Miseria e Nobiltà dell’Altosannio.

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di Enzo C. Delli Quadri

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Altosannio Storico
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Se non si vuole che la nostra splendida terra Almosaviana  Dell’ Altosannio = Alto Molise Sangro Vastese,  diventi un parco giochi per Metropolitani o riserva indiana per le Caste, l’unica àncora di salvezza è la creazione di una Vasta Area Interna a fiscalità agevolata che, nel contesto del riordino dello Stato, sia, sempre più, oggetto di attenzione da parte del Governo Nazionale e di Bruxelles. Chi si sarà attrezzato potrà concorrere ai progetti nazionali ed europei; chi, invece, resterà fermo ai piccoli campanilismi, contribuirà a fare di questa terra un luogo del desolante consumistico mordi e fuggi, con tutte le conseguenze nefaste immaginabili.

La riaggregazione dell’ Alto Molise Sangro Vastese

Questione di Dignità

La terra dell’ Altosannio  = Alto Molise Sangro Vastese, smembrata e parcellizzata, è stata spogliata della sua identità e dignità, non rispettata nei suoi diritti, ma portata ad elemosinare interventi.

Questione Economica

Le Regioni Abruzzo e Molise, pur in presenza di vacche grasse (anni 70-85), non hanno saputo creare, in un Altosannio diviso, realtà produttive in grado, nel tempo, di autosostenersi.

Questione Patrimoniale

Salvo alcune sacche di territorio, è stato azzerato il valore  del patrimonio immobiliare e fondiario. Calcoli approssimativi dicono che sono andati in fumo 28 miliardi di euro, sudore e sangue degli altosanniti. In volgare: le case e i terreni si vendono, ma nessuno li compra; nessun istituto bancario è disponibile ad aprire un mutuo sugli immobili dell’Altosannio (salvo casi particolari in sacche di territorio).

Questione Morale

In Altosannio continua e si incrementa l’emigrazione. I giovani, nella maggioranza dei casi, sono costretti ad andarsene.  Altri, seppur non costretti, lo preferiscono. Le famiglie continuano a sfaldarsi.

Servizi, Imposte e Tasse

Gli Altosanniti hanno visto ridursi, nei decenni, i servizi loro riservati, fin quasi all’azzeramento. Purtuttavia pagano le stesse imposte e le stesse tasse, anzi, in diversi casi esse sono superiori a quelle delle altre regioni italiane, causa il dissesto finanziario delle due regioni Abruzzo e Molise.

Mobilità

L’Altosannio, parcellizzato, com’è, sotto 4 province, usufruisce di una viabilità stradale (al confine tra le province e le regioni) invero desolante. Quella ferroviaria è stata cancellata.

L’Alto Molise, l’Alto Sangro e l’Alto Vastese  isolati.

Con la riaggregazione, attraverso l’eliminazione dei confini regionali e provinciali,  si ricrea l’unitarietà di un territorio che, diviso, vede le sue singole parti ai confini del sistema e, di conseguenza, emarginati nel sistema stesso.

La riaggregazione dell’Altosannio anticipa il rovinoso scioglimento della Regione Molise ed evita che l’Alto Molise finisca in Ciociaria.

Uno studio commissionato dalla Società Geografica Italiana  , in collaborazione con Caire Urbanistica ed EuPolis (Politecnico e Università di Torino) e sotto l’egida del Ministero per gli Affari Regionali e le Autonomie, ha prodotto un ultimo elaborato con un nuovo modello di riordino Territoriale. http://www.meteoweb.eu/wp-content/uploads/2013/12/riordino_territoriale.pdf  Esso dimostra come la Regione Molise non abbia una sua identità geografica, economica, linguistica, sociologica, intercomunicazionale, ecc.. Una provincia viene associata alla Ciociaria, l’altra, alla Daunia, con molti tanti troppi punti interrogativi. In concreto non si sa di che pasta sia fatta questa regione. Peraltro, anche nel quadro della Spending Review governativa, è prevista la eliminazione della  Regione Molise.

Questione Storica

Come ampiamente dimostrato nel romanzo storico di Nicola Mastronardi, l’Altosannio è un  realtà storica di primaria importanza: fu questo territorio, a cavallo tra Abruzzo e Molise, tra il Sangro e il Trigno, che diede vita al popolo Sannita e fu un caposaldo della prima Italia.

L’Altosannio come spinta alla riaggregazione di Abruzzo e Molise.

La ricoposizione del territorio dell’Altosannio farebbe da propulsore per la riaggregazione di Abruzzo e Molise, il che  consentirebbe di poter contare su di un bacino demografico di circa 1.700.000 abitanti, Se a queste due si unissero anche le Marche,  il bacino arriverebbe a 3.500.000 abitanti.

Primo vantaggio: Maggiore considerazione al tavolo della trattativa Stato-Regioni

Al Tavolo Stato Regione a ai vari Tavoli Europei, le popolazioni marchigiane, abruzzesi e molisane avrebbero maggiori probabilità di ottenere finanziamentiutili allo sviluppo del territorio. A titolo di esempio, per il periodo 2014-2020 ci sono risorse aggiuntive a livello comunitario da investire nell’area adriatica; il che significa che, con molta più probabilità che non ora,  potrebbero essere  sbloccati finanziamenti su opere infrastrutturali importanti e su distretti produttivi,  su poli turistici, su centri universitari e di servizi avanzati.

Secondo vantaggio: Riduzione dei costi della politica per riduzione degli organi politici e amministrativi intermedi

Un Consiglio regionale, invece di tre, un Presidente di Regione, invece di tre, 30 consiglieri regionali, al posto di circa 80;  riduzione ad un terzo di tutte le attuali consulenze; riduzione ad un terzo di tutti gli attuali gruppi politici regionali (nel Molise, scandalo su scandalo, al consiglio regionale sopravvivono circa 15 gruppi politici a fronte di 20 consiglieri. È di tutta evidenza che siamo in presenza di un caso in cui la matematica diventa una opinione, perché un gruppo  non è uguale ad almeno 3 persone, ma ad una sola)

Terzo vantaggio: Riduzione delle spese per appalti e acquisti. 

E’ risaputo che acquisti e appalti gestiti su più vasta scala portano ad un risparmio di spesa.

Quarto vantaggio: Marketing territoriale,

Si creano un migliore e maggiore penetrazione del messaggio promozionale, e, quindi, buone se non ottime  ricadute positive sul turismo.

Quinto vantaggio: Sviluppo di sinergie in molti settori dell’economia

I settori interessati sarebbero tutti: l’agricoltura, l’industria, lo sport, il turismo, la pesca non sportiva, la viabilità stradale e ferroviaria, l’archeologia, l’edilizia scolastica, la formazione professionale, ecc…

Sesto vantaggio: Marche, Abruzzo e Molise, potente macroregione

Infatti, le tre regioni unificate sarebbero la più potente regione di transito tra l’ Europa dell’Est ed il Mar Tirreno, con ricadute significative su porti, autostrade e strade, viarie e ferroviarie.

Svantaggio (?): Perdita delle identità e autonomie regionali

Alcuni vedono nel processo di unificazione tra le tre regioni,Marche, Abruzzo e Molise, una perdita di identità e autonomia. Secondo costoro, verrebbero minate, alla base, concetti come marchigianità, abbruzzesità, molisanità. Ma È vero svantaggio? Marchigiani, abruzzesi e molisani manterrebbero intatte le loro identità così come oggi le mantengono gli emiliani e i romagnoli che convivono in una unica regione, l’Emilia e Romagna, e mai e poi mai hanno pensato a dividersi in due regioni.


Copyright Altosannio Magazine
Editing: Enzo C. Delli Quadri 


 

 

2 Commenti

  1. ciao Enzo, il tuo IDEALE è molto bene espresso nella dettagliata, precisa ed incisiva dissertazione per la riunificazione delle tre regioni ora distinte- Abruzzo Molise e Marche- per formare una Macroregione. Certo ci sarebbero tanti vantaggi, secondo me il primo in assoluto: divenendo regione di transito tra EST e Mar Tirreno e oltre, il settore dei viaggi e turismo,e quindi l’ interessamento di porti autostrade e tutta la viabilità relativa avrebbe un valido incremento; e oggigiorno esso è trainante.
    Non m’intendo molto di questioni riguardanti il marketing, le tasse, le spese e in genere il settore economico; ma a lume di naso, con l’auspicata RIAGGREGAZIONE per le comuni radici – morali e storiche- verrebbero avvantaggiati i piccoli paesi ed è proprio a questi, per non farli morire d’inedia, diretto il salvataggio. E’come salvare un albero non solo nella parte aerea, la chioma, ma nutrendo anche il terreno dove esso affonda le radici e senza la cui salvezza anche la chioma morirebbe.

    2 VANTAGGIO: RIDUZIONE DELLA POLITICA E DEGLI ORGANI politici in TUTTI I SETTORI.
    eh! eh !eh!… – sempre secondo il mio modesto parere- l’inghippo sta proprio qui! la non accondiscendenza degli stessi organi POLITICI ! tutta espressa nel finale di una simpatica poesia dell’amico Rodrigo Cieri. Essa parla di un colloquio ironico e speranzoso tra due anziani amici paesani, ma lascio parlare lui- assumendomi la responsabilità, riportando a sua insaputa uno stralcio della sua poesia recente, ma non troppo.-

    ….Se la ricchezze ’ntire è uale a cente
    e se uttante v’a lu dirigente
    e vinte sole v’a lu dipendente,
    nen se putesse fà n’aggiuštamente?
    ………
    Armane sempre cente la ricchezze,
    però šta cchiù giuštizie. Nen te pare?»
    ………………
    Ma la ricchezze, chi l’à da ripartì?»
    «Lu guverne! Ce vo tante a capì!»

    «E cacchie coma file!
    Ma truve chi le fa?»

    LAPALISSIANA CONCLUSIONE, che pari pari può essere trasferita a quel paragrafo!.

    P.S. esula dall’articolo, Enzo, il seguito, ma vorrei dirti che se avrai la bontà di pubblicare ancora qualcosa di mio, mi piacerebbe von KARAJAN … poi se non chiedo troppo -e la foto della donna non è privata- vorrei vederla, sì vederla scorrere così limpida e pulita, così bella e concreta con un mio scritto. Grazie

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