No senatore Di Giacomo così non va

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di Enzo C. Delli Quadri

Il Senatore Ulisse  Di Giacomo riconosce la situazione critica e difficile  che sta attraversando la Regione Molise, ma invece di assumersene le responsabilità fino in fondo, “gioca” (politicamente) sulle nostre spalle.

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La redazione de ilponteonline.it,  il 06 Ottobre 2012, ha riportato il seguente la seguente dichiarazione  del senatore Ulisse Di Giacomo (PDL).

 “L’On. Di Pietro ha ribadito in questi giorni la necessità di riunire il Molise all’Abruzzo, mettendoci anche qualche sua considerazione che francamente poteva risparmiarsi : “ ….tanto pastori eravamo e pastori siamo rimasti ….”. Tralasciando le solite e inutili offese ai molisani, io non sono d’accordo con questa tesi. So bene che il momento è delicato e che la strada imboccata è quella che porta ad un necessario ridimensionamento di tutta l’impalcatura istituzionale del nostro Paese, insieme ad un altrettanto necessario contenimento del costo della politica. Sono anche consapevole, perché interessato in prima persona, che qualcuno pensa di sopprimere nel prossimo futuro le piccole Regioni e ridisegnare così il quadro territoriale italiano, e che questo rischio potrebbe diventare realtà qualora nella prossima legislatura dovesse vedere la luce un nuovo governo a guida tecnica. Ma così come non sono d’accordo con l’On. Di Pietro, non mi trovo d’accordo con chi vorrebbe che le cose restassero così come sono, e con la scusa della salvaguardia dell’autonomia regionale vorrebbe tenere in piedi una situazione che, e questo è sotto gli occhi di tutti, non ha nessuna possibilità di sopravvivenza né alcuna prospettiva di lunga durata. In una fase di globalizzazione non è pensabile vestire i panni del soldato giapponese che presidia l’isola dagli attacchi degli americani: è necessario invece aprirsi al nuovo, diventare più grandi, così da essere competitivi e poter continuare a garantire i servizi necessari ai cittadini. Sappiamo bene che non ce la facciamo a mantenere da soli un Servizio Sanitario adeguato con l’attuale trasferimento del fondo sanitario, che nei prossimi anni sarà sempre più insufficiente; così come sappiamo che una offerta turistica diventa valida e competitiva se comprende un ventaglio di opportunità; e ancora, fino a quando la nostra Università potrà sopravvivere con la riduzione continua delle risorse a disposizione? E siamo certi che le trivellazioni in Adriatico avrebbero avuto i permessi se a protestare fosse stata una macro-regione che comprendesse quasi il 30 % della costa? E questo discorso può essere esteso ai bacini idrici, alle infrastrutture viarie, alla pesca in mare ecc. ecc. Allora ripropongo una mia idea: una federazione di servizi e di competenze tra Regioni contigue, come potrebbero essere Marche, Abruzzo e Molise, che permetta di erogare servizi migliori, spendendo meno ( tra un po’ i costi standard diventeranno obbligatori non solo in sanità ! ), con una perdita minima di sovranità , ma lasciando intatta l’ autonomia di ogni singola Regione, con i suoi confini, le sue tradizioni, la sua storia. Una macro-regione di funzioni e servizi, insomma. Pensiamoci prima che qualcuno si svegli una mattina, e con una matita metta un bel segno “ X “ sul nostro Molise.”

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Enzo Carmine Delli Quadri

Non è chiaro l’intendimento del senatore Ulisse Di Giacomo.

DA UNA PARTE prende finalmente atto, dopo anni di sprechi e disfunzioni, che è necessario aprirsi al nuovo, diventare più grandi, così da essere competitivi e poter continuare a garantire i servizi necessari ai cittadini. Ha finalmente capito che non ce la facciamo a mantenere da soli un Servizio Sanitario adeguato con l’attuale trasferimento del fondo sanitario, che nei prossimi anni sarà sempre più insufficiente; così come ha capito che una offerta turistica diventa valida e competitiva se comprende un ventaglio di opportunità; idem per Università e altre cose ancora. Conseguentemente, prende atto che occorre trovare un modo per federare servizi e competenze.

D’ALTRA PARTE egli auspica che resti intatta l’autonomia regionale.

SORGONO SPONTANEE TANTE  DOMANDE. Premesso che la messa in comune di competenze e servizi limita di per sè l’autonomia:

Che significato ha quel mantenere “intatta” l’autonomia?
Si mira a mantenere in piedi un Governatore e 30 consiglieri?
A fare cosa?
A difendere il territorio, potrebbe rispondere il senatore.
Perchè non lo hanno fatto finora?
Ci si sveglia solo ora che la popolazione sta appurando come sono state sprecate risorse, dopo che i Comuni di Montagna stanno prendendo atto di come sono stati derubati del loro orgoglio ed della loro dignità?

No senatore Di Giacomo, così non va.

Per la Macroregione è sufficiente un unico consiglio regionale. Tutte le risorse che si risparmieranno con l’eliminazione del Consiglio Regionale Molisano e annessi e connessi (partecipazioni, consulenze e qunant’altro) vadano alla Gente Di Montagna a compenso del disastro demografico, patrimoniale, economico e morale che essa ha dovuto subire dalla Costituzione della Regione Molise. E stia tranquillo, noi siamo molisani e resteremo molisani. Non c’è bisogno di un Consiglio Regionale per mantenere il nostro orgoglio. Anzi, con esso è stata macchiata e sporcata la nostra immagine. Siamo lo zimbello di tutti. Faccia un qualcosa di utile, caro Senatore, faccia uno sforzo ulteriore e, senza aspettare che altri mettano una X sulla regione, collabori per una sua eliminazione consensuale e dignitosa.

Oltre, c’è solo la Sua vergogna e quella di chi, potendo, non fa nulla per chiudere questa brutta esperienza.

2 Commenti

  1. In questi ultimi anni non sono stato molto tenero con il
    comportamento politico del sen. Ulisse Di Giacomo. Oggi, con questo suo
    intervento, devo dargli atto, forse è il solo rappresentante del PDL, che pone
    finalmente con molta serietà il problema dell’ autonomia del Molise.Va bene
    così Senatore però gli Organi Istituzionali di questa macro regione devono
    essere rappresentativi di un’ unica realtà territoriale con criteri
    proporzionali da stabilirsi ( altrimenti , caro senatore, le spese della
    politica dove le mettiamo ?)

  2. In sostanza,
    Enzo, il tuo commento, ben più articolato, rispecchia quello che sono anche le
    mie perplessità sulla proposta un pò bizantina del Senatore. Comunque è
    positivo che finalmente anche chi è stato uno dei responsabili dello sfascio
    della sanità e della regione ammetta il fallimento e proponga una idea che noi
    non condividiamo completamente ma che, intanto, fa discutere.

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