La nèjja – La nebbia

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Poesia di Michele Di Ciero [1],
tratta dal libro “Poeti Dialettali di Agnone” curato da Domenico Meo[2]

nebbia in montagna

La nèjja

La nèjja cupróiva la vallə,
scumbarsə cullóin’e mundagnə,
də sóttə, də sópra, dəvìellə
macciùocchə də gghjènga gammacia.
Dapùo chjénə, chjìenə sə sméuuə,
sə frìccəca, sə tòrc’e s’abbərróita,
sə scòprə nu ticchjə də vóschə,
na pónda də cìelə, nu prùotə. . .
e lassa lə fruššə e rə cippə
arrəcamatə də štizzə lucèndə.
S’arralza, s’arralza fəmònnə
e lassa na tòppa, pə scagnə.
Mó s’é fərmata cchjù ngióima:
chə bbèlla chəlòccia allə mundagnə.

La nebbia

La nebbia copriva la valle,
scomparvero colline e montagne,
sotto, sopra, ovunque
mucchi di bianca bambagia.
Poi piano, piano si muove,
si sposta, si torce e si avvolge,
si scopre un pezzo di bosco,
un po’ di cielo, un prato. . .
e lascia le foglie e i ceppi
ricamati di gocce lucenti.
Si alza, si alza fumando
e lascia un bioccolo, per sbaglio.
Adesso si è fermata più su:
che bella ghirlanda ai monti.

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[1]Michele Di Ciero, Molisano di Agnone (IS), fu Maestro e Direttore Didattico. Sue le ricerche “sul campo” di usi, credenze, proverbi, filastrocche e canzoni narrative.
[2] Domenico Meo, Abruzzese di Castelguidone (CH), ma agnonese di fatto, lavora alla Asrem di Agnone (IS). Si occupa, in termini scientifici, di dialetto, riti, usi e tradizioni popolari. Tanti i suoi libri, su cui giganteggia il Vocabolario della lingua di Agnone. . In questo suo ultimo lavoro Domenico Meo opera per resistere contro il livellamento estremo della globalizzazione, ridando luce e voce alle tante bellissime sfumature del nostro dialetto, attraverso la scoperta o la riscoperta dei nostri Poeti Dialettali. (Il libro è disponibile telefonando allo +39 0865 78647 oppure +39 329 6245907)

Copyright Altosannio Magazine
Editing: Enzo C. Delli Quadri 

 

 

2 Commenti

  1. LA NEBBIA l’autore di questa soffice poesia, ha reso amabile la nebbia che di solito viene vista come ostacolo, che appanna il paesaggio e offusca il vero che c’è intorno, e che a volte può anche ferire …Invece nella presente delicata poesia la nebbia è solo passeggera e al suo sparire lascia cristalli lucenti sui rami e uno strano bocciolo a terra, quasi a richiamarne ancora la presenza l’indomani.

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