A Móndəcaštélbbaréunə

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Poesia di Amicarelli Donato[1],
tratta dal libro “Poeti Dialettali di Agnone” curato da Domenico Meo[2]

Montecastelbarone

A Móndəcaštélbbaréunə

É nu pəccatə, é prùopria nu pəccatə
ca št’aria frésca e fina də mundagna
tə la pùo gòdərə sólə d’éštatə
quàndə ru sólə abbruscia la cambagna.
Sìendə ca murmuréjanə lə frónnə
quàndə nu vəndarìellə l’accarézza
mèndrə ru sólə apparə e s’annascónnə
pə ndə ləvà chéšt’ómbra e šta frəschézza.
E ssə t’allunghə a fa na pənəchélla
sóprə alla jèrva frésca all’auuàttata
la vócə sórda də na fundanèlla
chə dalla còšta scórrə alla vallata,
la còccia sə schiariššə e all’aria sana
durmarriššə na ndéra səttəmmana.

Agro di Agnone 7

A Montecastelbarone

È un peccato è proprio un peccato
che quest’aria fresca e fina di montagna
te la puoi godere solo d’estate
quando il sole brucia la campagna.
Senti il mormorìo delle foglie
quando il venticello le accarezza
mentre il sole appare e scompare
per non toglierti l’ombra e la frescura.
E se ti allunghi per una pennichella
sopra l’erba fresca in un posto riparato
la voce sorda della fontanella
che dal pendìo scorre alla vallata,
la testa si rasserena e all’aria sana
dormiresti un’intera settimana.

Questo monte sta diventando famoso per (presunte) apparizioni della Vergine Maria al veggente Michelino Marcovecchio (set 2014)

Agnone  come Medjugorje 3

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COPERTINA POETI DIALETTALI 3[1]
Amicarelli DonatoNasce ad Agnone il 28 agosto 1905. Ultimate le scuole Elementari e medie, studia a Salerno e consegue la maturità classica. Si laurea in giurisprudenza nel 1932 e si trasferisce a Roma, dove svolge le funzioni di legale per le Assicurazioni d’Italia. Messo a dura prova dalla Seconda Guerra Mondiale, partecipa alla campagna d’Africa e subisce la mutilazione della gamba sinistra. Concluso il conflitto, torna al paese natio e gestisce insieme alla moglie il lanificio che ha ereditato dal padre Giuseppe e negli anni Cinquanta apre un negozio di lana e abbigliamento. Uomo forte, vero e schietto, disponibile e benevolo, crede nell’amicizia ed è propenso alla comprensione e al perdono. La sua educazione familiare gli ha trasmesso rettitudine morale e fede in Dio. Pregi, virtù e situazioni che spingono Amicarelli a diventare amante del verso e di quella poesia che, il più delle volte, non offre agli altri ma conserva gelosamente nei quaderni elaborati con una grafia dai tratti eleganti e dal sapore d’altri tempi. É grande estimatore del noto poeta in vernacolo abruzzese Modesto Della Porta (Guardiagrele 1885 – 1938). Nel 1968, in occasione del primo premio di poesia dialettale G. Cremonese, si classifica terzo e l’anno successivo ne risulta vincitore. Sempre nel 1969 sulla sua famiglia si abbatte una grande tragedia: la prematura morte del figlio. Questo episodio segna non poco l’avvocato-poeta, che affida alla sua “triste” penna il ricordo e l’amore per Franco. Amicarelli cessa di vivere il 3 luglio 1975.
[2] Domenico Meo, Abruzzese di Castelguidone (CH), ma agnonese di fatto, lavora alla Asrem di Agnone (IS). Si occupa, in termini scientifici, di dialetto, riti, usi e tradizioni popolari. Tanti i suoi libri, su cui giganteggia il Vocabolario della lingua di Agnone. . In questo suo ultimo lavoro Domenico Meo opera per resistere contro il livellamento estremo della globalizzazione, ridando luce e voce alle tante bellissime sfumature del nostro dialetto, attraverso la scoperta o la riscoperta dei nostri Poeti Dialettali. (Il libro è disponibile telefonando allo 0865 78647)

[divider] Editing: Enzo C. Delli Quadri
Copyright Altosannio Magazine [divider]

 

 

 

1 COMMENTO

  1. Sta puesie schiarisce l’alme e te l’accarezze, come lu vendecelle accarezze le fronne… già…è proprie nu peccate ca l’estate a le paisce nustre dure accuscì poche…

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