La ‘ndocciata di Agnone – 8 e 24 dicembre

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Nel pomeriggio de la veìrja (della vigilia di Natale) e l’8 dicembre, i portatori si radunano nella periferia nord di Agnone. Alle prime ombre della sera, quando sfèrra Sant’antonio (ovvero quando alle 17,30 dal campanile più alto di Agnone si ode il suono del campanone), i gruppi accendono le ndòcce e si incamminano a turno verso il corso principale del paese, che subito diventa un gigantesco fiume di fuoco. I portatori (tutti uomini) provenienti dalle maggiori contrade di Agnone, recano sulle spalle una fiaccola singola o ventagli di due, quattro o più ndòcce, portate da soli o in coppia con altri. (Meo Domenico)

'Ndocciata di Agnone - le 'ndocce
‘Ndocciata di Agnone – le ‘ndocce

Il video è stato prodotto dall’Associazione IAM [1]

Seguono alcune splendide foto scattate da Vittorio Labanca e relative all’indocciata del 2012

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[1] IAM = Associazione di giovani alto molisani (età media 32 anni) che hanno deciso di investire e vivere in questo territorio. Lo scopo è quello di dare un impulso positivo all’alto molise attraverso iniziative, attività ed azioni di promozione che favoriscano lo sviluppo sociale ed economico di questo territorio.
Il nome IAM, nel linguaggio popolare,  sta ad indicare qualcosa che deve realizzarsi subito senza perdere tempo (ne abbiamo perso già abbastanza), in inglese significa io ( I am) sono appunto sannita alto molisano ovvero l’identità radicata nel territorio infine, in latino, significa “muoversi adesso”.
Il primo obiettivo è stato quello di costituire un gruppo di lavoro finanziato con i soldi che ogni fondatore ha versato (€1000). In questo gruppo ci sono 3/4 ragazzi che lavoreranno per determinate attività. Nell’immediato si concentreranno sugli eventi e sulla programmazione da definire in occasione dell’expo 2015.

1 COMMENTO

  1. Ciao Enzo,
    le foto della ‘ndoccaiata sono molto belle; hai il merito di far conoscere le nostre tradizioni più sentite a chi non le ha mai viste e a ricordarle a chi come noi le ha vissute magicamente da bambini e al ritorno dalla città durante e dopo gli studi . Adesso sorrido al ricordo del cappotto nuovo di cammello bucato da un carbone acceso di una ‘ndoccia.
    Paolino

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