Nu zene jeseme – Noi ce ne andammo

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Poesia di Gustavo Tempesta Petresine [1]

rosa-canina

 Nu zene jeseme

Menette maje e zuffunnette a rrose
‘na rocchia ch’era sctata suòle spine.
Nu ze ne jeseme a cercà furtuna
e arremeneseme che l’alma rotta ‘mmiene.

Noi ce ne andammo

Venne maggio, e rimpinzò di rose
un rovo ch’era stato solo spine.
Noi ce ne andammo a cercare fortuna
per poi tornare con l’animo rotto nelle mani.

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[1]  Gustavo Tempesta Petresine, Molisano di Pescopennataro (IS), si definisce “ignorante congenito, allievo di Socrate e Paperino”. Ama la prosa e la poesia, cui dedica molto del suo tempo, con risultati eccezionali, considerati i premi conseguiti e la stima di tutti.

Editing: Enzo C. Delli Quadri
Copyright Altosannio Magazine 

3 Commenti

  1. Stranamente e inspiegabilmente mi piacciono tanto queste brEvi poesie del poeta GUSTAVO TEMPESTA; riesce con poco a dare e a dire molto; la natura e l’anima presenti in un binomio inscindibile:di gioia e di malinconia , le rose di maggio e il ritorno dopo l’assenza…
    Ma perché sto a “guastare “ quel che egli ha detto così mirabilmente in 4 versi liberi?

  2. “Uomo nato – destino dato”. Un vecchio proverbio del mio paese, Fraine. – Il destino ci spinge ad andare altrove, ci lusinga e ci addolcisce il partire con liete speranze … il tepore della primavera e il rifiorire inaspettato e quasi miracoloso dello spinoso roseto. … preludio di futura fortuna. …
    La fortuna più grande forse sarà il poter coraggiosamente tornare, anche se con il cuore straziato e con l’agognata fortuna svanita.
    Complimenti all’autore che in pochi versi fa intuire al lettore un intero mondo, pieno di dolore e di coraggiosa forza che riempiono una vita intera. … Leonardo Tilli

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