, fatta eccezione per il servizio di edilizia residenziale pubblica e locale e piani di edilizia nonché’ per il servizio idrico integrato;
  6. funzioni del settore sociale.”

Legge 148 del 2011

E’ stata chiamata manovra di “ferragosto”2011 (decreto legge 138 /2011 , convertito in legge 148/2011).

Per prima cosa, la manovra ha differenziato i comuni in base alla popolazione:

a)    sono piccoli i comuni che hanno una popolazione da 1001 fino a 5.000 abitanti;
b)  
sono piccolissimi i comuni che hanno una popolazione residente fino a 1.000 abitanti.

Questa suddivisione dei comuni, fino a 1.000 abitanti e fino a 5.000 abitanti, prevede due differenti approcci alla gestione associata dei servizi, delle funzioni compresa quella del personale.

Approccio nei piccolissimi comuni (fino a 1000 abitanti)

Nei piccolissimi comuni (fino a 1.000 abitanti) è fatto obbligo perentorio di gestione associata dei servizi e delle funzioni fondamentali compresa quella del personale e, a tale scopo possono essere utilizzati due strumenti:  le convenzioni ( art . 30 del 267/2000) e le unioni di comuni (art 32 del 267/2000, con tre commi in deroga).

–  le convenzioni

Questo modello gestionale, già ampiamente utilizzato finora per alcuni servizi o funzioni può essere ancora utilizzato ma deve riguardare tutti i servizi e tutte le funzioni, compreso il personale. Questo modello, che esonera dall’obbligo di unione, è piuttosto complicato e difficile, in quanto  i comuni, che  volessero adottarlo, dovranno riuscire a dimostrare che c’è stato un certo risparmio di spesa.

–   le Unione di Comuni

Questo secondo modello di gestione, più stringente rispetto al primo, prevede la effettiva unione di comuni , con un passaggio integrale delle competenze di ogni ordine e grado e con pochissimi compiti residuali in capo al sindaco. Di fatto i piccoli comuni fino a mille abitanti saranno aggregati o associati in nuove municipalità.

Approccio nei piccoli comuni (fino a 5000 abitanti)

La situazione per i Comuni con popolazione tra 1001 e 5.000 abitanti è diversa. Per questi vale la legge 122/2010, la quale, all’ art 14, obbliga i piccoli comuni ad associare le 6 funzioni fondamentali,  più sopra riportate

Ma il problema non è limitato ai Comuni: è a tutti noto il tira e molla tra opinione pubblica che pretende la eliminazione delle Provincie per ridurre i costi della Politica e i politici che tentano di salvare il salvabile. Ma è utopistico immaginare che resti tutto com’è ora; è utopistico immaginare che le Provincie restino in vita. Saranno o cancellate del tutto o sostituite da nuovi organismi amministrativi, ma completamente diversi dagli attuali e con sicure diverse aggregazioni o associazioni di Comuni.

A questo aggiungansi la discussione sulla costituzione di Macro Regioni, tra cui quella delle Marche-Abruzzo-Molise.

E’ in questo contesto che ALMOSAVA, gruppo di opinione interessato al territorio dell’AltoMolise-Sangro-Vastese, chiede che il suddetto territorio trovi in sé la forza e il coraggio di unirsi in un organismo amministrativo unico di tipo Municipale o di altro nome ancora. Chiede, insomma, che i Comuni si associno tra di loro, superando le attuali divisioni dannose per tutti. E, a questo proposito, non valgono le obiezioni di chi sostiene che le associazioni andrebbero fatte solo nell’ambito della stessa Provincia. Il problema è prima di tutto politico e, dopo, amministrativo.

I paesi del territorio, in un contesto di armonici interessi della Gente di Montagna, senza concorrenza forte e sleale della COSTA e dei CENTRI cittadini, tornerebbero a respirare in un unicum di cultura e valori e meglio potrebbero attendere alle funzioni di gestione della sanità, dei trasporti, della viabilità, dell’edilizia scolastica, dell’assistenza sociale, del turismo. E per far questo potrebbero contare, oltre che sui trasferimenti statali dovuti, su risorse finanziarie rese libere dalla eliminazione delle Provincie e dalla costituzione di Macro Regioni; potrebbero proporsi, inoltre, come ZONA FRANCA da burocrazia e imposte o per attirare investimenti oppure, più semplicemente, per evitare che giovani intraprendenti decidano di andarsene, imitando chi lo ha già fatto.

Viceversa, se questo progetto dovesse fallire già in partenza, i Comuni di Montagna, divisi tra loro e aggregati con altri pendenti verso la COSTA o i CENTRI oggi provinciali, finirebbero per diventare, definitivamente, le loro riserve indiane.

Enzo C. Delli Quadri

 

Schema di Atto Convenzionale finalizzato alla gestione associata obbligatoria delle funzioni fondamentali.

così come proposto dall’ANCI – Piccoli Comuni

Come è noto, l’art. 16 della legge 148/2011 congiuntamente all’art. 14 della legge 122/2010, disciplinano la gestione associata obbligatoria – in Unione di Comuni o in Convenzione – delle funzioni  comunali, prevedendo che i Comuni con popolazione compresa tra i 1.001 e 5.000 abitanti debbano svolgere almeno due funzioni fondamentali (indicate dall’art. 21, comma 3, legge 42/2009) entro il 31 dicembre 2011. L’utilizzo di tale atto anche da parte dei Comuni con popolazione fino a 1.000 abitanti, pur non espressamente assoggettati dall’art. 16 all’attivazione di due funzioni fondamentali entro il 31 dicembre 2011, è rimessa naturalmente alla valutazione discrezionale degli Enti anche tenendo conto dell’evoluzione delle previsioni normative che, in attuazione del federalismo fiscale, destinano quote di risorse ai Comuni che esercitano le funzioni in forma associata. Il testo che segue è necessariamente sintetico e schematico, dovendo essere opportunamente integrato con le peculiari condizioni delle diverse realtà territoriali e la relativa concreta situazione di avanzamento dei rapporti tra gli Enti coinvolti.
Si ricorda che nella scelta delle modalità di gestione associata i singoli Comuni possono optare tra l’Unione di Comuni (art. 32 Tuel) e l’attivazione di Convenzioni (art. 30 Tuel).

art. 21, comma 3, legge 42/2009
3. Per i comuni, le funzioni, e i relativi servizi, da considerare ai fini del comma 2 sono provvisoriamente individuate nelle seguenti:
a) funzioni generali di amministrazione, di gestione e di controllo, nella misura complessiva del 70 per cento delle spese come certificate dall’ultimo conto del bilancio disponibile alla data di entrata in vigore della presente legge;
b) funzioni di polizia locale;
c) funzioni di istruzione pubblica, ivi compresi i servizi per gli asili nido e quelli di assistenza scolastica e refezione, nonché l’edilizia scolastica;
d) funzioni nel campo della viabilità e dei trasporti;
e) funzioni riguardanti la gestione del territorio e dell’ambiente, fatta eccezione per il servizio di edilizia residenziale pubblica e locale e piani di edilizia nonché per il servizio idrico integrato;
f) funzioni del settore sociale.

SCHEMA DI ATTO CONVENZIONALE
PER LA GESTIONE ASSOCIATA DELLE FUNZIONI COMUNALI

Le Amministrazioni comunali di
………………………………………..
………………………………………..
………………………………………..
VISTE le disposizioni di cui all’articolo 14, commi da 25 a 31 della legge n.122/2010, come successivamente modificato e integrato dall’art. 16 della legge n. 148/2011, in merito alla gestione associata delle funzioni fondamentali per i Comuni aventi popolazione compresa tra 1.001 e 5.000 abitanti;
VISTE le disposizioni normative di cui all’art. 2, comma 7, decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23, che in attuazione del federalismo fiscale destinano quote di risorse ai Comuni che esercitano in forma associata le funzioni fondamentali;
CONSIDERATO che, in ogni caso, la presente gestione associata è rivolta al raggiungimento delle finalità di cui al successivo articolo 2 e che qualora si concretizzassero disservizi e diseconomie, verrebbe meno la ratio ispiratrice della normativa richiamata;
tutto ciò premesso
convengono tra loro quanto segue:

Articolo 1
OBIETTIVI
I Comuni di …………………………………………………………………………………. convengono di esercitare, ai sensi dell’art. 14, comma 31, lettera a), legge n. 122/2010, in forma associata attraverso la presente convenzione oppure attraverso l’Unione di Comuni …………… le seguenti due funzioni fondamentali, così come individuate dall’art. 21, comma 3, della legge n. 42/2009:
1)…………………………
2)…………………………

Le suddette Amministrazioni procedono alla stipula della presente convenzione in virtù delle seguenti deliberazioni assunte dai rispettivi Consigli comunali:
•    deliberazione del Consiglio comunale di……….. n. ….. del ……
•    deliberazione del Consiglio comunale di……….. n. ….. del ……
•    deliberazione del Consiglio comunale di……….. n. …… del ……

Quale soggetto capofila è individuato il Comune di …………. (oppure, all’Unione di Comuni …………………. viene attribuita la gestione associata delle funzioni di cui alla presente convenzione).
Periodicamente il Comune capofila/la Conferenza dei Sindaci ove prevista/l’Unione, verifica con i Sindaci dei Comuni aderenti l’andamento della gestione anche per avanzare proposte per il suo miglioramento.

Articolo 2
FINALITA’

La gestione associata delle funzioni sopra elencate è rivolta al perseguimento delle seguenti finalità:
a) migliorare la qualità dei servizi erogati;
b) contenere la spesa per la gestione di tali servizi;
c) avviare o rafforzare le modalità di concertazione territoriale.

Articolo 3
ORGANIZZAZIONE UFFICI E SERVIZI

I Comuni convenzionati/la Conferenza dei Sindaci/l’Unione disciplina/no  l’organizzazione delle funzioni, dei servizi, degli uffici e delle attività associate, mediante appositi regolamenti o accordi nel rispetto dei principi fissati dalla legge.

Articolo 4
CONFERENZA DEI SINDACI
La Conferenza dei Sindaci è l’organo di indirizzo e di governo per la realizzazione degli obiettivi di cui all’art. 1 del presente atto. E’ composta dai Sindaci dei Comuni aderenti o da loro delegati, in rappresentanza degli Enti convenzionati. E’ convocata e presieduta dal Sindaco di ……………………… o, in sua assenza, da un suo delegato.
La Conferenza dei Sindaci svolge i seguenti compiti:
a)    stabilisce gli indirizzi e gli obiettivi per la gestione associata delle funzioni fondamentali individuate dall’art. 1;
b)    definisce ed approva il piano annuale per la gestione di tali funzioni e del relativo piano finanziario;
c)    vigila e controlla l’espletamento delle stesse funzioni e verifica il raggiungimento degli obiettivi;
d)    gestisce le relazioni sindacali.

Articolo 5
RAPPORTI FINANZIARI
Gli eventuali oneri per la realizzazione della gestione associata sono individuati e concordati d’intesa tra i Comuni aderenti alla stessa, ovvero sulla base di accordi definiti all’interno della Conferenza dei Sindaci che ne regoleranno le modalità di ripartizione tra i singoli Enti.

Articolo 6
DECORRENZA E DURATA
Decorrenza e durata della convenzione (da definirsi sulla base delle specifiche intese convenute tra gli Enti sottoscrittori).

Articolo 7
AMMISSIONE DI NUOVI COMUNI O ENTI
L’istanza di ammissione di nuovi Enti alla funzione associata, deve essere presentata al Comune capo convenzione/alla Conferenza dei Sindaci/all’Unione e trasmessa per conoscenza a tutti i Comuni associati. Sull’istanza di ammissione la decisione è assunta con apposita deliberazione dalla Conferenza dei Sindaci/( Per le Unioni  varranno le procedure di modifica dello Statuto).

Articolo 8
DISPOSIZIONI FINALI E TRANSITORIE
Per ogni aspetto non previsto nella presente convenzione si provvede d’intesa tra i Comuni aderenti alla gestione associata, ai sensi dell’art. 30 del Dlgs n.267/2000 (oppure dell’art. 32 del Dlgs n. 267/2000).

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