Nòttə

Poesia di Ugo D’Onofrio [1],
tratta dal libro “Poeti Dialettali di Agnone” curato da Domenico Meo[2]
notte

Nòttə

D’addó vìenə, jənnòttə, chištə suónə
addó vìenə tuttə chélə štéllə
una appriéssə all’aldra,
. . . chisà addó vìenə!
E šta paùra štrana ca zə sèndə,
annascòšta tra lə fògliə!
Ru cùonə, ru grillə,
nu uàttə ca chjègnə də cundinuə,
nu lamìendə chə sagliə
pèjjə də criatìurə appéna natə!
E št’òrlòggə chə vattə e vattə
l’àura. . . rə móiscə. . . e l’ènnə!
Gné bbìellə a cundəmblà štə štéllə
chélla. . . chélla. . . chélla dòpə də chélla
e dòpə də chélla n’aldra,
l’uldəma. . . lundana. . .
e n’aldra angàura sénza fóinə!
Ma cə šta la fóinə?
Ah. . . chə pacə. . . chə pacə. . .
putérsə addurmójjə mmìesə allə štéllə,
déndrə alla nòttə schìura. . .
scurdarsə. . . scurdarsə. . .
lassà pə sèmbrə l’òssa štracchə,
arcuprirlə də lacrəmə cucèndə
e irsənə sénza arvuldarsə, cundìendə mbaradóisə!

 

Notte

Da dove vengono, questa notte, questi suoni
dove vanno tutte quelle stelle
una dietro l’altra,
. . . chissà dove vanno!
E questa paura strana che si sente,
nascosta tra le foglie!
Il cane, il grillo,
un gatto che piange di continuo,
un lamento che sale
peggio di quello di creature appena nate!
E quest’orologio che batte e batte
le ore. . . i mesi. . . e gli anni!
Come è bello contemplare le stelle
quella. . . quella. . . quella dopo di quella
e dopo di quella un’altra,
l’ultima. . . lontana. . .
e un’altra ancora senza fine!
Ma c’è la fine?
Ah. . . che pace. . . che pace. . .
potersi addormentare in mezzo alle stelle,
dentro la notte scura. . .
scordarsi. . . scordarsi. . .
lasciare per sempre le ossa stanche,
ricoprirle di lacrime cocenti
e andarsene senza girarsi, contento in paradiso!

_________________________
[1] Ugo d’Onofrio. Nasce a Capracotta il 21 maggio 1940 e a causa degli enormi danni che il paese subisce nel corso della Seconda Guerra Mondiale si trasferisce ad Agnone dove frequenta le scuole Elementari e Medie. Prosegue gli studi a Campobasso e acquisisce la maturità classica. All’età di 17 anni vince il concorso di ufficiale pilota (SPE) e, destinato all’Accademia Aeronautica nell’Isola di Nisida, si dimette dopo un incidente di aereo. Nel 1963 si laurea in Giurisprudenza all’Università La Sapienza di Roma. Subito dopo insegna Diritto all’Istituto Tecnico Commerciale di Isernia e per tre anni riveste la carica di preside all’IPSIA di Agnone. Nel 1966 approda nella Magistratura e per quattordici anni è giudice del Tribunale di Campobasso e nel capoluogo molisano risiede tuttora. Successivamente sceglie di svolgere la professione di avvocato. I suoi primi scritti in dialetto agnonese sono del periodo universitario quando reca con sè il quaderno delle ispirazioni dove dissemina i pensieri poetici. Partecipa più volte al Premio Cremonese, nel 1972, con la poesia Uldəmə mumèndə risulta il primo dei segnalati e tre anni dopo con Nòttə giunge al terzo posto. Non completamente soddisfatto dell’idioma dialettale comincia a buttar giù versi in lingua italiana e li raccoglie nella silloge Vorrei. . . Dall’eco dei miei monti, 1979, che annovera circa novanta poesie. Con questo volume il D’onofrio è insignito del primo premio internazionale Approdo, nella sezione Libro di poesia e narrativa, tenutosi a Roma il 19 aprile 1980.
[2] Domenico Meo, Abruzzese di Castelguidone (CH), ma agnonese di fatto, lavora alla Asrem di Agnone (IS). Si occupa, in termini scientifici, di dialetto, riti, usi e tradizioni popolari. Tanti i suoi libri, su cui giganteggia il Vocabolario della lingua di Agnone. . In questo suo ultimo lavoro Domenico Meo opera per resistere contro il livellamento estremo della globalizzazione, ridando luce e voce alle tante bellissime sfumature del nostro dialetto, attraverso la scoperta o la riscoperta dei nostri Poeti Dialettali. (Il libro è disponibile telefonando allo +39 0865 78647 oppure +39 329 6245907)

Musica: Chopin Notturno n. 20 – Lento con Espressione
Editing:
Enzo C. Delli Quadri

 

 

 

About Enzo C. Delli Quadri

Agnonese, ex Manager Aziendale, oggi Presidente dell' Associazone ALMOSAVA-ALTOSANNIO (alto molise sangro vastese), da molti anni è impegnato a divulgare l'importanza della RIAGGREGAZIONE di questo territorio, storica culla dei Sanniti che , 50 anni fa, fu smembrato e sottoposto a 4 province e 2 regioni, contro ogni legge morale, economica e demografica.

2 commenti

  1. Antonia Anna Pinna

    Che poesia stupenda.

  2. NOTTE- Vaga -mente e Lontana -mente Pascoli, COL SUO FANCIULLINO, che nella sua poetica ci parlava degli animali e dei loro versi, degli alberi e dello stormire delle foglie, ma soprattutto del concavo cielo e delle luminose stelle, cadenti come pioggia, lavacro del Male… Così un pizzico di malinconia ho provato stasera, simile a quella che sento quando talvolta guardo il cielo scuro, prima di poter dormire…, come è scesa nell’anima del poeta che indugia a contare le stelle… fino alla + lontana.

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